Indicazioni nazionali: obbedire alla legge o ignorarla? Il parere di Italo Fiorin.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Indicazioni nazionali: obbedire alla legge o ignorarla? Il parere di Italo Fiorin.

Il Dilemma Etico e Professionale dei Docenti Italiani

Italo Fiorin, presidente della Scuola di Alta Formazione EIS e docente di Pedagogia Speciale, affronta un aspetto cruciale della professione docente alla luce delle Nuove Indicazioni per l’Infanzia e il primo ciclo. I docenti si trovano ora di fronte a un dilemma etico e professionale: è meglio conformarsi alle nuove linee guida o sentirsi liberi di disobbedire a quelle considerati non adeguate? Fiorin esprime la sua opinione con chiarezza, affermando che è necessario obbedire a ciò che è prescrittivo, ma è fondamentale comprendere quali siano le reali pretese da parte del Ministro e quali no.

La definizione di ciò che è prescrittivo, secondo Fiorin, si fonda su normative legislative ben precise, in particolare la legge 59/97 e il DPR 275/99, che stabiliscono i principi fondamentali e le finalità generali dell’istruzione. Le Indicazioni, quindi, dovrebbero riguardare le competenze e gli obiettivi formativi piuttosto che aspetti contenutistici.

Le Nuove Indicazioni e il Ruolo degli Insegnanti

Fiorin, che ha collaborato con il professor Mauro Ceruti alla redazione delle Indicazioni attualmente in vigore, sottolinea che queste sono limitate a definire gli obiettivi formativi e le competenze richieste. Sebbene possano presentare similarità con le precedenti Indicazioni, quelle attuali sono accompagnate da una visione sovranista e identitaria che propone contenuti e metodologie specifiche. Ad esempio, vengono suggerite attività didattiche che potrebbero apparire limitanti per l’autonomia del docente. Si invita a prendere in considerazione alcune tematiche storiche e culturali, ma senza obbligo di applicazione.

Fiorin insiste sul fatto che gli insegnanti hanno il diritto di scegliere se implementare questi suggerimenti o meno. Le nuove Indicazioni offrono proposte, ma la loro non obbligatorietà consente ai docenti di seguire le direttive che ritengono più appropriate per il loro contesto. La questione è di fondamentale importanza, dato che gli insegnanti non devono più essere visti come meri esecutori di programmi centralizzati, ma come professionisti capaci di interpretare le indicazioni in modo flessibile.

Fiorin critica anche la terminologia usata per riferirsi alle Indicazioni, definendole erroneamente come “Programmi”. Questa nomenclatura, secondo lui, suggerisce un approccio centralista che non si concilia con la natura stessa delle Indicazioni, le quali dovrebbero facilitare la valorizzazione della diversità e della specificità dei contesti educativi. Gli insegnanti, pertanto, non devono più essere considerati semplici esecutori, ma una comunità di professionisti in grado di contribuire attivamente alla costruzione del curricolo.

Inoltre, una delle affermazioni nel documento sottoposto al Consiglio di Stato riguardava le Indicazioni come “curricolo formale”, un errore che Fiorin segnala con preoccupazione. Fortunatamente, tale formulazione è stata corretta, e ora spetta a ciascuna istituzione scolastica elaborare il proprio curricolo secondo l’autonomia prevista dalla legge.

Fiorin sintetizza il suo pensiero chiaramente: è essenziale obbedire alle normative in vigore e comprendere che le nuove Indicazioni, anche se sollevano perplessità, possono lasciare liberi gli insegnanti nella loro pratica quotidiana. Qualora le raccomandazioni contenutistiche non convincano, non vanno seguite. Le tendenze degli editori nel proporre nuovi testi e i successivi richiami all’ordine non devono influenzare l’autonomia dei professionisti dell’educazione.

Infine, sottolinea che questa forma di obbedienza alla legge richiede coraggio, poiché implica una riflessione profonda su cosa significhi educare oggi e su quali siano i valori che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni. È una sfida culturale che merita attenzione e discussione collegiale.

Fonti ufficiali:
– Legge 59/97
– DPR 275/99

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