In Thailandia, le piantagioni di canna da zucchero bruciate intrappolano i cuccioli di gatto leopardato.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

In Thailandia, le piantagioni di canna da zucchero bruciate intrappolano i cuccioli di gatto leopardato.

I gattini delleopardo in pericolo in Thailandia

Ogni anno, durante la stagione di bruciatura dei raccolti, numerosi gattini delleopardo vengono accolti in un centro di soccorso faunistico nel nord-est della Thailandia. Le fiamme distruggono le piantagioni di canna da zucchero, dove questi felini si rifugiano e cacciano. Dal 2023, il numero di ingressi nel centro è aumentato drasticamente, passando da circa 10 all’anno a una cifra compresa tra 40 e 65. Questo incremento è probabilmente dovuto a una serie di fattori, tra cui la frammentazione dell’habitat, l’aumento delle attività incendiaria e una maggiore segnalazione di animali feriti grazie a una hotline faunistica introdotta nel 2019.

Quest’anno, il tasso di sopravvivenza dei gattini soccorsi si attesta intorno all’80%, un dato nettamente superiore rispetto agli anni precedenti. Si è registrato un numero inferiore di gattini con gravi ustioni, il che potrebbe essere collegato a recenti regolamenti governativi sulle pratiche di bruciatura agricola.

Un habitat in pericolo

Nuntita Ruksachat, veterinaria responsabile del centro di soccorso faunistico di Khon Kaen, tiene tra le mani un gattino grande quanto il suo palmo. Appena salvato, il pelo del gattino presenta chiazze che rivelano la pelle vescicata sottostante, mentre i baffi appaiono bruciati e corti. “Sono stati recuperati da una piantagione di canna da zucchero in fiamme”, spiega Nuntita, circondata da gatti che si muovono all’interno delle gabbie.

Attualmente, oltre 50 gattini delleopardo (Prionailurus bengalensis) sono ospitati nel centro, gestito dal Dipartimento dei Parchi Nazionali, della Fauna Selvatica e della Conservazione delle Piante della Thailandia (DNP). I gattini più piccoli vengono tenuti in gabbie, mentre quelli più grandi sono stati trasferiti in recinti più ampi.

I gatti delleopardo, che si trovano in gran parte dell’Asia, da Afghanistan a Corea del Sud, sono di dimensioni simili a quelle dei gatti domestici, ma con un corpo leggermente più snello e il pelo caratterizzato da macchie e strisce nere. Questa specie è altamente adattabile e ha imparato a vivere in paesaggi dominati dagli esseri umani, sfruttando le piantagioni di canna da zucchero nel nord-est della Thailandia come rifugio e fonte di cibo.

Con l’inizio della stagione di bruciatura dei raccolti, soprattutto tra dicembre e aprile, le piantagioni trasformano la loro natura da habitat paludico a luogo letale. I gattini vengono frequentemente trovati soli, indeboliti, spesso con il pelo e i baffi bruciati.

Il numero crescente di soccorsi di gattini delleopardo dal 2023 dimostra un aumento significativo legato a una varietà di fattori, inclusi la frammentazione degli habitat e l’aumento delle attività incendiarie. Rattapan Pattanarangsan, manager del programma di conservazione della divisione thailandese dell’associazione internazionale Panthera, sottolinea che mentre i gatti adulti riescono di solito a sfuggire alle fiamme, i gattini rimangono spesso indietro, diventando le vittime più comuni.

Le conseguenze degli incendi sono di ampio respiro, poiché non solo influiscono sulla popolazione complessiva ma compromettono anche la riproduzione. Le fiamme riducono la disponibilità di prede e degradano l’habitat, portando i gatti a dover cambiare territorio e aumentando il rischio di conflitti con altre specie animali.

Quest’anno, con oltre 50 salvataggi già effettuati, la situazione al centro è paragonabile a quella del 2024 e superiore al 2025, quando sono stati effettuati circa 30 salvataggi. Nuntita commenta i segnali positivi: il tasso di sopravvivenza tra i gattini soccorsi è significativamente aumentato dal 40% al 80%. Questo potrebbe essere dovuto alla maggiore efficacia della hotline faunistica, che consente di segnalare i gattini in difficoltà prima che la loro salute si deteriori.

Inoltre, un numero minoritario di gatti presenta ustioni gravi, un indicatore di una potenziale riduzione degli incidenti legati agli incendi agricoli, grazie a recenti regolamenti governativi che puniscono fermamente l’uso del fuoco. A gennaio 2026, il governo ha riportato che il 90% della canna da zucchero acquistata dalle fabbriche proviene da campi non bruciati.

In un contesto di cambiamento climatico e frammentazione degli habitat, i gattini delleopardo stanno affrontando più sfide nel loro ambiente. Spesso separati dalle madri durante le raccolte, alcuni gattini soccorsi hanno subito anche aggressioni da parte di agricoltori preoccupati per la presenza dei gatti. Queste situazioni sottolineano l’importanza di un approccio olistico alla conservazione degli animali selvatici e della loro habitat.

Nonostante i gattini delleopardo siano protetti dalla legge thailandese, la loro situazione è precaria e richiede un’attenzione urgente. La IUCN non li considera attualmente in pericolo, ma la mancanza di risorse per programmi di salvataggio e conservazione potrebbe compromettere ulteriormente la loro sopravvivenza.

Le informazioni qui presentate riguardo ai salvataggi e agli sforzi di conservazione sottolineano il lavoro vitale svolto dai centri come quello di Khon Kaen e l’importanza della responsabilità collettiva nel proteggere queste affascinanti creature.

Il numero di gattini attualmente salvati è destinato a salire con l’approssimarsi della stagione estiva, e la volontà di rilasciarli in foreste protette segna un passo importante verso la loro reintroduzione in natura. Ma la lotta per la sopravvivenza di queste specie continua.

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