Julia Roberts, l’icona di Hollywood spegne le candeline: celebriamo la carriera dell’attrice

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

Julia Roberts, l’icona di Hollywood spegne le candeline: celebriamo la carriera dell’attrice

Il 28 ottobre 1967 nasceva a Smyrna, in Georgia, Julia Roberts, una delle attrici che più hanno contribuito a definire il cinema americano degli ultimi decenni. Una carriera iniziata alla fine degli anni Ottanta e diventata presto internazionale, fino a trasformarla in una delle grandi protagoniste di Hollywood.

La sua storia cinematografica è naturalmente legata a Pretty Woman, il film del 1990 che la trasformò in una star mondiale accanto a Richard Gere. Ma fermarsi alla commedia romantica diretta da Garry Marshall significherebbe raccontare soltanto una parte della sua carriera: negli anni Roberts ha attraversato il thriller, il dramma, la commedia, il cinema corale e persino la televisione, scegliendo personaggi molto diversi tra loro.

Dal successo di Steel Magnolias all’Oscar conquistato per Erin Brockovich, passando per Notting Hill, Il rapporto Pelican, Ocean’s Eleven, Closer e Wonder, il percorso di Julia Roberts racconta anche l’evoluzione di una star capace di attraversare epoche e generi senza rimanere confinata a un’unica immagine. Nel 2025 è tornata protagonista con After the Hunt di Luca Guadagnino, ottenendo una nomination ai Golden Globe 2026.

Gli inizi e la scoperta del cinema

Julia Fiona Roberts nasce in una famiglia legata al mondo dello spettacolo. Dopo gli studi si trasferisce a New York, dove comincia a cercare le prime opportunità nel mondo della recitazione. Il debutto sul grande schermo arriva alla fine degli anni Ottanta, in una fase nella quale il suo nome è ancora lontano dall’essere quello di una star internazionale.

Tra i primi titoli importanti c’è Mystic Pizza del 1988, commedia ambientata in una pizzeria del Connecticut che permette all’attrice di attirare l’attenzione del pubblico e dell’industria cinematografica.

L’anno successivo arriva Steel Magnolias, il film di Herbert Ross nel quale Roberts recita accanto a interpreti come Sally Field, Shirley MacLaine e Dolly Parton. La sua interpretazione le vale la prima nomination agli Oscar, come migliore attrice non protagonista.

Pretty Woman e la nascita di una star

Nel 1990 arriva il film destinato a cambiare definitivamente la sua carriera. Pretty Woman, diretto da Garry Marshall e interpretato insieme a Richard Gere, diventa un enorme successo internazionale e trasforma Julia Roberts in una delle attrici più riconoscibili di Hollywood.

Il personaggio di Vivian Ward le permette di combinare ironia, vulnerabilità e una presenza scenica immediatamente riconoscibile. La commedia romantica diventa così uno dei titoli simbolo del cinema degli anni Novanta.

Per Roberts arriva anche una nomination all’Oscar come migliore attrice protagonista. La sua carriera, ormai, è entrata in una nuova fase: dopo Pretty Woman, l’attrice non è più soltanto una giovane promessa, ma una vera protagonista del cinema americano.

Gli anni Novanta tra thriller e commedie

Il successo non la porta a rimanere legata esclusivamente alla commedia sentimentale. Nei primi anni Novanta Roberts sperimenta generi differenti, dal thriller Linea mortale a A letto col nemico, passando per Hook e Scelta d’amore.

Nel 1993 arriva Il rapporto Pelican, tratto dal romanzo di John Grisham e diretto da Alan J. Pakula. Roberts interpreta una studentessa di legge coinvolta in una complessa vicenda giudiziaria e politica, accanto a Denzel Washington.

La sua filmografia continua quindi a espandersi. Nel 1996 lavora con Stephen Frears in Mary Reilly, mentre nello stesso periodo prende parte a Michael Collins e alla commedia corale Everyone Says I Love You di Woody Allen.

My Best Friend’s Wedding e il ritorno alla commedia

Nel 1997 Julia Roberts torna alla commedia sentimentale con My Best Friend’s Wedding, diretto da P. J. Hogan. Nei panni di Julianne Potter, l’attrice interpreta una donna che scopre di essere innamorata del suo migliore amico proprio quando lui sta per sposare un’altra persona.

Il film sfrutta la sua capacità di muoversi tra ironia e vulnerabilità, ma introduce anche un elemento interessante: per una volta, il personaggio interpretato da Roberts non è la classica protagonista romantica destinata necessariamente a ottenere il lieto fine.

