James Elliot di Pizza Pilgrims racconta il suo 77° viaggio a Napoli: un’epopea gastronomica.
Pubblicato il da Redazione - Viaggi
Parliamo della lingua italiana
Parlare italiano: che ne pensi? Dopo ben 15 anni trascorsi in Italia, durante i quali ho avuto il privilegio di lavorare con centinaia di persone straordinarie, posso dire che il mio italiano è… accettabile. Se mi metti in una cucina di pizzeria, posso sembrarti fluente; ma se mi chiedi cosa penso della politica, sono completamente perso. A Napoli, poi, parlano anche un dialetto locale, il che rende tutto ancora più interessante!
Le mie attività di svago
Quando riesco a ritagliarmi un po’ di tempo libero, mi piace scendere fino al mare, ordinare un Campari spritz in uno dei piccoli bar o ‘chalets’ e gustare un sacchetto di Taralli, osservando il mondo che passa, con il Vesuvio di fronte. Dopo, mi dirigo nel Quartieri Spagnoli per assaporare un delizioso piatto di Spaghetti Vongole.
La magia del cibo di strada napoletano è qualcosa che non può mancare in un viaggio nella città. È un autentico tripudio di sapori e profumi, dal famoso cuoppo di fritti alle famose pizze, ognuno con la propria storia e tradizione.
Scoperte oasi culinarie
Durante il mio ultimo viaggio a Napoli, ho fatto una scoperta straordinaria: una piccola pasticceria accanto alla stazione in Piazza Garibaldi chiamata Attanasio, dove servono alcune delle migliori Sfogliatelle fresche di Napoli. Questa piccola gemma è davvero imperdibile per chi ama il dolce! La qualità dei prodotti e la freschezza degli ingredienti sono un vero e proprio richiamo per i golosi.
In questa pasticceria, la tradizione è sacra, e ogni morso racconta la storia di Napoli. Assaporare una Sfogliatella appena sfornata è un’esperienza che non può essere descritta a parole; è un viaggio nei sapori, un incontro quindi con la vera essenza napoletana.
Incontri che arricchiscono
Durante la mia permanenza, ho avuto il piacere di incontrare una delle persone più affascinanti di Napoli: il proprietario del mulino Caputo, Anthony Caputo. È un persona straordinaria, appartenente alla quarta generazione della sua famiglia che gestisce il mulino, e la sua conoscenza della pizza e della città è senza pari. La passione con cui parla di Napoli è contagiosa. Ogni volta che ceno con lui, mi porta in alcune delle più tradizionali trattorie, che offrono piatti unici e autentici.
Un vero e proprio viaggio nella tradizione culinaria! Attraverso le sue storie, riesco a comprendere meglio l’anima di questa città, un luogo dove storia e cultura si fondono nel piatto.
Un piatto indimenticabile
Uno dei piatti che ho assaporato e che mi ha lasciato senza parole è stato il famoso “Genovese”, servito nell’ottima trattoria che frequento. Questo piatto tipico napoletano prevede una lunga cottura di cipolle e carne di manzo, che viene servita con pasta ziti. Il gusto è dolce e salato al tempo stesso, e viene completato da una generosa dose di parmigiano. È così saporito che diventa quasi irresistibile, e sono convinto che sia uno dei piatti di pasta più sottovalutati in Italia.
Infatti, molti non conoscono la sua vera storia e la profonda tradizione che si cela dietro questo piatto. È un appuntamento culinario che ogni visitatore di Napoli dovrebbe concedersi. La bellezza di questo piatto risiede non solo nel suo sapore, ma anche nella sua storia, che racconta di antichi modi di cucinare e dell’amore per la buona tavola.
Che si tratti di un viaggio per scoprirsi o di incontrare culture diverse, Napoli offre un’esperienza ricca di emozioni, sapori e tradizioni che lasciano il segno. Il connubio tra il cibo, la storia e le persone rende questa città unica e inimitabile.
Fonti ufficiali:
Non perderti tutte le migliori destinazioni per i tuoi viaggi in giro per il mondo su Blog.it