Indonesia smantella rete di traffico illegale di animali mirata ai draghi di Komodo.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Indonesia smantella rete di traffico illegale di animali mirata ai draghi di Komodo.

Smantellata rete di traffico di wildlife in Indonesia

La polizia indonesiana ha recentemente annunciato la smantellazione di una rete di traffico di fauna selvatica che si concentrava principalmente sul commercio della più grande lucertola del mondo, il drago di Komodo (Varanus komodoensis). In un’operazione condotta il 16 aprile, le autorità hanno arrestato 11 individui legati a questa presunta sindacato, accusato di traffico di specie endemiche indonesiane, in particolare di esemplari giovani di drago di Komodo.

Modalità di traffico e consegne internazionali

Secondo le indagini, i sospetti nascondevano i drago di Komodo neonati o giovanili all’interno di tubi di plastica di breve lunghezza per evitare di essere scoperti durante il trasporto. Tra gennaio 2025 e febbraio 2026, la rete è riuscita a trasferire almeno 17 draghi di Komodo dall’isola di Flores, dove la specie è originaria, verso le isole di Giava e Sumatra, e successivamente in Thailandia. La catena di distribuzione pare utilizzasse un mix di traffico marittimo, aereo, stradale e ferroviario. L’ultimo tentativo di traffico, avvenuto a febbraio, prevedeva il trasferimento di tre draghi di Komodo, ma è stato sventato grazie all’intervento della polizia.


La Pota, una zona della regione di East Manggarai a Flores, è stata identificata come centro di operazioni della rete. Sebbene la maggior parte della popolazione di draghi di Komodo in Indonesia sia protetta all’interno di parchi nazionali, si stima che circa 700 esemplari vivano al di fuori delle aree ufficialmente protette nella zona di Pota. I draghi venivano acquistati per la somma di 5,5 milioni di rupiah (circa $320), ma una volta giunti a Giava, il loro prezzo lievitava fino a sei volte tanto, arrivando a circa 29.000 dollari in Thailandia.

Commercio illegale di altre specie protette

Oltre ai draghi di Komodo, la polizia ha scoperto che alcuni degli arrestati erano membri di un gruppo Facebook di “amanti degli animali”, che mascherava attività di traffico di altre specie endemiche. Durante l’indagine, le autorità hanno sequestrato 140 chilogrammi di squame di pangolino, un quantitativo che implica la morte di circa 980 pangolini di Sunda (Manis javanica), una specie in pericolo critico. La polizia ha stimato il valore di mercato di queste squame a circa 8,4 miliardi di rupiah (circa 484.000 dollari).

Le altre specie recuperate includono 13 cuscus orsi di Talaud (Ailurops melanotis), una marsupiale in grave pericolo; tre cuscus nani di Sulawesi (Strigocuscus celebensis), che sono considerati a rischio; sei pitoni arboricoli verdi (Morelia viridis); e un varano di mangrovie (Varanus indicus).

Tutti e 11 i sospetti sono attualmente perseguiti per “violazione della conservazione delle risorse biologiche e degli ecosistemi”, secondo quanto comunicato dalla polizia. Le autorità hanno sottolineato l’importanza di combattere il traffico di specie in via di estinzione, con particolare attenzione al drago di Komodo, che rappresenta un simbolo della biodiversità indonesiana.

Le tre giovani lucertole di Komodo sequestrate sono attualmente curate presso un centro di riabilitazione faunistica gestito dal governo nella provincia di Giava Orientale. Si prevede che, una volta conclusi i procedimenti legali, saranno reinserite nel loro habitat naturale.

La lotta contro il traffico di fauna selvatica è un obiettivo fondamentale per il governo indonesiano e le organizzazioni ambientali. Efforts di questo tipo sono supportati da diverse associazioni internazionali e ONG, come la Wildlife Conservation Society e il World Wildlife Fund, che lavorano per proteggere le specie a rischio e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi della biodiversità.

Per ulteriori informazioni sulle specie in pericolo e sulle iniziative per la loro protezione, si possono consultare risorse ufficiali, come quelle disponibili sul sito del Ministero dell’Ambiente indonesiano e della Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (CITES).

Le operazioni di polizia evidenziano non solo la determinazione delle autorità indonesiane, ma anche l’urgenza di una cooperazione internazionale più forte per sconfiggere il crimine ambientale e garantire un futuro sostenibile per le specie minacciate.

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