Il turismo può rallentare il declino dei coralli a Bali: studio su hotspot viaggi.
Un’importante ricerca condotta a Bali ha evidenziato che le barriere coralline continuano a declinare in uno dei principali centri turistici dell’isola, nonostante numerosi sforzi per riabilitarle. Secondo lo studio, le iniziative di ripristino dei coralli spesso vengono messe in atto senza affrontare preventivamente le cause sottostanti del declino, come il deflusso di sedimenti e lo scarico di acque reflue. I ricercatori raccomandano un approccio più coerente e collaborativo alla protezione dei coralli e sottolineano il ruolo paradossale del turismo: se da un lato aggravata le minacce alle barriere coralline, dall’altro offre una via possibile per promuovere, attuare e finanziare potenziali soluzioni.
Sanur è il luogo in cui il turismo ha preso il volo a Bali. Una cittadina costiera che si affaccia sullo Stretto di Lombok, dove l’Oceano Pacifico confluisce nell’Oceano Indiano, artisti e viaggiatori hanno iniziato a frequentare le sue spiagge negli anni ’20. Oggi, l’economia locale dipende ancora dagli introiti dei visitatori che cercano le sue sabbie baciare dal sole e le acque accoglienti che promettono incontri con ogni sorta di vita marina tropicale.
Tuttavia, nuove ricerche indicano che non tutto va bene negli ecosistemi marini preziosi di Sanur. Le barriere coralline stanno gradualmente degradando, nonostante numerosi sforzi di riabilitazione attraverso la piantumazione di frammenti di corallo o la costruzione di barriere artificiali.
Lo studio più recente, pubblicato in Ocean & Coastal Management, ha evidenziato che le iniziative di ripristino delle barriere coralline a Sanur spesso non affrontano prima le principali cause del declino delle barriere coralline, come il deflusso di sedimenti e lo scarico di acque reflue.
Le barriere coralline formano paesaggi marini interconnessi con praterie di fanerogame marine e mangrovie. Immagine di Ben Jones/Ocean Image Bank
Secondo lo studio, l’ambiente di governance affollato porta a sovrapposizioni di responsabilità e scarsa coordinazione, con conseguente duplicazione degli sforzi, spreco di risorse e soluzioni potenziali che si bloccano ripetutamente a causa di decisioni lente e burocratiche. In altre parole, trasforma ciò che potrebbe essere azione e energia collettive in “paralisi decisionale”, afferma lo studio.
Nel frattempo, le barriere coralline di Sanur continuano a degradarsi. Le analisi ecologiche dello studio hanno rivelato che le barriere coralline locali hanno raggiunto uno stato “moderatamente a gravemente degradato”. Ciò che un tempo erano estese barriere ramificate si sono trasformate in “campi di detriti” ricoperti di alghe, con siti di snorkeling vicino alla costa che si trovano in condizioni peggiori rispetto alle aree meno visitate al largo.
Un altro importante problema identificato nello studio è trovare un equilibrio tra turismo e conservazione.
Da un lato, i soggetti intervistati hanno collegato il turismo a impatti negativi sulle barriere coralline, come bagnanti che rompono i coralli, imbarcazioni turistiche che si ancorano sulle barriere coralline e strutture turistiche che scaricano acque reflue nelle acque costiere. Questo si allinea con ricerche precedenti a Bali che hanno evidenziato una correlazione tra l’aumento del turismo e il deterioramento degli ecosistemi costieri, riportando una diminuzione della copertura corallina del 38% tra il 2010 e il 2023 nei centri turistici.
Fonte: Mongabay Conservation News (link)
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