Ivan Cattaneo sul Capodanno in playback e la gelosia di David Bowie inedita
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Gossip
Il 31 dicembre, durante la puntata speciale de L’Anno che Verrà, tra i tanti artisti che hanno animato la serata con le loro performance, si è distinto Ivan Cattaneo. Il cantante si è esibito con un medley che ha unito successi iconici come I’m a Believer, Una Zebra a Pois, Tintarella di Luna e Geghegè. Molti spettatori hanno notato un effetto audio particolare: un riverbero che sembrava un’eco o un doppio audio, con una traccia in playback sovrapposta a vocalizzi dal vivo. Questo dettaglio ha generato curiosità e discussioni online. Ivan Cattaneo è poi intervenuto sui social per chiarire che si trattava di una scelta artistica voluta, una sorta di “storpiatura” sonora per dare un tocco originale alla performance.
Ivan Cattaneo spiega l’effetto sonoro della sua esibizione
In un post pubblicato dopo l’evento, Ivan ha raccontato: “Devo dire che pochissimi hanno capito ciò che ho messo in atto a Capodanno. Era pressoché obbligatorio il playback soprattutto con i medley! Quindi, costretto a cantare in playback i soliti successi e non i nuovi brani del mio libro multimediale, ho fatto una cosa che nessuno mai fa, cioè aggiungere la voce live al playback giocando con vocalizzi sovrapposti in live e storpiature dissacratorie! E chi l’ha capito, l’ha capito! Il Capodanno di Rai1, come tutti i capodanni televisivi, sono un immenso caos e un karaoke gigante, dove la gente vuole ballare, gioire e togliersi ogni pensiero”.
Questa scelta creativa testimonia il coraggio dell’artista di non limitarsi a una semplice esibizione in playback, ma di cercare un’interazione reale con la musica dal vivo. Inoltre, Ivan non si è limitato a cantare, ma ha interagito con il corpo di ballo per tutta la durata della sua performance, dando energia e movimento allo spettacolo, un dettaglio molto apprezzato da chi ha seguito la trasmissione.
Il racconto di Ivan Cattaneo su David Bowie e le precisazioni sulle fake news
La settimana scorsa, Ivan Cattaneo ha fatto il giro del web per un’intervista rilasciata a La Nuova Sardegna, nella quale ha raccontato un aneddoto su David Bowie che ha scatenato alcune polemiche. Nel racconto, Ivan ha definito l’artista britannico “molto antipatico” e geloso della sua amicizia con l’agente discografico Mark Edwards. “A Londra ho avuto la fortuna di frequentare la ‘swinging London’. Conoscevo Mark Edwards, produttore di Jethro Tull, David Bowie e poi degli U2. Lui mi ha un po’ indirizzato in quella direzione, anche se non ero pronto, la mia musica era ancora acerba, molto strana. David Bowie? Un pomeriggio a Portobello, doveva incontrarsi con Mark Edwards e io ero con lui. Ancora non era molto famoso. Non ne ho un bel ricordo, molto antipatico. Era geloso che io frequentassi Mark. Grande artista, ma umanamente non l’ho mai capito. Meglio Cat Stevens”.
Questo passaggio, riportato da diversi siti di informazione musicali, è stato frainteso da alcune testate, che hanno titolato parlando di “gelosia” di Bowie verso Ivan Cattaneo. L’artista ha così deciso di intervenire pubblicamente per smentire tali interpretazioni, spiegando che si tratta di fake news.
Su Facebook, Ivan ha precisato: “Come racconto nel mio libro, Bowie me lo presentò il suo agente Mark E. Nel 1971 David era a inizio carriera ed era infastidito che Mark si presentasse sempre sul lavoro con un ragazzino italiano di 19 anni! Ma al di là di quello, Bowie manco sapeva chi fossi e poi nel ’71 non cantavo nemmeno, quindi geloso de che?! Quindi prego il popolo di internet di non credere a tutte queste fake news atte a ridicolizzare la mia sincerità”.
Ulteriori chiarimenti sono arrivati con un video postato da Ivan, nel quale ha ribadito che Bowie era semplicemente infastidito dalla sua presenza intorno all’agente Mark Edwards, e non che fosse geloso di lui come artista: “L’altro giorno è uscita questa fake news di uno che ha detto che io ho detto che David Bowie era geloso di me. Ma se io, quando ho conosciuto David Bowie, avevo 19 anni. Lui non sapeva nemmeno chi fossi. Ero solo il ragazzino che accompagnava, che era amico del suo agente, e basta. Ecco, gli dava fastidio che il suo agente si portasse il ragazzino di 19 anni vicino e non lavorasse con lui, siccome era molto preoccupato: era l’inizio della carriera e quindi doveva preoccuparsi di questo. Certo, non era molto simpatico, chiaramente, però ognuno è com’è, rimane com’è, e basta” (fonte: Profilo Facebook ufficiale di Ivan Cattaneo).
Questa vicenda ha evidenziato come spesso le dichiarazioni degli artisti possono essere fraintese o amplificate in modo errato e ha sollevato una importante riflessione sul ruolo della corretta informazione nel mondo dello spettacolo. I fan di Ivan Cattaneo hanno apprezzato la sua trasparenza e la volontà di chiarire fatti e opinioni in prima persona.
Il medley di Ivan Cattaneo che adoro eh #LAnnoCheVerra pic.twitter.com/GGotKyY15F
— La Roby quella bionda (@LaRobyDiMilano) December 31, 2025
Robert De Niro, anche se con un pizzico di invidia, si ispirò a Lando Buzzanca dopo averlo visto nel colossal “L’uccello migratore” pic.twitter.com/mf2L3tHJEj
— M49 (@M49liberorso) December 30, 2025
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