Il petrolio ha danneggiato natura e comunità del Delta del Niger; i diritti umani possono aiutare.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
In questo episodio del Mongabay Newscast, ho avuto l’onore di intervistare Noo Saro-Wiwa, una scrittrice di viaggio che ha documentato la violenza e la devastazione ambientale causate dalle compagnie petrolifere nel Delta del Niger nel suo libro “The Burning Ground: Oil and Militancy in Nigeria”. Saro-Wiwa è anche figlia del compianto attivista Ken Saro-Wiwa, giustiziato dal governo nigeriano nel 1995. Suo padre ha guidato una resistenza pacifica contro la presenza delle compagnie petrolifere nel Delta del Niger, mobilitando nel 1993 oltre 300.000 persone da Ogoniland. È giusto affermare che il suo attivismo ha dato inizio a un movimento contro la distruzione e lo sfruttamento perpetrato dalle compagnie petrolifere nel paese.
Il costo dell’industria petrolifera
Saro-Wiwa sottolinea come molti abbiano perso la speranza nella resistenza pacifica quando il governo non ha perseguito le compagnie responsabili. “Il petrolio è stato letteralmente la cosa peggiore che sia mai accaduta al Delta del Niger”, afferma. “Dovremmo davvero passare all’energia solare… le compagnie petrolifere non avrebbero più questo tipo di controllo sulle persone”. La sua affermazione mette in evidenza l’instabilità politica ed economica che il petrolio ha causato nella regione, insieme ai danni ambientali evidenti.
Sebbene il suo libro tratti degli effetti nocivi dell’industria petrolifera e della violenza che ne deriva, Noo Saro-Wiwa chiarisce che è anche una storia su come l’assenza dei diritti delle donne stia distruggendo le società. Durante le sue interviste con attivisti, ha potuto vedere chiaramente come i diritti delle donne influenzino direttamente l’ambiente e la società. “Nel Delta del Niger, la mancanza di diritti delle donne si traduce in maggiore militante da parte degli uomini”, afferma. “La questione è molto logica.” Le discussioni con queste donne attiviste dimostrano che quando le donne sono supportate, possono contribuire a ricostruire la comunità e la natura.
Uno degli interlocutori di Saro-Wiwa, un ex militante chiamato Mac-Eteli, evidenzia che il governo ha sbagliato a investire centinaia di milioni di dollari in indennità per i militanti piuttosto che nei veri promotori della sostenibilità, come gli agricoltori. “I miliardi dovrebbero andare a promuovere i coltivatori invece di pagare i militanti”, dichiara Saro-Wiwa. Le donne, a loro volta, svolgono gran parte di questo lavoro di ricostruzione, ma non sono affatto riconosciute né valorizzate dal sistema governativo attuale. La loro azione è una forza trainante nella società, ma i loro sforzi vengono ignorati.
La voce delle donne nel Delta del Niger
“Molte donne stanno coltivando la terra, ma in caso di fuoriuscita di petrolio, i risarcimenti vengono generalmente dati agli uomini”, spiega Saro-Wiwa. Questo porta a un ciclo di povertà in cui le donne, spesso responsabili della cura dei bambini e della gestione delle risorse, rimangono emarginate. Se le donne ricevessero supporto, il futuro dei bambini sarebbe garantito, e di conseguenza, il rischio di radicalizzazione e militarizzazione diminuirebbe. “Prendersi cura delle donne è essenziale per migliorare la società.” La mancanza di riconoscimento dei diritti delle donne nel Delta non solo danneggia loro, ma influisce anche sulla stabilità sociale e ambientale.
“Il governo ha fatto tutto in modo sbagliato”, afferma Saro-Wiwa. “Si è trovato a spendere miliardi per pacificare militanti invece che per promuovere opportunità di lavoro per i contadini.” Le sue conversazioni con gli ex militanti rivelano un quadro chiaro: le donne sono fondamentali nella ricostruzione della società, ma la loro importanza rimane messa da parte. Il petrolio continua a inquinare, e il popolo del Delta non riceve benefici reali. In un contesto di profonde ingiustizie, Saro-Wiwa propone soluzioni basate su alternative sostenibili come l’energia solare.
Le voci di donne come Emem Okon mostrano che le attiviste sono un’ancora di stabilità durante le elezioni e le crisi. Le donne fungono da mediatori nei conflitti, dimostrando le loro capacità di leadership in situazioni di tensione. “In assenza di un buon governo, sono le donne a cercare di portare armonia e comprensione tra le diverse fazioni”, spiega Saro-Wiwa. Questa osservazione mette in luce come il cambiamento richieda non solo un riequilibrio economico ma anche un ripensamento delle gerarchie sociali.
La lettura di “The Burning Ground” offre un’illuminante opportunità per riflettere su queste complesse relazioni socio-ambientali nel Delta del Niger. Attraverso le esperienze di Noo Saro-Wiwa e le storie di donne e uomini impegnati, emerge l’urgenza di un cambiamento radicale, non solo nella politica energetica, ma anche nelle strutture sociali e nei diritti umani. È un libro che invita a un’introspezione profonda e a un’azione intraprendente, ponendo la questione centrale relativa alla vita umana e alla sostenibilità ambientale.
Per ulteriori approfondimenti su questo tema, consulta risorse come Amnesty International e Human Rights Watch, che trattano le violazioni dei diritti umani e le questioni ambientali nel Delta del Niger.
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