John Wick, il film che ha trasformato Keanu Reeves in un’icona dell’action moderno

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

John Wick, il film che ha trasformato Keanu Reeves in un’icona dell’action moderno

Il 24 ottobre 2014 arrivava nelle sale cinematografiche statunitensi John Wick, un film destinato a cambiare il modo di concepire il cinema d’azione contemporaneo. Diretto da Chad Stahelski e interpretato da Keanu Reeves, il film sembrava inizialmente costruito attorno a una storia di vendetta relativamente classica: un ex sicario torna in azione dopo aver perso ciò che gli era rimasto della vita precedente. Ma dietro questa premessa c’era un universo molto più articolato, fatto di regole, codici, personaggi e una grammatica visiva destinata a diventare immediatamente riconoscibile.

La storia comincia infatti dalla perdita. John Wick ha abbandonato il proprio passato criminale per vivere accanto alla donna che ama. Dopo la morte della moglie, riceve un ultimo regalo: un cucciolo, Daisy, accompagnato da un messaggio che lo invita a continuare a vivere. Quando alcuni criminali entrano nella sua casa, gli sottraggono l’auto e uccidono il cane, quel fragile equilibrio si spezza. Il passato torna a reclamare John Wick e con esso una reputazione che, nel mondo criminale, non è mai stata dimenticata.

A dieci anni dalla sua uscita, il film appare ancora come il punto di partenza di una delle saghe action più riconoscibili degli ultimi anni. Il primo capitolo incassò oltre 86 milioni di dollari nel mondo e ottenne un’accoglienza critica generalmente positiva, con particolare attenzione alla coreografia, allo stile visivo e all’interpretazione di Reeves.

Come nasce John Wick

Alla base di John Wick c’è una sceneggiatura firmata da Derek Kolstad, inizialmente concepita con il titolo Scorn. Il progetto attirò l’attenzione di Basil Iwanyk, produttore interessato a una storia che potesse combinare il classico revenge movie con un universo criminale più ampio.

La regia venne affidata a Chad Stahelski, affiancato inizialmente da David Leitch. Entrambi provenivano dal mondo degli stunt e del coordinamento delle scene d’azione, un’esperienza che sarebbe diventata determinante per l’identità del film.

La loro conoscenza tecnica permise di costruire le sequenze d’azione partendo dai movimenti degli attori e non semplicemente montando una serie di immagini rapide. È una delle caratteristiche che avrebbe reso John Wick diverso da molte produzioni action contemporanee.

Keanu Reeves diventa John Wick

Quando Keanu Reeves accettò il ruolo, il personaggio richiedeva qualcosa di più della semplice presenza scenica. John Wick è un uomo che parla poco, osserva molto e comunica soprattutto attraverso i movimenti. Per questo la preparazione fisica divenne una componente essenziale del progetto.

Reeves lavorò a lungo sulle tecniche di combattimento, sull’uso delle armi e sulla preparazione necessaria alle scene d’azione. Il risultato è un protagonista che appare estremamente competente senza trasformare ogni sequenza in una dimostrazione artificiosa delle sue capacità.

Il film contribuì inoltre a una nuova fase della carriera dell’attore. Dopo una serie di progetti meno fortunati al botteghino, John Wick gli permise di tornare stabilmente al cinema d’azione. La sua interpretazione venne sottolineata positivamente da diversi critici.

Un uomo che voleva soltanto vivere in pace

La particolarità di John Wick è che il protagonista non desidera inizialmente tornare a essere un assassino. Al contrario, tutto ciò che vediamo nelle prime sequenze suggerisce il tentativo di costruire una nuova esistenza.

La morte della moglie rappresenta il punto di rottura. Il cane che lei gli lascia in regalo diventa simbolicamente l’ultimo legame con quella vita. Quando anche Daisy viene uccisa, il gesto dei criminali non è soltanto un atto di violenza: rappresenta la distruzione dell’ultima possibilità di John di rimanere lontano dal proprio passato.

È proprio questa motivazione a dare al film una componente emotiva sorprendentemente forte per un action movie. Prima ancora di essere una macchina da combattimento, John Wick è un uomo in lutto.

