Il sovrasfruttamento delle risorse idriche porta il mondo verso la “bancarotta idrica”.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
La Crisi Idrica nel Mondo: Un Rapporto Allarmante
Il mondo sta esaurendo le sue risorse di acqua dolce a un ritmo molto più veloce rispetto alla capacità della natura di rigenerarle, spingendo molte regioni verso una vera e propria “bancarotta idrica”. Questo è quanto emerge da un rapporto del UNU-INWEH, l’Istituto delle Nazioni Unite per l’Acqua, l’Ambiente e la Salute.
Il documento confronta il sistema idrologico della Terra con le finanze di una famiglia. I fiumi, le piogge e la neve rappresentano il reddito annuale, mentre i ghiacciai, le zone umide e le falde acquifere agiscono come risparmi a lungo termine. Molte aree hanno prelevato acqua sia dal “reddito” che dai “risparmi”, portando a una crisi senza precedenti delle risorse idriche.
Dati allarmanti e conseguenze dirette
Il rapporto rivela che molti sistemi idrici sono stati sovrasfruttati per oltre cinquant’anni. Circa il 70% delle grandi falde acquifere mostra un declino a lungo termine, mentre dal 1970 ad oggi si è perso il 30% della massa glaciale a causa del riscaldamento globale. Alcuni monti in latitudini basse e medie potrebbero perdere completamente i loro ghiacciai nei prossimi decenni, il che significa che i fiumi che da essi dipendono non saranno più riforniti.
La carenza di ghiacciai e l’esaurimento delle falde acquifere rappresentano risorse non sostituibili nell’arco di tempo umano. Gli scienziati avvertono da tempo riguardo a una crisi idrica globale. Tuttavia, la “bancarotta idrica” è il segnale di danni irreversibili ai sistemi idrici. Gli autori del rapporto sottolineano che il linguaggio di crisi non riesce più a descrivere ciò che accade in molte aree del mondo, suggerendo un’emergenza temporanea seguita da un ritorno alla normalità.
Il settore agricolo rappresenta circa il 70% del prelievo di acqua dolce. Complicando la situazione, oltre la metà delle terre agricole del pianeta è degradata, rendendo difficile per il suolo trattenere l’umidità. Inoltre, la scarsità d’acqua sta aumentando a causa di gravi siccità alimentate dai cambiamenti climatici.
Questa scarsità idrica può avere effetti devastanti, dalla diminuzione della salute pubblica all’instabilità politica. Come afferma Keveh Madani, autore principale del rapporto: “La bancarotta idrica può destabilizzare le società: mina l’agricoltura e i posti di lavoro, alza i prezzi dei generi alimentari, appesantisce le città e alimenta risentimenti quando i tagli sembrano ingiusti”. Il rischio di conflitto aumenta quando la scarsità si combina con una governance debole, disuguaglianza e sfiducia.
Attualmente, circa 4 miliardi di persone affrontano una grave scarsità d’acqua per almeno un mese all’anno. Come accade per molte sfide ambientali, sono le persone più povere e vulnerabili a subire i primi e maggiori impatti della bancarotta idrica. “I benefici dell’estrazione insostenibile e dell’inquinamento spesso vanno a utenti più potenti, mentre i costi vengono socializzati”, aggiunge Madani.
Nonostante le scoperte allarmanti, Madani insiste: “Il rapporto non è un proclamo di disperazione. Dichiarare la bancarotta non significa arrendersi, ma piuttosto iniziare daccapo. Riconoscendo la realtà della bancarotta idrica, possiamo finalmente prendere le decisioni difficili che proteggeranno persone, economia ed ecosistemi. Maggiore è il ritardo, più profondo diventa il deficit.”
Foto di Squam Lake nel New Hampshire, USA, di Bobby Bascomb/Mongabay.
### Fonti ufficiali:
– UNU-INWEH, Institut des Nations Unies pour l’eau, l’environnement et la santé.
– Mongabay, pubblicazione ambientale.
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