Indonesia deve evitare programmi controversi per finanziare la conservazione ambientale.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
La Lotta per la Conservazione della Natura in Indonesia
Proteggere la natura rimane una sfida a causa delle lacune di finanziamento che i governanti dei paesi in via di sviluppo, tra cui l’Indonesia, stanno faticando a colmare. Le aree protette, come i parchi nazionali indonesiani, sono gravemente sottofinanziate, ricevendo solo circa 5 dollari per ettaro all’anno, contro un fabbisogno stimato di 18 dollari per ettaro. Questa carenza cronica ha portato a gravi rischi di degrado ambientale.
Il governo indonesiano sta esplorando modi per affrontare questa crisi di finanziamento, sostenendo che i parchi nazionali devono diventare più autosufficienti. A tal fine, sono stati introdotti programmi come i crediti di carbonio e il turismo di lusso all’interno delle aree protette.
Critiche e Preoccupazioni sui Nuovi Programmi
Un progetto pilota frequentemente menzionato è il Parco Nazionale di Way Kambas (WKNP), un habitat cruciale per specie in pericolo critico come l’elefante di Sumatra e il rinoceronte di Sumatra. Tuttavia, questi programmi sollevano controverse. Anche se presentati come soluzioni innovative, ci sono preoccupazioni riguardo alla governance e alla trasparenza. Un’inchiesta di Tempo evidenzia l’influenza di attori politici e interessi commerciali, suggerendo che i motivi di profitto potrebbero sopraffare gli obiettivi dichiarati di conservazione.
Le preoccupazioni ecologiche sono altrettanto gravi. La proposta di ristrutturare parte del WKNP per i crediti di carbonio e il turismo di lusso include il rischio di alterare i corridoi di movimento degli elefanti, spingendoli oltre i confini del parco e aumentando i conflitti con le comunità circostanti.
Questa disincronia tra mercati del carbonio e obiettivi di conservazione della biodiversità è stata evidenziata in una revisione globale pubblicata su Nature Reviews Biodiversity. I requisiti vitali come la “addizionalità” e la “permanenza” possono spesso entrare in conflitto con le esigenze ecologiche, portando a conseguenze indesiderate. Luoghi come WKNP potrebbero affrontare tensioni poiché le iniziative guidate dal carbonio rischiano di alterare gli ecosistemi vitali per la sopravvivenza delle specie.
Il modello di turismo di lusso ha dimostrato sfide simili in altri paesi. In Botswana, ad esempio, nonostante i modelli di turismo a basso impatto, ci sono stati problemi di proprietà estera e distribuzione diseguale dei profitti, sollevando interrogativi più ampi su come i benefici economici siano equamente condivisi.
La proposta di usare i crediti di carbonio e il turismo di lusso nel Parco Nazionale di Way Kambas rappresenta un paradosso. Soluzioni che non considerano adeguatamente le necessità ecologiche possono complicare i problemi che intendono risolvere. Sarebbe preferibile che la gestione delle aree protette fosse guidata prima da considerazioni ecologiche, come le esigenze di habitat e i percorsi di migrazione degli animali, prima di introdurre opportunità economiche.
Invece di puntare su soluzioni tecniche come i crediti di carbonio, il governo indonesiano dovrebbe concentrarsi su approcci strategici. Una soluzione promettente proposta da CIFOR-ICRAF riguarda la ristrutturazione dei sussidi dannosi per il finanziamento della biodiversità, mirando a dirottare anche solo una piccola parte di questi fondi verso incentivi positivi come i pagamenti per i servizi ecosistemici.
Un esempio di successo è Costa Rica, che ha invertito le tendenze di deforestazione introducendo un programma nazionale di pagamenti per i servizi ecosistemici e rimuovendo gli incentivi alla deforestazione. L’Indonesia, seguendo riforme simili, potrebbe raggiungere gli obiettivi di conservazione in modo più efficace.
Le lacune nel finanziamento per la conservazione rappresentano una sfida concreta. L’Indonesia non dovrebbe essere eccessivamente sicura di poter colmare questi vuoti attraverso programmi controversi. La trasparenza degli obiettivi e della governance, e l’impegno a lungo termine devono essere stabiliti prima di intraprendere ulteriori passi.
Jakarta dovrebbe avviare consultazioni con le comunità e le organizzazioni della società civile, ridisegnando ogni elemento commerciale su una base ecologica. Allo stesso tempo, le istituzioni finanziarie internazionali che supportano questo tipo di innovazione dovrebbero dirigere parte della loro attenzione verso l’impatto negativo dei sussidi che finanziano la distruzione della natura.
Fonti:
– Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD)
– Nature Reviews Biodiversity
– CIFOR-ICRAF
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it