Il summit Cop31 mira a risultati concreti nella crisi climatica, afferma il presidente

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Inizio dei negoziati globali sul clima in Turchia

Il summit Cop31, in programma a Antalya, in Turchia, riunisce i rappresentanti di quasi 190 paesi per affrontare le sfide urgenti legate ai cambiamenti climatici. I colloqui inizieranno lunedì, mentre il mondo si confronta con un El Niño particolarmente forte, amplificato dall’uso dei combustibili fossili. Questo fenomeno climaticamente estremo è previsto causare danni enormi e mettere a rischio la vita di centinaia di migliaia di persone.

Adão Soares Barbosa, presidente del gruppo dei Paesi meno sviluppati, ha sottolineato che le misure volte a mantenere l’aumento della temperatura entro 1,5 °C non sono solo scelte politiche, ma una questione di sopravvivenza. Secondo Barbosa, l’efficacia dell’Accordo di Parigi verrà giudicata non solo dalle promesse espresse, ma dai risultati concreti ottenuti e dalla protezione delle vite nei paesi vulnerabili.

Domande di giustizia climatica e finanziamenti

Il summit si preannuncia complesso, con tensioni attese tra le nazioni ricche e quelle in via di sviluppo riguardo ai costi e alle responsabilità derivanti dalla crisi climatica. Le temperature globali hanno infatti già superato i limiti fissati nell’accordo di Parigi, creando un contesto di crescente urgenza.

Chris Bowen, ministro australiano per il clima e l’energia, ha dichiarato che è necessaria una posizione forte e ambiziosa che affronti le difficoltà dei paesi del Pacifico, minacciati dall’innalzamento del livello del mare. Sottolinea che solo una piccola percentuale del finanziamento climatico globale è attualmente destinata agli stati insulari, la cui esistenza è a rischio.

Assente l’America e la risposta politica interna

Il summit Cop31 vedrà l’assenza degli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo, una decisione attribuita all’amministrazione Trump e al suo disinteresse per le politiche climatiche globali. Tuttavia, un gruppo di venti membri Democratici del Congresso è giunto in Turchia, sostenuti dal recente successo elettorale che ha rafforzato la loro capacità di contrastare le politiche ambientali della destra.

Le nazioni in via di sviluppo e la società civile chiederanno una maggiore giustizia climatica e un accesso ai finanziamenti per affrontare l’impatto della crisi climatica. Rukiya Khamis, manager del programma per l’Africa orientale presso il gruppo 350.org, ha evidenziato che le popolazioni in Africa orientale stanno affrontando conseguenze devastanti, mentre il denaro necessario per rispondere a queste sfide è spesso inaccessibile.

Le sfide economiche e ambientali

Nel corso dell’estate, eventi estremi come ondate di calore e incendi hanno causato più di 50.000 decessi in Europa, mentre un recente crollo di un ghiacciaio in Nepal ha provocato oltre 1.500 morti. La crisi climatica si sta dimostrando una minaccia crescente e persistente a livello globale.

Simultaneamente, la guerra in Iran ha portato alcuni paesi a rivalutare la dipendenza dai combustibili fossili, mentre le fonti rinnovabili continuano a diventare più accessibili economicamente. Simon Stiell, responsabile delle politiche climatiche dell’ONU, ha indicato che la lotta ai cambiamenti climatici è vista sempre più come un motore principale per la crescita economica.

Le aspettative degli organizzatori turchi e australiani

I co-organizzatori del summit, Turchia e Australia, punteranno a promuovere la transizione verso tecnologie elettriche, come i veicoli elettrici, nella speranza di fissare obiettivi ambiziosi per un percentuale significativa di energia globale derivante da fonti elettriche entro il 2035.

Tuttavia, questa iniziativa potrebbe trovarsi di fronte a resistenze, soprattutto considerando la dipendenza attuale dei due paesi dai combustibili fossili. Il governo australiano ha fissato assi strategici per raggiungere obiettivi di emissioni nette zero entro il 2050 e aumentare l’uso delle energie rinnovabili, ma le criticità politiche interne possono ostacolare tali progressi.

Infine, il Segretario all’energia britannico ha sottolineato l’importanza della Cop31 nel contesto degli interessi nazionali, riconoscendo che nessun paese può affrontare da solo la crisi climatica e che la cooperazione internazionale è fondamentale per garantire un futuro sostenibile.

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Fonte: Guardian Climate Crisis (2026-11-08).

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