Inclusione scolastica: Ianes critica la delega e chiede una formazione potenziata per i docenti.

Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università

Inclusione scolastica: Ianes critica la delega e chiede una formazione potenziata per i docenti.

Sui temi attuali dell’inclusione, abbiamo il piacere di intervistare Dario Ianes, esperto di pedagogia dell’inclusione all’Università di Bolzano.

Il Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale

Professore Ianes, recentemente ha fondato, insieme a colleghi e amici, il Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale. Non crede che ci siano già troppe associazioni e movimenti dedicati a questo ambito?

No, anzi, la situazione attuale necessita di ulteriori iniziative. L’inclusione scolastica in Italia si trova in una fase delicata, con vari fattori che contribuiscono a questa crisi. La mancanza di supporto e la crescente crisi economica sono solo alcune delle problematiche. Anche la situazione politica globale non promuove un ambiente favorevole per l’inclusione.

Il Ruolo degli Educatori e Docenti di Sostegno

Come descriverebbe il vostro movimento?

Si tratta di un movimento aperto e inclusivo, particolarmente attento alle nuove generazioni di professionisti nel settore educativo. Recentemente, stiamo assistendo a un importante coinvolgimento dei giovani su questioni significative, come il conflitto israelo-palestinese.

Passiamo ora ai docenti di sostegno: il loro numero è in costante aumento. Cosa ne pensa?

Sì, c’è un evidente incremento in questo campo. Tuttavia, pur riconoscendo l’importanza di questo supporto, sono preoccupato per i meccanismi di delega che si stanno diffondendo. Quando la scuola è sotto pressione, cresce la tendenza a delegare responsabilità a figure specifiche.

Quindi, lei sostiene che il sostegno potrebbe diventare una “valvola di sicurezza” per problematiche più profonde che andrebbero affrontate in modo collettivo?

Esattamente. È cruciale sottolineare che l’inclusione è una responsabilità che deve coinvolgere tutti gli attori scolastici.

Recentemente è stato discusso in Parlamento un disegno di legge che prevede la modifica del titolo di “insegnante di sostegno” in “insegnante dell’inclusione”. Qual è il suo parere riguardo a questo cambiamento?

Non sono d’accordo. Questo passaggio trasmette l’idea che l’inclusione debba essere gestita da un docente specifico. Sostituire “pedagogia speciale” con “pedagogia dell’inclusione” non porta a un reale cambiamento nel nostro modo di concepire l’inclusione.

Le Recenti Novità e Prospettive Future

Un’altra importante novità normativa riguarda il decreto sulla riforma dell’esame di maturità, che prevede una proroga di un anno per i corsi Indire di specializzazione. Come valuta questa decisione?

Questa è una decisione estremamente negativa. Ci siamo già attivati per chiedere il ritiro di questo emendamento. Questi corsi rappresentano una regressione nella qualità della formazione dei docenti specializzati, che dovrebbe invece essere elevata.

Quali sono le principali iniziative previste dal vostro Movimento nel prossimo futuro?

Ci concentreremo su due questioni fondamentali: la qualità della formazione dei docenti specializzati e le condizioni di lavoro degli educatori e degli assistenti alla comunicazione. Queste figure, che sono circa 70.000 in Italia, svolgono un compito cruciale nella valorizzazione e nell’inclusione di tutti gli studenti.

È essenziale che le istituzioni riconoscano e promuovano il valore del lavoro di questi professionisti, affinché si possano creare ambienti scolastici realmente inclusivi. Solo attraverso un impegno congiunto e un miglioramento della formazione e delle condizioni lavorative sarà possibile affrontare le sfide attuali in modo efficace.

Secondo fonti ufficiali dell’UNESCO, l’inclusione scolastica è un diritto fondamentale e non dovrebbe essere relegata a una responsabilità di pochi. È fondamentale che tutte le parti coinvolte collaborino per garantire un’educazione di qualità a tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro abilità o background.

Per ulteriori informazioni, si possono consultare le linee guida dell’UNESCO sulla formazione inclusiva e altre risorse educative disponibili sui siti ministeriali dedicati all’istruzione e all’inclusione sociale.

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