Jovanotti: il docufilm che racconta la sua vita, musica e straordinaria avventura
Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo
ROMA (ITALPRESS) – È un viaggio nella vita, nei pensieri, nei sentimenti e nella musica di Lorenzo Cherubini quello che “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti” ci regala. Il docufilm di Dario Zonta e Carlo Zoratti verrà presentato alla Festa del Cinema di Roma alle ore 21:30 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. “Gli ho dato le chiavi di casa e la prima cosa che ho detto è stata che non volevo il controllo su questo progetto perché se no il film sarebbe diventato un’altra cosa: la solita cosa mia; fate voi mi fido. Ho solo chiesto di non fare il solito documentario, la solita celebrazione” è il commento di Lorenzo su come è iniziato tutto 7 anni fa. “Detto così sembra che lo abbiamo perseguitato per tutto questo tempo – ha dichiarato Carlo Zoratti ridendo -. La cosa più difficile era trovare in noi il giusto atteggiamento perché era difficile stare nel “non sapere”: era un progetto che non aveva una fine stabilita. Non sapevamo neanche se l’avremmo terminato e se sarebbe uscito. Avremmo potuto anche abbandonarlo ma questo era l’unico modo per essere sinceri”. Il film inizia dalla fine: Lorenzo che saluta il pubblico, esce dal palco e sale sulla macchina. Lorenzo oggi. Il grave incidente in bici nel luglio del 2023.
Poi è come se si riavvolgesse il nastro e lo spettatore venisse portato nel tempo pre-Jovanotti: un bambino che nasce e cresce a Roma con i fratelli, un padre duro, una mamma depressa ed il senso di responsabilità e di protezione verso questa donna così fragile, ponendosi l’obiettivo di farla sorridere sempre. Tutto questo raccontato dalla sua voce. Dario Zonta racconta che “in 7 anni c’è stato il tempo della vita ed il tempo del cinema che qui si sono intrecciati. Abbiamo osservato Lorenzo e stabilito una relazione, una fiducia reciproca. In questo film non ci sono interviste: non abbiamo fatto domande, è stato lui che si è aperto e ci ha parlato”. Questa spontaneità del racconto è anche la parte più emozionante. “Qualche mese fa mi hanno fatto vedere la bozza del film – ha commentato Lorenzo –, mi sono commosso e divertito, perché di norma sono il padre dei miei dischi, in questo caso invece sono figlio del film. Non sapevo avessero recuperato i filmini in Super8 con papà: mi ha emozionato e disturbato, inquietato, perché è un film che mette un punto e a me i punti non piacciono. I genitori sono la chiave di tutto: ti guardi allo specchio e vedi che assomigli sempre di più a loro. Io non sono mai andato in analisi e questo film in fondo è stato un po’ come andarci. Non li ho mai visti come una coppia perché erano due pianeti distanti. Mamma era un buco nero, attraeva attorno a se la gravità degli altri in maniera tenera”. Lorenzo cresce e scopre la musica e la passione per la radio.
Passano gli anni ed arriva il successo ma purtroppo anche l’incidente che causa la morte del fratello. La vita va avanti, anche sullo schermo e Lorenzo torna a riflettere sul film: “Credo che sia di qualità a di là che lo spettatore sia un mio fan o meno. Racconta un bambino che continua ad essere sempre molto vivo in me. Io sto regredendo verso uno stato di totale infanzia in un corpo da adulto. L’ingenuità per me è un valore che coltivo. Nella nostra infanzia c’è il tesoro, c’è tutto quello che faremo dopo. I bambini sono geni: vedono le cose in modi diversi ed incredibili, poi arriva l’adolescenza, che io chiamo Vietnam, a rovinare tutto, da dove esci con blocchi e problemi. Io sono stato fortunato perché non ci sono passato: ho fatto un salto da bambino a Jovanotti”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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