Il Suriname non trova soluzione nei fagioli di soia: un’analisi imperdibile.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Suriname: I Rischi dell’Agribusiness Straniero
Il Modello Agribusiness e i Suoi Rischi
Suriname si trova di fronte a una proposta familiare: l’idea che l’agricoltura possa essere modernizzata grazie all’agribusiness straniero, siano essi brasiliani, mennoniti o altri. Questo racconto è accattivante e promette posti di lavoro e prosperità. Tuttavia, in diverse parti dell’America tropicale, da Messico a Mato Grosso, una narrazione simile ha portato a conseguenze devastanti, non all’arricchimento condiviso delle comunità locali.
Le promesse di modernizzazione spesso si traducono in disboscamento, inquinamento dei corsi d’acqua e perdita di risorse per le popolazioni locali, mentre la ricchezza viene convogliata altrove. Suriname dovrebbe riflettere attentamente prima di adottare questo modello.
La Realità dell’Occupazione nei Progetti Agricoli
Un aspetto spesso sovrastimato è l’impatto occupazionale. La produzione industriale di soia e carne bovina è caratterizzata da meccanizzazione avanzata, con un numero ridotto di operatori in grado di gestire vasti terreni. I posti di lavoro creati risultano essere temporanei, mal retribuiti e, in molti casi, occupati da lavoratori esterni invece che da risorse locali.
Al contrario, settori come l’agricoltura di piccola scala, la pesca e le attività basate sulle foreste supportano un numero significativamente maggiore di persone e sono saldamente integrati nelle economie locali. Questa situazione mette in luce la necessità di un approccio più sostenibile e inclusivo.
Rischi Ambientali e Danni alla Salute Pubblica
I rischi ambientali associati all’agribusiness sono altrettanto gravi. Le pratiche agricole su larga scala si basano sull’uso intensivo di agrochimici, tra cui glifosato e fertilizzanti, che contaminano inevitabilmente i corsi d’acqua, compromettendo le fonti di acqua potabile e le risorse ittiche della popolazione locale.
Anche la fauna ittica, fondamentale per l’alimentazione di molte comunità, è esposta a questi pesticidi. Si crea così un drammatico squilibrio: mentre la carne bovina e la soia vengono esportate, i sistemi alimentari su cui le popolazioni locali dipendono sono compromessi. È interessante notare che i surinamesi consumano poco manzo rispetto ad altre regioni tropicali del Sud America, preferendo anzi il pesce delle loro acque, risorse che rischiano di essere danneggiate dal modello proposto.
La pressione ambientale già esistente è aggravata da altri fattori. Per esempio, la contaminazione da mercurio derivante dall’estrazione dell’oro su piccola scala danneggia ulteriormente le acque di Suriname. L’espansione di infrastrutture legate all’agricoltura, come strade e insediamenti, potrebbe accelerare questi problemi, aprendo nuove aree a ulteriori attività estrattive.
Preoccupazioni di Sovranità e Indipendenza Economica
Esistono anche preoccupazioni relative alla sovranità. Concessioni di terra su larga scala a investitori stranieri spesso portano a una perdita di potere decisionale da parte dei governi locali. Una volta che la terra è gestita da imprese straniere, le decisioni riguardanti l’uso del suolo, il lavoro, il mercato e i profitti sfuggono al controllo nazionale. Per un paese di dimensioni contenute come Suriname, questa situazione potrebbe comportare una dipendenza strutturale difficile da invertire.
Suriname vanta ancora uno dei più alti livelli di copertura forestale nel mondo e sistemi fluviali relativamente intatti. Queste risorse non sono semplici giacimenti da sfruttare, ma costituiscono beni strategici per la resilienza nazionale, la sicurezza alimentare e l’identità culturale del paese. È fondamentale che Suriname rafforzi i suoi sistemi alimentari anziché dedicarsi a un agribusiness orientato all’esportazione.
Un Cammino Alternativo per lo Sviluppo Agricolo
Non si tratta di rigettare lo sviluppo agricolo. L’attuale contesto internazionale, con i conflitti in Europa e Medio Oriente che hanno fatto lievitare i prezzi di carburante e fertilizzanti, rende urgente l’ampliamento dell’autosufficienza alimentare. Suriname, in quanto paese importatore di cibo, necessita di un approccio che favorisca i produttori locali e mantenga tutti i benefici economici all’interno del paese.
È essenziale che le politiche agricole siano orientate verso la sicurezza alimentare, la riduzione dei costi, e il sostegno a produttori e comunità locali, preservando nel contempo le risorse naturali vitali per il futuro. Inoltre, prima di prendere qualsiasi decisione strategica, i responsabili politici dovrebbero porsi tre domande fondamentali: chi trae beneficio? Chi sacrifica? E che cosa rimarrà per le generazioni future?
Infine, è cruciale che ci si ascolti le esigenze della popolazione, i cui mezzi di sussistenza dipendono direttamente dai fiumi e dalle foreste di Suriname, prima di arrivare a un qualsiasi accordo.
Per approfondire, è possibile consultare fonti ufficiali come FAO e WWF.
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