Il presidente del Venezuela crede che gli spioni americani non possano hackerare i telefoni Huawei.
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
Maduro Mostra il “Miglior Smartphone del Mondo”
Durante una conferenza stampa lunedì, il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha mostrato uno smartphone Huawei donato dal presidente cinese Xi Jinping, descrivendolo come “il miglior telefono al mondo” e avanzando una dichiarazione audace.
“Gli americani non possono hackerarlo, né i loro aerei spia, né i loro satelliti”, ha affermato Maduro.
Analisi Tecnica del Mate X6
Lo smartphone presentato da Maduro sembra essere un Mate X6, un dispositivo pieghevole lanciato da Huawei nel 2024. Questa affermazione ha attirato l’attenzione, considerando il contesto storico di cyber attacchi e spionaggio tra Stati Uniti e Huawei.
È evidente che niente è impossibile da hackerare e tanto meno dalle agenzie governative statunitensi, note per essere tra le più competenti al mondo nel settore. Un ricercatore di vulnerabilità statunitense ha dichiarato a TechCrunch che, poiché Huawei produce sia l’hardware sia il sistema operativo mobile — HarmonyOS — i loro dispositivi risultano più vulnerabili agli attacchi informatici.
“È probabile che ci siano molti più errori nel loro codice nuovo rispetto a iOS e Android in questo momento”, ha affermato il ricercatore, che ha chiesto di rimanere anonimo per motivi di sicurezza.
HarmonyOS ha già mostrato nel tempo alcuni bug e necessita di aggiornamenti di sicurezza regolari; in particolare, Huawei promette patch di sicurezza mensili per il Mate X6. Tuttavia, avverte anche che “il numero di modelli di dispositivo con aggiornamenti mensili delle patch di sicurezza è soggetto a cambiamenti. Certi operatori potrebbero supportare gli aggiornamenti solo con cadenza trimestrale.”
Solo il mese scorso, Huawei ha risolto 60 vulnerabilità in HarmonyOS, di cui 13 considerate “di alta gravità”. Huawei riconosce che il malware può raggiungere i suoi dispositivi e ha creato una pagina dedicata ad assistere i clienti colpiti da hack.
Nonostante le sue affermazioni di sicurezza, Huawei non ha risposto a una richiesta di commento in merito. È interessante notare che esiste una documentazione storica sugli attacchi informatici da parte degli hackers governativi statunitensi nei confronti di Huawei. Nel 2014, documenti trapelati da Edward Snowden rivelarono che la NSA aveva hackerato e inserito backdoor nei server Huawei in Cina.
L’hack era talmente grave che gli agenti della NSA erano riusciti a infiltrarsi nel quartier generale di Huawei a Shenzhen, consentendo loro di spiare le comunicazioni degli esecutivi dell’azienda e di ottenere informazioni sui prodotti.
“Molti dei nostri obiettivi comunicano tramite prodotti prodotti da Huawei”, affermava un documento della NSA, come riportato dal New York Times. “Vogliamo assicurarci di sapere come sfruttare questi prodotti”, aggiungendo che questo era necessario per “ottenere accesso a reti di interesse” in tutto il mondo.
Anche se l’incidente risale al 2014, è pressoché certo che la NSA, Cyber Command e altre agenzie statunitensi mantengano la missione di hackerare i dispositivi Huawei alla ricerca di vulnerabilità da sfruttare per il loro spionaggio. È molto probabile che esistano dipendenti governativi statunitensi il cui unico compito sia quello di hackerare i dispositivi e i sistemi Huawei. Più di recente, la Cina ha accusato la NSA di attaccare le infrastrutture critiche cinesi.
Fonti ufficiali, come TechCrunch e documenti dell’NSA, evidenziano una crescente tensione nel campo della cybersecurity tra queste due nazioni. La questione della sicurezza informatica continuerà a essere un tema centrale nei rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina, specialmente con l’avanzare della tecnologia e delle innovazioni nel settore.
Fonti:
- Edward Snowden, Documenti NSA
- TechCrunch
- New York Times
Non perderti tutte le notizie di tecnologia su Blog.it