Insetti trasportano inquinanti farmaceutici dai fiumi alla terra; i rischi restano sconosciuti.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Insetti trasportano inquinanti farmaceutici dai fiumi alla terra; i rischi restano sconosciuti.

La Minaccia dei Farmaci nell’Ambiente

I farmaci hanno un’ampia gamma di effetti collaterali dannosi per l’uomo. Oltre a ciò, la contaminazione farmaceutica negli ecosistemi acquatici è un problema diffuso, principalmente a causa degli scarichi delle acque reflue e del deflusso. Recenti studi dimostrano che i contaminanti chimici legati ai farmaci possono accumularsi in insetti acquatici in diverse fasi del loro ciclo di vita. Questi inquinanti possono quindi trasferirsi agli ecosistemi terrestri quando gli insetti vengono consumati da altre specie, come uccelli e pipistrelli.

Le ricerche suggeriscono che i farmaci possono causare cambiamenti nella fisiologia e nel comportamento degli insetti, con effetti potenzialmente devastanti per le popolazioni e gli ecosistemi più ampi. Tuttavia, le conseguenze complete del trasferimento di vari contaminanti farmaceutici agli insetti acquatici e, successivamente, ai predatori terrestri rimangono in gran parte sconosciute.

I Rischi dei Farmaci per gli Ecosistemi

Farmaci di uso comune, come antibiotici, antidepressivi e antinfiammatori, entrano negli ecosistemi attraverso le acque reflue, ponendo rischi poco compresi. Gli insetti acquatici possono accumulare questi contaminanti chimici e, attraverso i loro predatori, reinserirli nei terreni, generando preoccupazioni tra gli scienziati.

Un recente studio ha scoperto che diversi farmaci possono accumularsi in specie di insetti alati, come le tricotteri e le efemerotteri, a differenti stadi di vita, con quantità variabili tra le specie. Marek Let, primo autore dello studio e ricercatore presso l’Università della Boemia Meridionale, ha osservato che la contaminazione farmaceutica potrebbe non essere così preoccupante come quella causata dai pesticidi, poiché i farmaci tendono ad essere presenti in basse concentrazioni, sebbene certi composti possano risultare altamente tossici.

Composti come la sertralina, l’ingrediente attivo del noto antidepressivo Zoloft, possono bioaccumularsi nei tricotteri. Inoltre, altri antidepressivi e trattamenti come la teofillina, utilizzata per curare l’asma, presentano simili tendenze di bioaccumulo in questi insetti.

“Questo studio dimostra che i farmaci non rimangono solo nell’acqua, ma possono essere emessi nell’ambiente terrestre e contaminare alcuni predatori, come uccelli e pipistrelli”, afferma Let. Michael Bertram, ecologo comportamentale ed ecotossicologo dell’Università Svedese delle Scienze Agrarie, evidenzia l’importanza di queste scoperte nel mostrare come gli insetti acquatici siano esposti a farmaci nel corso della loro vita e come, infine, essi e i contaminanti che trasportano possano entrare nelle reti alimentari terrestri.

Un altro aspetto cruciale è che la maggior parte dei rifiuti umani entra nell’ambiente globale non trattata. Anche in aree dove esistono impianti di trattamento, non tutte le sostanze e i composti chimici vengono completamente rimossi. Gli studi hanno identificato la presenza di farmaci nei fiumi di tutto il mondo, anche in luoghi remoti come l’Amazzonia brasiliana.

“Abbiamo creato inquinanti ambientali pseudo-costanti,” afferma Ana Previšić, ricercatrice presso l’Università di Zagabria. La ricerca sull’impatto della contaminazione farmaceutica sugli insetti e sulle specie che li consumano è in corso, ma pone notevoli difficoltà. Non si tratta di un fenomeno come le fioriture algali, ad esempio, che possono portare a pesci morti. Qui si ha un’immissione continua in piccole dosi, il che rende difficile identificare gli effetti specifici.

La squadra di Previšić ha scoperto che i farmaci possono avere effetti scorretti sugli insetti, interferendo con lo sviluppo, alterando comportamenti e impattando i microbiomi insettili. Tuttavia, alcune sostanze farmacologiche si accumulano maggiormente rispetto ad altre, e gli effetti possono variare notevolmente da specie a specie.

Un ulteriore complicamento nella ricerca è che mentre gli studi di laboratorio possono rivelare gli effetti di farmaci singoli o gruppi dallo stesso tipo, queste condizioni sperimentali non equivalgono a una reale esposizione sul campo. Negli ambienti acquatici, gli insetti sono esposti a una miscela di inquinanti in diverse quantità, compresi metalli pesanti, pesticidi e soluzioni industriali.

Sebbene ogni studio riveli schemi interessanti che possono avere un significato ecologico più ampio, è difficile quantificare quanto sono gravi gli effetti sulla popolazione. I risultati suggeriscono che i cambiamenti comportamentali degli insetti, come una diminuzione della loro reazione alle minacce, possono renderli più vulnerabili alla predazione.

Ricerche su diverse specie di tricotteri, come il Drusus croaticus, hanno mostrato che gli insetti esposti a un cocktail di farmaci e temperature più elevate tendono a spostarsi di più, il che porta a una perdita di peso corporeo. A sua volta, questi effetti possono influenzare la catena alimentare, mettendo a rischio predatori come anfibi e uccelli.

La trasmissione di questi contaminanti dagli ecosistemi acquatici a quelli terrestri, sebbene piena di incertezze, rappresenta un rischio per le specie che si nutrono di insetti contaminati. Studi hanno rivelato che animali come il ornitorinco in Australia potrebbero consumare fino alla metà della dose raccomandata di antidepressivi per gli esseri umani semplicemente mangiando insetti contaminati.

La ricerca su come la contaminazione farmaceutica impatti gli insetti acquatici e le conseguenze per le specie che li consumano è ancora nelle fasi iniziali. Occorre un numero maggiore di studi per comprendere appieno l’argomento e per limitarne l’impatto ambientale.

La complessità di questi fenomeni sottolinea ancora di più la necessità di ulteriori ricerche. Ignorare questi aspetti potrebbe portare a un sottostimare gli impatti ecologici, una situazione che richiede attenzione da parte di politici e regolatori per la valutazione del rischio ambientale.

Fonti:

Let, M., Grabicová, K., et al. (2025). Bioaccumulation of pharmaceutically active compounds from treated urban wastewaters in aquatic insect larvae and aerial adults. Environmental Science & Technology.

Renault, D., Previšić, A., et al. (2025). Effects of pharmaceuticals and personal care products on insects. Annual Review of Entomology.

Bose, A. P., McCallum, E. S., et al. (2022). Pharmaceutical pollution disrupts the behavior and predator-prey interactions of two widespread aquatic insects. iScience.

Ložek, F., Kokotović, I., et al. (2025). Integrative effects of warming and contaminants on the physiology and behaviour of coldwater stenotherm caddisflies. Environmental Toxicology and Pharmacology.

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