Daisy e il cuore della storia

Il cucciolo Daisy potrebbe sembrare un semplice espediente narrativo, ma il suo ruolo è molto più importante. È il simbolo della possibilità di ricominciare dopo una perdita.

Il film dedica infatti tempo alla relazione tra John e il cane prima che la storia precipiti nella vendetta. Sono momenti relativamente tranquilli che permettono allo spettatore di comprendere cosa Wick abbia perso.

Quando Daisy viene uccisa, la reazione del protagonista non nasce soltanto dalla rabbia. È la consapevolezza che qualcuno ha distrutto deliberatamente l’ultimo regalo ricevuto dalla persona che amava.

Il Continental e la nascita di un universo

Uno degli elementi più importanti introdotti dal primo John Wick è il Continental, l’hotel riservato agli assassini e governato da regole precise. È qui che il film smette definitivamente di essere soltanto una storia di vendetta.

Il mondo criminale immaginato da Kolstad e dai registi possiede infatti una propria organizzazione: monete speciali, contratti, codici di comportamento e luoghi nei quali la violenza è regolamentata.

Il Continental diventa così uno dei simboli della saga. Ian McShane interpreta Winston, il direttore dell’hotel, mentre il suo rapporto con Wick suggerisce che dietro la storia personale del protagonista esista un universo molto più vasto.

La regia di Chad Stahelski

La formazione di Chad Stahelski nel mondo degli stunt è evidente in quasi ogni scena del film. L’azione non viene utilizzata soltanto per aumentare il ritmo: diventa parte della costruzione del personaggio.

La macchina da presa tende a lasciare respirare i combattimenti più di quanto facessero molte produzioni dell’epoca. I movimenti sono leggibili e il pubblico può comprendere la dinamica dello scontro invece di assistere a una successione di tagli rapidissimi.

Roger Ebert sottolineò proprio questo aspetto nella sua recensione, evidenziando la qualità della coreografia e l’uso relativamente contenuto della macchina da presa tremolante e del montaggio frenetico.

Gun fu: quando pistole e arti marziali si incontrano

Una delle caratteristiche più riconoscibili di John Wick è il cosiddetto gun fu, una combinazione di tecniche di combattimento ravvicinato e utilizzo delle armi da fuoco.

Wick non combatte come un personaggio tradizionale del cinema d’azione. Passa rapidamente dalla pistola al corpo a corpo, sfrutta l’ambiente circostante e continua a muoversi mentre affronta più avversari.

Questa impostazione avrebbe avuto un’influenza significativa sui successivi capitoli della saga e, più in generale, sull’estetica dell’action degli anni successivi. Il corpo dell’attore diventa parte integrante della coreografia, invece di essere nascosto dietro il montaggio.

New York come città del mito

Il film utilizza New York non soltanto come ambientazione, ma come elemento narrativo. Strade, hotel, locali notturni e spazi industriali contribuiscono a creare una città parallela nella quale il mondo criminale convive con quello quotidiano.

La fotografia di Jonathan Sela alterna tonalità fredde e ambienti più saturi, creando un contrasto tra la solitudine di Wick e il mondo sotterraneo nel quale torna a muoversi.

La città reale e quella immaginaria finiscono così per sovrapporsi. È una delle ragioni per cui il film riesce a costruire un’atmosfera riconoscibile anche quando la storia procede attraverso elementi volutamente estremi.

Willem Dafoe e il personaggio di Marcus

Accanto a Keanu Reeves compare Willem Dafoe nel ruolo di Marcus, un altro assassino legato al passato di Wick. Il rapporto tra i due aggiunge una dimensione particolare alla storia.

Marcus conosce perfettamente la reputazione di John e sembra comprenderne anche il desiderio di lasciarsi alle spalle la propria professione. La sua presenza permette quindi di mostrare un altro lato del protagonista, quello dell’uomo che apparteneva a una comunità di assassini prima di scegliere di uscirne.

Nel cast trovano inoltre spazio Michael Nyqvist, Alfie Allen, Adrianne Palicki, Ian McShane e John Leguizamo, contribuendo a costruire quel mondo criminale che sarebbe diventato progressivamente più ampio nei film successivi.