Nello stesso anno arriva anche Ipotesi di complotto, thriller diretto da Richard Donner e interpretato insieme a Mel Gibson. Ancora una volta, Roberts dimostra di poter passare da un genere all’altro senza perdere la propria identità cinematografica.

Notting Hill e il cinema romantico

Nel 1999 arriva un altro dei titoli più celebri della sua filmografia: Notting Hill, diretto da Roger Michell e interpretato insieme a Hugh Grant.

Questa volta Roberts interpreta Anna Scott, una star del cinema che entra casualmente nella vita di William Thacker, proprietario di una piccola libreria londinese. Il film gioca proprio sul contrasto tra la celebrità di Anna e la normalità del mondo nel quale si ritrova improvvisamente coinvolta.

La pellicola diventa uno dei grandi successi romantici dell’epoca e consolida ulteriormente il rapporto tra Julia Roberts e il genere della commedia sentimentale, nel quale l’attrice aveva ormai costruito una parte importante della propria identità cinematografica.

Erin Brockovich e l’Oscar

Il nuovo millennio porta con sé uno dei ruoli più importanti della sua carriera. Nel 2000 Julia Roberts interpreta Erin Brockovich nel film diretto da Steven Soderbergh, basato sulla storia vera dell’attivista che contribuì a portare alla luce un caso di contaminazione ambientale.

Roberts costruisce un personaggio lontano dalle protagoniste romantiche che l’avevano resa famosa. Erin è diretta, combattiva, imperfetta e determinata, e il film le permette di mostrare un registro drammatico particolarmente intenso.

Nel 2001 arriva il riconoscimento più importante: Julia Roberts vince l’Oscar come migliore attrice protagonista. La stessa interpretazione le vale anche il Golden Globe.

Ocean’s Eleven e il grande cinema corale

Nel 2001 Roberts entra anche nell’universo di Ocean’s Eleven, diretto da Steven Soderbergh e costruito intorno a un cast composto da George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Andy Garcia e altri grandi nomi di Hollywood.

Il suo personaggio, Tess Ocean, è l’ex moglie di Danny Ocean e diventa parte fondamentale della complessa operazione organizzata dal gruppo. La pellicola permette all’attrice di confrontarsi con un cinema più corale e spettacolare.

Roberts torna poi nei panni di Tess nel sequel Ocean’s Twelve del 2004, mantenendo un ruolo centrale all’interno della saga.

Closer e una nuova immagine

Nel 2004 Julia Roberts cambia ancora registro con Closer, il dramma diretto da Mike Nichols e tratto dalla pièce di Patrick Marber.

Accanto a Jude Law, Natalie Portman e Clive Owen, l’attrice interpreta Anna Cameron, una fotografa coinvolta in una complessa rete di relazioni sentimentali, desideri e tradimenti.

Il film mostra una Roberts molto distante dalle commedie romantiche che l’avevano resa celebre. Il rapporto tra i quattro protagonisti viene raccontato senza semplificazioni, attraverso dialoghi duri e situazioni nelle quali l’amore si intreccia continuamente con il desiderio e la disillusione.

La televisione e The Normal Heart

Julia Roberts non ha limitato la propria carriera al cinema. Nel 2014 interpreta la dottoressa Emma Brookner nel film televisivo The Normal Heart, diretto da Ryan Murphy e tratto dall’opera teatrale di Larry Kramer.

La storia è ambientata nei primi anni dell’epidemia di AIDS e segue un gruppo di uomini e attivisti mentre cercano di attirare l’attenzione pubblica sulla crisi sanitaria e sulla discriminazione.

La performance porta Roberts a ottenere una nomination agli Emmy e contribuisce ad aprire una nuova fase televisiva della sua carriera, che proseguirà con Homecoming nel 2018 e Gaslit nel 2022.

August: Osage County e il ritorno al dramma

Nel 2013 Roberts recita accanto a Meryl Streep in August: Osage County, adattamento cinematografico dell’opera teatrale di Tracy Letts diretto da John Wells.

Il film racconta il ritorno nella casa di famiglia di tre sorelle, costrette a confrontarsi con una serie di vecchi conflitti e segreti dopo la scomparsa del padre. Roberts interpreta Barbara Weston, una donna segnata dalle tensioni della propria famiglia.

La performance le vale una nuova nomination agli Oscar, questa volta come migliore attrice non protagonista. È la quarta candidatura agli Academy Awards della sua carriera.

