Imparare a dire di no: proteggere il proprio tempo senza sentirsi egoisti (pagina 2)
Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle
La difficoltà a dire di no nasce spesso dal desiderio di essere apprezzati e considerati affidabili. In famiglia, sul lavoro e nelle amicizie, essere disponibili viene generalmente visto come una qualità positiva. Il problema arriva quando questa disponibilità diventa un obbligo e si finisce per credere che il proprio valore dipenda dalla capacità di risolvere i problemi altrui.
In questi casi, anche una richiesta semplice può generare un conflitto interiore. Si vorrebbe rifiutare, ma si immagina già la reazione dell’altra persona: la delusione, il disappunto, magari il timore che il rapporto possa cambiare. Per evitare questo disagio immediato, si accetta. Il sollievo iniziale, però, può lasciare spazio alla frustrazione quando arriva il momento di rispettare un impegno che non si desiderava prendere.
A volte entra in gioco anche l’abitudine a essere indispensabili. Chi viene considerato il punto di riferimento della famiglia o del gruppo di lavoro può avere difficoltà a sottrarsi alle richieste, perché teme che gli altri non sappiano cavarsela senza il suo intervento. Ma aiutare non significa necessariamente farsi carico di tutto, così come voler bene a qualcuno non comporta essere sempre disponibili.
Riconoscere questi meccanismi è il primo passo per modificarli. Non ogni richiesta è un’emergenza e non ogni rifiuto rappresenta una mancanza di affetto. Gli altri possono provare una momentanea delusione senza che questo comprometta necessariamente la relazione.