Indonesia annulla permessi per foreste e miniere dopo frane mortali a Sumatra.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il governo indonesiano ha revocato le licenze di 28 aziende dopo un audit post-Ciclone Senyar che ha rivelato violazioni ambientali. Queste irregolarità, secondo le autorità, hanno aggravato le devastanti inondazioni e frane che hanno colpito Sumatra alla fine del 2025, causando circa 1.200 decessi.
Revoca delle licenze: un cambiamento importante
Le licenze annullate coprono circa 1 milione di ettari di foreste e comprendono nomi noti come PT Toba Pulp Lestari, un’importante azienda di produzione di legname. Questa mossa segna una svolta nel modo in cui l’applicazione delle norme viene presentata in Indonesia, ora giustificata da una responsabilità post-disastro anziché solo da una conformità di routine.
Tra i progetti colpiti ci sono una centrale idroelettrica quasi completata e la miniera d’oro Martabe, entrambe criticate per la loro operatività in terreni a rischio frane, habitat unico dell’orango di Tapanuli, una specie fortemente minacciata.
I gruppi ambientalisti hanno accolto con favore la revoca delle licenze, ma avvertono che il provvedimento è insufficiente. Chiamano a un’azione più ampia per fermare la deforestazione e per garantire trasparenza nel processo di revoca, nonché per la protezione dagli eventuali trasferimenti di permessi a nuovi operatori.
Il contesto della revoca
Il compito di audit è stato svolto da un gruppo di lavoro governativo responsabile della gestione delle aree forestali, dopo i disastri causati dal Ciclone Senyar nel novembre 2025. I risultati dell’audit sono stati presentati al presidente Prabowo Subianto durante un incontro online il 19 gennaio 2026. Le autorità non hanno ancora fornito dettagli specifici su ciascun caso, alimentando dubbi sulla trasparenza delle indagini.
Le 28 aziende hanno violato diverse normative, incluso il diritto alla protezione ambientale del 2009, secondo l’amministrazione. Il ministro per la segreteria di Stato, Prasetyo Hadi, ha affermato che il presidente ha deciso di revocare i permessi sulla base di rapporti che dimostrano le violazioni.
Le licenze revocate includono 22 permessi di utilizzo forestale (PBPH), che consentivano l’operatività in foreste naturali e agricole, per un’area complessiva di circa 1 milione di ettari. Tra gli interessati vi è PT Toba Pulp Lestari, un’azienda pubblica con una lunga storia di controversie legate alla deforestazione e alle conflittualità con le comunità locali.
La compagnia ha dichiarato di non aver ancora ricevuto una comunicazione formale riguardo la revoca dei suoi permessi. Ha richiesto chiarimenti al Ministero delle Foreste e altre agenzie competenti in merito alla base giuridica e allo stato amministrativo della revoca.
Nel Batang Toru sono operanti anche le aziende PT North Sumatra Hydro Energy e PT Agincourt Resources, a cui sono state revocate le licenze. La prima è coinvolta nello sviluppo di un grande progetto idroelettrico, mentre la seconda gestisce la miniera d’oro di Martabe. Entrambi i progetti sono stati oggetto di critiche costanti per i rischi che pongono all’ecosistema.
La comunità scientifica e i gruppi ambientalisti hanno ripetutamente sollecitato il governo a sospendere i lavori, evidenziando i rischi per la biodiversità e la stabilità geologica nella zona. Le inondazioni e le frane che hanno colpito Batang Toru a fine novembre 2025 hanno aggravato i timori per l’orango di Tapanuli, già in pericolo di estinzione.
Con la revoca delle licenze, il Ministero delle Risorse Energetiche e Minerarie ha comunicato che PT North Sumatra Hydro Energy ha richiesto una ri-audizione del suo permesso. La ri-evalutazione sarà effettuata in coordinamento con il Ministero dell’Ambiente. Qualora le condizioni di ripristino ambientale siano soddisfatte, il permesso potrebbe essere riesaminato.
Tuttavia, le preoccupazioni riguardano il fatto che molte aziende operanti in bacini fluviali vulnerabili rimangono escluse da questo intervento. Senza un divieto più ampio sulle attività estrattive e una riforestazione di ampio respiro, eventi catastrofici come quelli causati dal Ciclone Senyar possono ripetersi.
In questo contesto, Greenpeace Indonesia ha messo in guardia contro la ripetizione di pratiche passate, che vedevano le concessioni annullate poi trasferite ad altre aziende, e ardentemente esorta il governo a prioritizzare la salvaguardia dell’ambiente rispetto al profitto economico. La protezione del Batang Toru è vista come cruciale, in quanto solo il 2,5% dell’habitat originale per gli oranghi rimane intatto, e una rigenerazione rapida è ora urgente.
Le recenti azioni del governo rappresentano una significativa opportunità per i popoli e la fauna selvatica di Batang Toru. Sarà fondamentale monitorare e garantire che le aziende rispettino le loro responsabilità e, soprattutto, che venga avviato un piano di recupero adeguato. In questo modo, le vite umane e quelle delle specie minacciate potranno essere protette in futuro.
Fonti:
– [Mongabay](https://www.mongabay.com)
– [Greenpeace](https://www.greenpeace.org)
– [CNBC Indonesia](https://www.cnbcindonesia.com)
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