Jimbu: l’erba salvatrice dei leopardi delle nevi e dell’iconico piatto nepalese.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Jimbu: l’erba salvatrice dei leopardi delle nevi e dell’iconico piatto nepalese.

Communità del remoto Phu Valley in Nepal: un nuovo futuro grazie al jimbu

Negli isolati villaggi del Phu Valley, situato nell’area himalayana del Nepal, è iniziato un progetto innovativo che coinvolge 37 nuclei familiari nella coltivazione del jimbu (Allium przewalskianum), un’erba aromatica fondamentale per il piatto tipico nepalese, il dal bhat. Questa iniziativa non solo offre una nuova fonte di reddito, ma contribuisce anche alla conservazione dell’ecosistema locale, proteggendo le coltivazioni dagli attacchi dei pecorini blu e, indirettamente, dai leopardi delle nevi.

Il valore del jimbu per le comunità locali

Il jimbu è un’erba caratterizzata da un aroma pungente che svolge un ruolo cruciale nella preparazione del dal bhat, simbolo della cucina nepalese. Gli abitanti del Phu Valley, precedentemente costretti a raccogliere questa erba da pendii impervi, hanno ora l’opportunità di coltivarla in terreni abbandonati, trasformando una risorsa naturale in un bene economico. Grazie alla crescente domanda di jimbu, il progetto promette di generare circa 12 milioni di rupie nepalesi (circa 79.500 dollari) annui, un incremento significativo del reddito per le famiglie coinvolte.

La coltivazione di jimbu offre ai residenti non solo un’entrata economica, ma anche un modo per ridurre il conflitto con la fauna selvatica. Poiché il jimbu ha un profumo forte, tende a tenere lontani i pecorini blu che normalmente danneggiano i raccolti, creando un ciclo virtuoso di protezione per le colture e per i pascoli. Inoltre, diminuendo la popolazione di pecorini blu vicino agli insediamenti umani, si riduce anche il rischio di attacchi da parte dei leopardi delle nevi, specie protetta e minacciata.

Un progetto sostenibile per il futuro

L’iniziativa, sostenuta da organizzazioni come la Snow Leopard Conservancy e il Darwin Initiative, ha già mostrato risultati promettenti. I residenti hanno piantato jimbu in tunnel vegetali, permettendo raccolti da tre a quattro volte all’anno. La qualità del suolo e delle condizioni climatiche sono favorevoli, rendendo questa coltivazione una pietra miliare per la comunità.

Kunchok Tenzin Lama, presidente del municipio di Narpa Bhumi, evidenzia che il jimbu può produrre fino a 8.000 kg all’anno, con un prezzo di vendita che può raggiungere i 1.500 rupie per chilo. Per le famiglie della zona, che fino a poco tempo fa dipendevano unicamente dalla coltivazione di patate, il jimbu rappresenta una vera e propria opportunità.

Ma il cammino non è privo di ostacoli. La logistica per il trasporto di materiali necessari alla coltivazione è complessa, dato che le villaggi si trovano a un’altitudine di 4.000 metri e sono raggiungibili solo a piedi. Inoltre, la creazione di una catena di distribuzione sostenibile rimane una delle sfide maggiori. Recenti studi sulla domanda di jimbu hanno rivelato che esiste un mercato urbano, come a Kathmandu, dove il jimbu biologico può essere venduto a prezzi significativamente più elevati.

Un altro aspetto da considerare è l’importanza di valorizzare il jimbu attraverso branding e packaging adeguati al fine di ottenere un prezzo equo. La domanda per questo ingrediente aromatico è in crescita, soprattutto nei ristoranti che promuovono il piatto tradizionale Thakali dal bhat.

La tradizione che si evolve

La storia del jimbu è strettamente legata alla cultura e alla tradizione del popolo nepalese. Binti Gurung, antropologa alimentare, ha condotto ricerche approfondite sul cibo locale e ha osservato che il coinvolgimento delle donne nel settore agricolo è cruciale per il successo delle colture. Infatti, molte donne precedentemente raccoglievano il jimbu da terre remote, vendendolo a mediatori a prezzi molto bassi.

La necessità di proteggere le conoscenze tradizionali e di coinvolgere le comunità locali nello sviluppo del mercato è fondamentale. Le etichette Indigene possono garantire maggiore visibilità e ritorno economico per i produttori, contribuendo a una conservazione sostenibile dell’ambiente in cui vivono.

In questo contesto, è chiaro che l’iniziativa di coltivazione del jimbu non è solo una chance per incrementare il reddito delle famiglie, ma anche un passo verso la salvaguardia di un prezioso ecosistema. I leopardi delle nevi, simbolo della fauna himalayana, rappresentano una sfida per le comunità agricole, e questo progetto si propone come un modello di coexistence tra uomo e natura.

Negli ultimi anni, diverse strategie di conservazione sono state implementate in Nepal, mirate a ridurre i conflitti tra gli allevatori e la fauna selvatica. La valorizzazione della coltivazione di jimbu rappresenta un esempio virtuoso di come le comunità locali possano prosperare economicamente contribuendo nel contempo alla conservazione della biodiversità.

Il potenziale del jimbu come risorsa economica e strumento di protezione dell’ambiente è solo agli inizi, ma le prospettive sono incoraggianti. Se gestito con saggezza, questo progetto potrebbe servire da esempio per altre comunità nell’area dell’Himalaya e oltre.

Fonti:

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