Importatori olandesi coinvolti in indagini su legno sospetto di provenienza Amazon.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Legname Sospetto dalla Brasile in Olanda: Rivelazioni Scioccanti
Un’indagine condotta dal gruppo di campagna Earthsight ha rivelato che il legname proveniente dalla Samise, una compagnia brasiliana di disboscamento, potrebbe essere finito nei Paesi Bassi, nonostante i ripetuti divieti per violazioni delle normative. Le restrizioni imposte a Samise derivano da sospetti di estrazione illegale e hanno portato a multe e ordini di servizio comunitario per l’azienda. Nonostante ciò, il legname di Samise è stato importato da aziende olandesi come GWW Houtimport, Van den Berg Hardhout e Hoogendoorn Hout, tramite l’esportatore brasiliano Greenex.
Earthsight ha sottolineato l’urgenza di una rigorosa attuazione del Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR), previsto per entrare in vigore alla fine dell’anno.
Pratiche Illegali e Manomissione dei Tag di Identificazione
L’indagine ha svelato che la Samise Indústria Comércio e Exportação stava disboscando per costruire strade e depositi di legname mesi prima di ricevere i permessi operativi. Impiegati dell’azienda avrebbero anche manomesso i tag di identificazione prima delle ispezioni e trasportato legname abbattuto illegalmente. Alcune delle tavole di legno sono state successivamente inviate a segherie di proprietà della Greenex S/A Indústria Comércio e Exportação de Madeira in Brasile, prima di essere esportate verso i Paesi Bassi.
Le transazioni svelate dall’indagine mettono in luce le debolezze nelle regolazioni commerciali internazionali e nei processi di certificazione volti a verificare l’origine sostenibile del legno. Rafael Pieroni, capo del team America Latina di Earthsight, ha affermato: “Le normative sul commercio devono andare oltre i controlli superficiali sulle loro catene di approvvigionamento. Gli importatori europei devono astenersi dal trattare la certificazione come un sostituto per una rigorosa due diligence.”
Per ulteriori dettagli, si scopre che nel corso degli anni 2010, Samise era tra le tre aziende autorizzate a gestire concessioni forestali all’interno del Parco Nazionale Saracá-Taquera, una vasta area di foresta primaria, dimora di 29 specie di mammiferi unici della regione amazzonica. A maggio 2023, le operazioni di Samise sono state bloccate a causa di evidenze di frode scoperte dall’Istituto Chico Mendes per la Conservazione della Biodiversità (ICMBio), l’agenzia responsabile per la gestione delle aree protette federali.
Le indagini hanno rivelato che l’azienda aveva reperito tronchi da una fattoria vicina senza i permessi di trasporto necessari, sostituendo anche i tag di identificazione prima delle ispezioni. Nonostante il divieto, la Samise continuava a trasferire legname dal comune di Terra Santa, nello stato del Pará, a una segheria di Greenex, spostando un totale di 3.800 metri cubi di angelim vermelho, un legno duro spesso utilizzato per costruire terrazze.
La revoca del divieto è avvenuta a luglio 2023, dopo test sul DNA del legname che hanno confermato che i tronchi trasportati non provenivano dalla proprietà della Samise. Tuttavia, questo ha sollevato interrogativi sul conflitto d’interessi, poiché il proprietario di Samise possiede anche la TMNH Participações, parent company della società che ha condotto i test.
Una recente scoperta ha rivelato ulteriori irregolarità, con i dipendenti di Samise che hanno levigato e sostituito i numeri di identificazione su oltre 600 tronchi, una pratica comune per nascondere estrazioni illegali. Questi tronchi, valutati circa 113.000 dollari, includevano dieci diverse specie. Le operazioni di Samise sono state nuovamente sospese il 31 luglio 2023, portando a due procedimenti penali da parte dell’Ufficio del Procuratore Federale del Pará.
Inoltre, Samise è stata multata per discrepanze nelle dimensioni dei tronchi registrati e per la costruzione di depositi e strade al di fuori di un piano di gestione approvato. Il 18 giugno, il Servizio Forestale brasiliano ha definitivamente revocato la concessione forestale di Samise nel Parco Nazionale Saracá-Taquera, evidenziando preoccupazioni più ampie su come un programma destinato alla salvaguardia dell’Amazzonia possa invece contribuire alla sua distruzione.
L’inchiesta di Earthsight non è riuscita a dimostrare in modo definitivo che i tronchi di angelim vermelho spostati durante il divieto operativo della Samise siano stati gli stessi esportati da Greenex ai compratori olandesi. Tuttavia, è emerso che tutti i tronchi di angelim vermelho estratti da Greenex per i Paesi Bassi tra luglio e ottobre 2023 provenivano dalle concessioni di Samise, suggerendo che è probabile che le aziende olandesi abbiano acquistato legno sospetto.
Il Greenex è un importante esportatore di legno brasiliano verso l’Europa, con i Paesi Bassi che rappresentano circa il 30% delle sue vendite internazionali. Più del 90% delle vendite di Greenex ai Paesi Bassi sono andate agli importatori olandesi sopra citati.
Le aziende coinvolte non hanno risposto a una richiesta di commento, ma sui loro siti web affermano di acquistare solo legno certificato come sostenibile dal Forest Stewardship Council (FSC). Greenex ha ottenuto la certificazione FSC nel 2016, ma ha anche ricevuto 81 multe dalla sua istituzione nel 2010 per l’esportazione di legno senza autorizzazione ambientale.
È chiaro che la certificazione FSC non può essere considerata una garanzia legale, e il rapporto di Earthsight sottolinea la necessità di una regolamentazione commerciale internazionale robusta che venga attuata in maniera coerente. Il Regolamento Ue sul legno (EUTR) richiede alle aziende di verificare le spedizioni di legname e di rifiutare tutto ciò che presenta un rischio “non trascurabile” di illegalità. Tuttavia, una percentuale significativa di legname non conforme continua a entrare nei mercati europei.
Un altro regolamento, il Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR), entrerà in vigore a dicembre con politiche più rigorose dell’EUTR, richiedendo ai produttori di dimostrare che i prodotti in legno non provengono da terre disboscate dopo il 31 dicembre 2020, attraverso mappatura satellitare e strumenti GIS.
Per garantire che l’EUDR raggiunga il suo potenziale nella riduzione della deforestazione, le aziende e le autorità di enforcement devono prestare attenzione alle lezioni apprese dalla scarsa attuazione dell’EUTR, assicurandosi che la due diligence vada oltre i controlli superficiali.
Fonti: Earthsight, Forest Stewardship Council (FSC), Instituto Chico Mendes per la Conservazione della Biodiversità (ICMBio).
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