Intelligenza Artificiale: Scarsità di esperti, scuole in progresso grazie al PNRR
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il mercato del lavoro italiano e la carenza di esperti di intelligenza artificiale
Le aziende italiane stanno lanciando un disperato appello per trovare esperti di intelligenza artificiale (AI). Nonostante la crescente domanda, gli specialisti non sono facilmente reperibili. Uno studio di Confartigianato evidenzia che, nel 2025, su 621.000 richieste di professionisti con competenze digitali avanzate, ben 316.000 risulteranno di difficile reperimento. Questa situazione mette in luce la mancanza di formazione adeguata per affrontare le sfide legate all’intelligenza artificiale.
Oggi, la ricerca di lavoratori qualificati si estende a diverse aree della tecnologia, tra cui cloud computing, industrial internet of things, data analytics e blockchain. Le aziende italiane stanno investendo in intelligenza artificiale, ma non riescono a trovare le figure necessarie per implementarla.
Secondo Confartigianato, il 50,8% delle richieste per queste competenze risulta quasi impossibile da soddisfare. Questo indica un’urgente necessità di formare nuove professionalità nel settore della tecnologia, al fine di sostenere l’innovazione e la competitività delle imprese italiane.
Le regioni italiane più colpite dalla carenza di competenze digitali
Confartigianato ha anche stilato una classifica per evidenziare le regioni italiane dove la difficoltà di reperire professionisti è più pronunciata. La Lombardia guida questa lista con 60.960 professionisti introvabili su 121.440 richieste, corrispondente al 50,2%. Seguono la Campania, con 31.130 figure mancanti su 66.950 richieste (46,5%), e il Lazio, dove mancano 30.780 lavoratori su 66.760 (46,1%).
A livello provinciale, Milano occupa il primo posto, con 29.840 competenze introvabili su 64.320, il 46,4%. Roma segue con 24.580 figure difficili da trovare su 55.240 richieste (44,5%), mentre Napoli registra 16.200 lavoratori introvabili su 36.010 (45%). Questo scenario mette in evidenza un problema che si riflette non solo su un singolo settore, ma sull’intera economia nazionale.
Formazione e accesso alle competenze: un’opportunità per le PMI
Marco Granelli, presidente di Confartigianato, sottolinea che l’intelligenza artificiale può diventare un potente fattore di produttività. Per sfruttare pienamente queste opportunità, però, è fondamentale avere personale qualificato. La formazione deve diventare una priorità, integrando scuole, università e il sistema formativo con le esigenze delle imprese.
Grazie ai fondi del PNRR, negli ultimi anni le scuole italiane stanno implementando programmi di formazione sull’intelligenza artificiale. Anche il 71,8% delle imprese italiane ha effettuato investimenti in ambiti legati alla transizione digitale. Tuttavia, nonostante questi investimenti, la mancanza di personale qualificato rappresenta la principale barriera per il 58,6% delle aziende che desiderano implementare soluzioni di AI.
Ad aggravare la situazione, ci sono fattori quali l’incertezza normativa, la carenza di dati di qualità, le preoccupazioni sulla privacy e i costi elevati, citati rispettivamente dal 47,3%, 45,2% e 43% delle imprese. Di fronte a queste sfide, è evidente che una maggiore attenzione alla formazione è essenziale.
Una sfida globale: la scarsità di esperti di AI
La questione della formazione e della scarsità di professionisti nel campo dell’intelligenza artificiale non riguarda solo l’Italia. A livello globale, molte aziende stanno affrontando lo stesso problema. Secondo un’analisi di Bloomberg, mentre aumenta la spesa per l’innovazione, la disponibilità di competenze adeguate non tiene il passo. Luoghi di lavoro come LinkedIn evidenziano anche disparità di genere nel settore, con le donne che nel 2025 costituivano solo il 26% delle assunzioni nel campo dell’AI negli Stati Uniti, ben al di sotto della media del 50% in altri settori professionali.
L’incorporazione dell’intelligenza artificiale nella società moderna richiede un approccio concertato per formare i talenti necessari. Investire nella formazione e garantire un accesso equo alle opportunità per tutte le persone è cruciale per costruire un futuro sostenibile e tecnologicamente avanzato.
Fonti: Confartigianato, Bloomberg, LinkedIn
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