Impatti ambientali delle specie invasive più severi nel Global South, risultato di uno studio.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Gli impatti dei cambiamenti climatici sulle specie invasive sono più gravi nei paesi del Global South rispetto a quelli del Global North, secondo uno studio recente. Questa ricerca ha confutato l’assunzione di lunga data secondo cui i paesi più ricchi del Global North subiscano i peggiori effetti delle specie aliene invasive, mettendo in luce debolezze nei sistemi di governo e capacità di gestione insufficienti come alcune delle ragioni per la maggiore gravità degli impatti nel Global South.
Il documento pubblicato su Science a luglio ha impiegato un metodo che valuta la gravità media degli impatti, anziché concentrarsi sul numero di specie invasive. In passato, gli impatti delle specie aliene invasive erano considerati più problematici nel Global North a causa di una minore segnalazione di grandi impatti nel Global South.
Secondo Sven Bacher, professore di ecologia presso l’Università di Friburgo e autore principale della ricerca, questo fenomeno è dovuto a una segnalazione non uniforme, e gli impatti medi sono effettivamente più elevati nel Global South, anche per le stesse specie introdotte sia nel Global South che nel Global North.
Il documento ha identificato la debole governance e le limitate capacità di gestione come fattori principali che contribuiscono alla maggiore vulnerabilità del Global South. Gli impatti delle specie invasive possono causare danni alle specie native e agli ecosistemi a livello globale, portando a centinaia di estinzioni. La prevenzione delle invasioni è stata identificata come l’opzione più efficace per affrontare le specie invasive, specialmente nei casi in cui il controllo è inefficiente, come negli ecosistemi marini.
Il documento ha anche evidenziato le difficoltà che i contadini in Myanmar affrontano nel gestire specie aliene invasive come l’albume d’oro, poiché circa il 70% della popolazione pratica l’agricoltura nel paese. L’albume d’oro, originario dell’America del Sud, ha causato danni significativi alle risaie del paese.
È importante sottolineare che gli impatti delle specie aliene invasive non si limitano a Myanmar, ma interessano anche paesi vicini come la Thailandia. Ad esempio, il tilapia a bocca nera, introdotto in Thailandia nel 2010, ha causato seri problemi ai contadini disturbando la pesca, minacciando gli ecosistemi e danneggiando i mezzi di sussistenza degli allevatori di pesce.
I dati raccolti dal Ministero della Salute nelle aree controllate dalla giunta militare in Myanmar hanno riportato 225 morti per la febbre dengue tra il 2021 e il luglio 2026. Tuttavia, questi numeri potrebbero essere superiori considerando le aree controllate dai gruppi di resistenza.
La lotta contro le specie aliene invasive richiede una maggiore consapevolezza e azioni congiunte a livello internazionale e locale. È necessario un impegno costante per proteggere gli ecosistemi e le popolazioni vulnerabili che subiscono direttamente gli impatti di queste specie.
Fonti:
– Bacher, S., Pyšek, P., & Seebens, H. (2026). Invasive species’ environmental impacts are more severe in the Global South. Science, 393(6809), 376-380. doi:10.1126/science.aed0603
– Hulme, P. E. (2021). Unwelcome exchange: International trade as a direct and indirect driver of biological invasions worldwide. One Earth, 4(5), 666-679. doi:10.1016/j.oneear.2021.04.015
—
La ricerca sulle specie invasive e i loro impatti ambientali rivela la complessità della gestione di questi organismi nei vari contesti globali. Alcuni paesi del Global South, come Myanmar, si trovano ad affrontare sfide significative nella gestione delle invasioni biologiche, a causa di risorse limitate e debolezze nei sistemi di governance.
L’approccio basato sulla valutazione della gravità media degli impatti delle specie aliene invasive ha evidenziato la necessità di rafforzare le capacità di gestione e di adottare politiche più efficaci per affrontare questa minaccia. È importante stabilire una cooperazione internazionale per condividere conoscenze e risorse nella lotta contro le invasioni biologiche.
La ricerca scientifica e lo sviluppo di strategie di gestione adattate ai contesti locali sono fondamentali per proteggere la biodiversità e garantire la sostenibilità degli ecosistemi. Inoltre, è essenziale coinvolgere attivamente le comunità locali, in particolare gli agricoltori, nella prevenzione e nel controllo delle specie aliene invasive.
Un maggiore sostegno alla ricerca e all’istruzione scientifica, insieme a politiche di conservazione e gestione ambientale mirate, possono contribuire a mitigare gli impatti delle specie aliene invasive sui paesi del Global South e a promuovere la resilienza ecologica a livello globale.
—
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it