Insegniamo ai bambini a riconoscere i sintomi dell’ictus e a contattare il 112.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo della maestra Roberta Stamegna su come la scuola possa proporre ai suoi alunni progetti densi di significato, utili alla loro crescita trasversale e umana.
La Scuola come Luogo di Crescita e Apertura
Negli ultimi anni, si è acceso un dibattito riguardo al rischio che la scuola diventi un “progettificio”, con iniziative che possono risultare pesanti per i docenti e disperdenti per gli studenti. Eppure, chi vive quotidianamente le aule scolastiche sa bene che esistono percorsi significativi in grado di trasformare questa percezione. Esperienze come il Service Learning permettono di integrare l’apprendimento in classe con il servizio alla comunità, formando cittadini consapevoli e responsabili.
Questa metodologia è in perfetta sintonia con l’Educazione Civica. Valorizza la scuola come un punto di impegno collettivo e offre ai giovani l’opportunità di mettersi in gioco nella società.
Un esempio di questo approccio è rappresentato da FAST HEROES 112, un’iniziativa educativa internazionale e gratuita per gli alunni della scuola primaria, ma che può essere adattata anche ai più piccoli della scuola dell’infanzia. Nata dall’Università della Macedonia, questa campagna, sostenuta dalla World Stroke Organization e da Angels Initiative, è attiva in oltre 20 Paesi. In Italia, è stata introdotta nel 2024 grazie ad A.L.I.Ce. ODV.
FAST HEROES 112: Un’Effettiva Opportunità di Apprendimento
Il progetto FAST HEROES 112 insegna ai bambini a riconoscere i sintomi principali dell’ictus e ad attivare tempestivamente il numero di emergenza 112, un gesto semplice ma decisivo per salvare una vita. Così, la scuola si fa ponte tra conoscenza e realtà, permettendo a ciò che si apprende di entrare nelle case, coinvolgendo le famiglie e unendo generazioni diverse.
Il mio incontro con FAST HEROES 112 è avvenuto durante la Fiera Didacta lo scorso anno: è stata una rivelazione professionale. Da quel momento, ho proposto il progetto alle classi quinte dell’Istituto Comprensivo di Itri, in provincia di Latina, nell’ambito del progetto scolastico “Mi prendo cura di…”.
La scelta del tema è stata immediata: quest’anno ci si è concentrati su “Mi prendo cura dei nonni”, la fascia di popolazione più esposta al rischio di ictus. Da questa intuizione è nato un percorso che ha trasformato un tema medico in un gesto profondo d’amore.
I bambini, che trascorrono tempo e condividono esperienze con i nonni, hanno assunto un ruolo chiave diventando piccoli messaggeri di prevenzione. Sapere che un bambino può contribuire a salvare la vita del nonno non è solo commovente, ma è una prova concreta di come la scuola può influenzare e migliorare la vita reale.
Affrontare un tema complesso come l’ictus con i più piccoli potrebbe sembrare difficile, ma FAST HEROES 112 ha saputo trovare la chiave giusta. Attraverso un linguaggio ludico e immediato, il progetto trasforma gli alunni in “supereroi”, capaci di riconoscere i segnali d’allarme e di chiamare il 112 senza esitazioni. Questa formula consente loro di apprendere con naturalezza, interiorizzando le informazioni con curiosità e senso di missione.
Il cuore didattico del progetto si basa sull’acronimo FAST, utilizzato in medicina per identificare rapidamente i principali sintomi dell’ictus. Ogni lettera rappresenta un segnale specifico da osservare:
- F (Face – Viso): un lato del viso appare improvvisamente cadente o asimmetrico.
- A (Arms – Braccia): un braccio è debole, non si muove o cade verso il basso.
- S (Speech – Linguaggio): la parola risulta confusa, biascicata o alterata.
- T (Time – Tempo): il tempo è fondamentale, bisogna agire subito e chiamare i soccorsi.
Il progetto ha fornito ai bambini una missione personale: monitorare la salute dei propri cari e diventare promotori attivi della prevenzione in famiglia. Grazie all’uso integrato di materiali digitali e cartacei, il progetto è risultato accessibile e coinvolgente.
Questa esperienza fa parte di un movimento educativo internazionale in continua crescita. È significativo sapere che a novembre è stato raggiunto il traguardo di un milione di aderenti nel mondo, di cui 18.000 in Italia. Questo dimostra come il nostro impegno scolastico contribuisca a un grande cambiamento culturale, fondato sulla consapevolezza e sulla cura delle persone più vulnerabili.
Un sincero ringraziamento va alla Dirigente Scolastica, Maria Laura Cecere, e alla Responsabile di plesso, Rita Ruggieri, che hanno aperto le porte a questa iniziativa. Esperienze come queste rafforzano l’idea che la scuola non sia solo un luogo di apprendimento, ma una vera e propria comunità educante.
Resta chiaro che anche un bambino può fare la differenza. Sensibilizzare, condividere e sostenere gli altri è un gesto di autentica cittadinanza attiva. È anche motivo d’orgoglio aver partecipato a un progetto che ha già salvato vite in tutto il mondo, dimostrando la forza della comunità nell’apprendere e crescere insieme.
Roberta Stamegna
- World Stroke Organization: www.world-stroke.org
- Angels Initiative: www.angels-initiative.com
- A.L.I.Ce. ODV: www.alice-italia.org
Non perderti tutte le notizie di Scuola e Università su Blog.it