Isabel Esterman: Il valore del reportage ambientale a lungo termine nel Sud-est asiatico

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Isabel Esterman: Il valore del reportage ambientale a lungo termine nel Sud-est asiatico

Isabel Esterman: Un Faro nel Giornalismo Ambientale del Sud-est Asiatico

Isabel Esterman è l’editor responsabile per il Sud-est asiatico di Mongabay, un’importante piattaforma dedicata alla sostenibilità ambientale e alle questioni ecologiche globali. Da quando è entrata a far parte dell’organizzazione nel 2016, Esterman ha gestito una serie di argomenti critici, tra cui il commercio illegale di primati e gli affari sulle concessioni di crediti di carbonio in Malesia. La sua esperienza si estende su diversi argomenti dove il suo lavoro ha contribuito a plasmare la comprensione globale.

Esterman non vede l’impatto del suo lavoro in un singolo articolo rivoluzionario; piuttosto, mette in evidenza l’importanza di una copertura prolungata nel tempo. “Ciò a cui penso sono i temi sui quali ci siamo veramente concentrati e che hanno cambiato il modo in cui le persone pensano e parlano,” afferma. La sua visione a lungo termine ha portato risultati tangibili, come il cambiamento della percezione riguardo al numero di rinoceronti di Sumatra, passando da oltre 100 a solo 30 esemplari in natura, in base alle indagini di Mongabay.

Una Sfida Costante: La Sicurezza nel Giornalismo Ambientale

Lavorare in una regione complessa come il Sud-est asiatico comporta delle sfide uniche, tra cui la riduzione delle libertà di stampa e i rischi per la sicurezza. Esterman evidenzia il fatto che, quando collabora con giornalisti locali, l’analisi del rischio è essenziale. “La responsabilità è verso i nostri reporter e le comunità di cui riportiamo,” dice. Questa precauzione è cruciale, poiché gli attivisti e i giornalisti che denunciano violazioni dei diritti umani e questioni ambientali spesso affrontano repressioni.

Il passaggio da un periodo in cui Mongabay era composto da meno di 20 persone a un team più strutturato ha segnato un importante cambiamento. “Inizialmente, eravamo tutti freelance,” ricorda Esterman. “Ora ci sono scrittori a tempo pieno e abbiamo una copertura più ampia.” La sua esperienza continua a influenzare non solo l’editoria ma anche la formazione delle nuove voci nel giornalismo ambientale.

Un esempio dell’efficacia della sua strategia è rappresentato dalla copertura del commercio illegale di ape e della domanda di parti corporee per scopi rituali, che sono stati storicamente trascurati. Mentre le ricerche precedenti si concentravano principalmente sulla carne e sul commercio di animali da compagnia, le indagini di Esterman hanno rivelato che la domanda per le parti corporee è molte volte la reale spinta alla caccia di questi primati.

Secondo le statistiche della IUCN, i rinoceronti di Sumatra sono considerati una delle specie più minacciate al mondo, con meno di 30 esemplari in natura. Si prevede che senza una copertura continua e una vigilanza attiva, la loro esistenza possa essere compromessa ulteriormente.

Esterman ritiene vitale che storie scritte da giornalisti locali raggiungano un pubblico globale. “È fondamentale che le storie sulle Filippine siano raccontate da reporter filippini, non solo da stranieri,” afferma, sottolineando l’importanza di dare voce a chi vive nel contesto locale.

Il suo approccio alla cooperazione interredazionale, in particolare con Mongabay Indonesia, enfatizza l’importanza di condividere competenze e risorse. Esterman ha contribuito a creare opportunità per giornalisti freelance, permettendo loro di intraprendere carriere sostenibili nel giornalismo ambientale, un settore ancora poco sviluppato in alcune aree.

La copertura degli orangotanghi Tapanuli è stata un altro traguardo importante. Grazie a una collaborazione di lunga data con ricercatori in Indonesia, Mongabay ha avuto l’opportunità di fare reportage approfonditi e distintivi su questa nuova specie. “Abbiamo potuto trattare non solo il suo riconoscimento, ma anche le resistenze da parte del governo per l’implementazione di misure di conservazione necessarie,” spiega Esterman, sottolineando l’importanza di affrontare anche le ingiustizie sociali legate ai diritti territoriali.

Esterman continua a riflettere su questo lavoro. “Le storie non raccontano solo di specie; raccontano anche di comunità e diritti,” afferma, mentre la pressione sui giornalisti di riportare onestamente sulle questioni ambientali rimane costante.

La sua passione per l’ecosistema del Sud-est asiatico e dell’Africa la spinge a concludere: “Ogni storia è un’opportunità per aumentare la consapevolezza e promuovere l’azione.” Riguardo ai risultati ottenuti, è evidente che l’impatto di Esterman e del suo team va ben oltre singoli articoli; si tratta di un impegno a lungo termine per una causa che richiede attenzione e responsabilità.

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