Influenza aviaria colpisce la fauna selvatica di New York, cresce l’allerta sanitaria.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Influenza aviaria colpisce la fauna selvatica di New York, cresce l’allerta sanitaria.

La diffusione dell’Influenza Aviaria H5N1 a New York

Il ceppo H5N1 del virus dell’influenza aviaria altamente patogena ha colpito diverse specie di uccelli e mammiferi in tutto il mondo. La grande mela, New York, offre uno dei panorami più chiari sulla diffusione di questo virus negli animali selvatici urbani, grazie alla sua posizione lungo il Volo Atlantico e a un sistema di sorveglianza stratificato. Negli ultimi mesi, gli scienziati e i riabilitatori di fauna selvatica della città hanno segnalato un aumento netto dei casi sospetti di influenza aviaria durante l’inverno passato.

L’attuale ceppo H5N1 non solo ha avuto un impatto significativo sugli uccelli migratori, ma ha anche dimostrato la capacità di infettare un numero crescente di specie di mammiferi. Questo virus continua a manifestarsi nei mercati di animali vivi e pollame a New York, a seguito di più di un decennio di focolai ricorrenti. Gli esperti avvertono che le condizioni affollate e la diversità delle specie in questi mercati possono favorire la diffusione del virus, creando nuove opportunità per il passaggio ad altre specie, potenzialmente incluso l’essere umano.

La Sorveglianza e le Preoccupazioni Crescenti

Catherine Quayle, che da oltre 12 anni si occupa di animali selvatici malati o feriti a New York, ha testimoniato un’impennata dei casi sospetti di influenza aviaria nella clinica del Wild Bird Fund, l’unico centro di riabilitazione fauna selvatica della città. Ha evidenziato come, nonostante la loro esperienza, la situazione attuale sia senza precedenti. “Ci sono state segnalazioni quotidiane di uccelli malati e moribondi”, ha dichiarato Quayle, in particolare per quanto riguarda le oche canadesi.

Il virus H5N1 ha causato la morte di diverse specie, tra cui aquile calve, falchi, gufi e diverse specie di uccelli acquatici nei parchi e negli zoo di New York, ma anche di mammiferi come procioni e gatti randagi. “È ragionevole supporre che l’influenza aviaria altamente patogena possa apparire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo nello stato di New York”, ha affermato Kevin Hynes, leader del programma per la fauna selvatica presso il Dipartimento della Conservazione Ambientale di New York (NYSDEC).

Questo ceppo del virus H5N1 si distingue da quelli precedenti per la sua rapida diffusione e la capacità di infettare diverse specie. Negli ultimi quattro anni ha causato casi in 598 specie di uccelli e 102 mammiferi a livello globale. Sebbene ci siano stati anche casi umani, il virus non ha ancora mostrato una diffusione sostenuta tra gli esseri umani. La sorveglianza in New York, che coinvolge le università, le agenzie statali e le istituzioni locali, ha permesso di monitorare l’evoluzione del virus e raccogliere campioni per analisi approfondite.

Le condizioni dei mercati di animali vivi rappresentano inoltre un fattore di rischio aggiuntivo. Questi mercati, diffusi in tutti i borough di New York, ospitano una grande varietà di uccelli e mammiferi, creando un ambiente ideale per la diffusione di patogeni. Gli esperti sottolineano che la combinazione di alta densità e diversità di specie aumenta notevolmente le possibilità di emergenza di nuovi ceppi virali.

Negli ultimi anni, i mercati di animali vivi a New York hanno vissuto frequenti focolai di influenza aviaria. Nonostante interventi come la chiusura temporanea dei mercati da parte del governo, i casi segnalati continuano a crescere, evidenziando la complessità della gestione dell’infezione. Recenti studi dimostrano che le attuali dinamiche ecologiche tra la fauna selvatica e comitati di attuazione urbana sono più interconnesse che mai, esponendo la necessità di strategie di sorveglianza più robuste.

Il problema dei mercati di animali vivi non è unico per New York: a livello globale, sono stati identificati come punti critici per il passaggio di malattie zoonotiche. Infatti, strutture simili sono state collegate alla diffusione di altri virus, incluso il COVID-19 in Cina. Le sfide presentate da queste strutture rendono ancora più urgente l’esigenza di una maggiore consapevolezza e di protocolli sanitari efficaci.

Rischi e Soluzioni Necessarie

A fronte della crescente disseminazione del virus H5N1, i funzionari della salute pubblica affermano che il rischio per la popolazione rimane attualmente basso, ma l’allerta è alta. Nuove ricerche sono necessarie per comprendere appieno la capacità del virus di adattarsi e l’impatto che ciò potrebbe avere sulla salute pubblica. Misure preventive, come l’evitare il contatto con animali potenzialmente infetti e il monitoraggio accurato dei focolai, sono fondamentali in questa fase.

Ci sono anche preoccupazioni riguardo fino a che punto il virus potrebbe adattarsi a nuove specie e, in futuro, alla possibilità di diventare trasmissibile tra esseri umani. Gli scienziati avvertono che ogni nuova specie infettata rappresenta un’opportunità per il virus di acquisire competenze nuove, aumentando così il rischio di un potenziale epidemico.

È chiaro che un approccio coordinato tra diversi enti governativi e di ricerca è fondamentale per affrontare la minaccia dell’H5N1 e proteggere la salute pubblica, la fauna selvatica e il benessere umano in generale.

Fonti ufficiali: CDC, NYSDEC, Wild Bird Fund.

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