Wonder e il cinema per il grande pubblico

Nel 2017 Julia Roberts torna protagonista di un film capace di parlare a un pubblico molto ampio con Wonder, diretto da Stephen Chbosky e tratto dal romanzo di R. J. Palacio.

Roberts interpreta Isabel Pullman, la madre di Auggie, un bambino nato con una deformità facciale che deve affrontare il primo ingresso nella scuola dopo anni trascorsi principalmente tra le mura domestiche.

Il film mette al centro temi come famiglia, accettazione e inclusione, mostrando ancora una volta la capacità dell’attrice di passare da personaggi estremamente determinati a figure più intime e quotidiane.

Ben Is Back e le sfumature del dramma

Nel 2018 Roberts affronta un altro ruolo drammatico in Ben Is Back, diretto da Peter Hedges. L’attrice interpreta Holly Burns, una madre che si trova ad affrontare il ritorno improvviso del figlio adolescente, alle prese con una grave dipendenza.

Il film si concentra soprattutto sul rapporto tra madre e figlio e sulle emozioni contraddittorie che accompagnano il tentativo di proteggerlo senza ignorare la complessità della situazione.

La pellicola conferma una fase della carriera nella quale Roberts appare sempre più interessata a personaggi familiari e psicologicamente complessi, lontani dalla leggerezza delle sue commedie più celebri.

Il ritorno alla commedia con Ticket to Paradise

Dopo alcuni anni caratterizzati soprattutto da ruoli drammatici e televisivi, nel 2022 Roberts torna alla commedia romantica con Ticket to Paradise, diretto da Ol Parker e interpretato insieme a George Clooney.

Il film racconta la storia di due ex coniugi che si ritrovano costretti a collaborare quando la figlia annuncia di voler sposare un uomo conosciuto durante un viaggio a Bali.

La presenza di Clooney e Roberts riporta sul grande schermo quella particolare combinazione di ironia e complicità che aveva caratterizzato alcune delle grandi commedie romantiche della carriera dell’attrice.

After the Hunt e una nuova fase della carriera

Nel 2025 Julia Roberts torna sul grande schermo con After the Hunt, diretto da Luca Guadagnino e interpretato insieme ad Ayo Edebiri e Andrew Garfield.

Il film porta l’attrice in un contesto universitario e affronta una storia nella quale il rapporto tra passato e presente si intreccia con accuse, relazioni professionali e tensioni personali. La pellicola rappresenta anche un nuovo incontro tra Roberts e un cinema contemporaneo particolarmente attento alla complessità dei personaggi.

Per questo ruolo Roberts ha ricevuto una nomination ai Golden Globe 2026 come migliore attrice in un film drammatico, confermando la sua presenza nella stagione dei premi anche a distanza di molti anni dall’Oscar per Erin Brockovich.

Una carriera oltre Pretty Woman

È inevitabile che il nome di Julia Roberts venga associato a Pretty Woman. Il film del 1990 ha segnato la cultura cinematografica popolare e ha contribuito a costruire l’immagine dell’attrice come protagonista ideale della commedia romantica.

Ma la sua filmografia racconta qualcosa di molto più articolato: thriller come Il rapporto Pelican, drammi come Closer e Ben Is Back, grandi produzioni corali come Ocean’s Eleven, film familiari come Wonder e ruoli televisivi come Homecoming e Gaslit.

È proprio questa varietà ad averle permesso di attraversare decenni di cinema senza essere identificata esclusivamente con un singolo personaggio. La Julia Roberts degli anni Novanta e quella degli anni Duemila appartengono alla stessa carriera, ma raccontano due momenti differenti di un’interprete che ha continuato a cambiare.

Julia Roberts, una carriera diventata storia di Hollywood

Festeggiare il compleanno di Julia Roberts significa ripercorrere una parte importante della storia del cinema americano contemporaneo. Dai primi ruoli di Mystic Pizza e Steel Magnolias alla consacrazione di Pretty Woman, fino all’Oscar di Erin Brockovich, l’attrice ha attraversato generi, epoche e generazioni di spettatori.

Ha interpretato donne romantiche e combattive, personaggi fragili e figure determinate, protagoniste di commedie leggere e donne immerse in storie molto più dure. E negli ultimi anni ha continuato a muoversi tra cinema e televisione, dimostrando una filmografia ancora aperta a nuove direzioni.

Il 28 ottobre, quindi, non è soltanto il giorno del suo compleanno. È anche l’occasione per celebrare una carriera che, dal sorriso di Vivian Ward alla determinazione di Erin Brockovich, ha lasciato alcuni dei personaggi più riconoscibili del cinema degli ultimi decenni.

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