Il successo al botteghino

John Wick arrivò nelle sale americane il 24 ottobre 2014 con aspettative relativamente contenute. Nel primo fine settimana incassò circa 14,4 milioni di dollari in 2.589 sale, piazzandosi al secondo posto del box office statunitense.

Il risultato superò le previsioni più prudenti della vigilia e il film continuò a costruire il proprio pubblico anche attraverso il passaparola. Il box office mondiale arrivò a circa 86 milioni di dollari.

Non era ancora il fenomeno commerciale che sarebbe diventato il franchise, ma era sufficiente per dimostrare che quel personaggio aveva ancora molto da raccontare.

La critica scopre un nuovo action movie

La risposta della critica fu nel complesso positiva. Rotten Tomatoes riporta attualmente l’87% di recensioni positive su 224 recensioni, mentre Metacritic assegna al film un punteggio di 68 su 100.

Molti commenti dell’epoca si concentrarono sulla capacità del film di dare nuova energia a una formula conosciuta. La storia della vendetta non era certamente nuova, ma la combinazione tra coreografia, fotografia, ritmo e interpretazione di Reeves permetteva a John Wick di costruire una propria identità.

Il film dimostrava così che un action movie poteva essere contemporaneamente diretto, spettacolare e stilisticamente molto preciso.

Da film d’azione a cult

Il destino di John Wick non si sarebbe fermato al primo passaggio nelle sale. Il pubblico iniziò a riconoscere nel film qualcosa che andava oltre il semplice revenge movie.

La mitologia del Continental, la figura della Tavola Alta, le monete d’oro e il codice degli assassini sarebbero diventati progressivamente elementi centrali del franchise. Ma il primo capitolo rimane quello nel quale tutto viene introdotto con maggiore discrezione.

Il risultato è un film che può essere guardato anche indipendentemente dai sequel e che, proprio per questo, conserva una sua precisa identità cinematografica.

L’inizio della saga di John Wick

Il successo del primo film portò alla realizzazione di John Wick: Capitolo 2 nel 2017, seguito da John Wick 3 – Parabellum nel 2019 e da John Wick 4 nel 2023. Chad Stahelski ha diretto tutti e quattro i capitoli principali.

Con ogni sequel il mondo di Wick è diventato più grande, più internazionale e più complesso. Sono aumentati i personaggi, le regole, le ambientazioni e soprattutto la dimensione delle sequenze d’azione.

Ma tutto nasce da una premessa sorprendentemente semplice: un uomo che voleva essere lasciato in pace e che viene costretto a tornare nel mondo dal quale aveva cercato di fuggire.

L’eredità di John Wick

A dieci anni dall’uscita, John Wick può essere considerato uno dei film che hanno contribuito a ridefinire l’action contemporaneo. La sua influenza non deriva soltanto dal successo della saga, ma dal modo in cui ha riportato al centro della scena la coreografia fisica e la leggibilità dell’azione.

Keanu Reeves ha trasformato Wick in un personaggio immediatamente riconoscibile: poche parole, abiti impeccabili, una gestualità controllata e una capacità quasi leggendaria di sopravvivere a situazioni impossibili.

Il film ha inoltre dimostrato quanto possa essere efficace costruire un intero universo intorno a un personaggio apparentemente semplice. È da questa intuizione che sarebbe nata una delle saghe più longeve del cinema action contemporaneo.

Quando è uscito John Wick al cinema

John Wick è uscito nelle sale cinematografiche statunitensi il 24 ottobre 2014, distribuito da Summit Entertainment, società appartenente al gruppo Lionsgate. In Italia il film è arrivato invece il 22 gennaio 2015.

Il 24 ottobre 2024 ha quindi segnato il decimo anniversario della distribuzione americana del film, mentre nel 2026 il primo capitolo continua a essere il punto di partenza di una saga che ha trasformato John Wick da semplice protagonista di un revenge movie a icona riconoscibile del cinema d’azione moderno.

La sua storia comincia con un uomo che ha perso tutto. Il suo lascito cinematografico, invece, è diventato molto più grande: quattro film, un universo narrativo e un modello di action movie nel quale movimento, precisione e stile diventano parte stessa del racconto.

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