Kaqchikel Maya in Guatemala tutelano la loro foresta sacra attraverso la mappatura aperta.
Pubblicato il da Redazione - Green
Tecnologia e Comunità Indigene: Un Modello di Sostenibilità in Guatemala
La comunità indigena di San José Poaquil sta dimostrando come la tecnologia possa essere un alleato potente nella salvaguardia delle foreste ancestrali. Dal 2022, grazie a un progetto di mappatura aperta, i membri della comunità hanno creato mappe online che monitorano la salute del loro bosco, tenendo d’occhio incendi, deforestazione e altri atti illeciti. I Kaqchikel Maya, da tempo impegnati nella lotta per il riconoscimento del loro diritto di proprietà sulle foreste comunali, hanno finalmente ottenuto un titolo ufficiale nel 2016. Le tensioni rimangono, ma la comunità ha iniziato a ricevere compensazioni per i servizi ecosistemici che fornisce, consentendo nuovi investimenti nella protezione del territorio.
Andres “Tata” López, il sindaco locale Maya, è un esempio di come la leadership indigena possa contribuire alla gestione sostenibile delle risorse. Situata a due ore di distanza da Città del Guatemala, la foresta di San José Poaquil è una sorgente vitale d’acqua e un luogo considerato sacro dalla comunità. Gestita dalla Cofradía Ancestral Maya e dall’ufficio del sindaco, la foresta è un monumento alla conservazione ecologica e alla reforestazione, trasmessa di generazione in generazione. Un piccolo altar cerimoniale all’ingresso della foresta funge da luogo per le offerte alla natura.
Un Progetto di Mappatura Innovativo
Il progetto di mappatura aperta è iniziato nel 2022 con un gruppo di giovani volontari che hanno utilizzato la fotografia per georeferenziare 75 ettari della foresta comunale. Questi sforzi hanno permesso di documentare le caratteristiche naturali e sociali dell’area, inclusi luoghi sacri e fonti d’acqua, e di evidenziare minacce quali l’agricoltura invasiva e l’estrazione illegale di risorse. Oltre a mappare il territorio, la comunità ha potuto sviluppare un piano di gestione forestale più completo, con il supporto della Humanitarian OpenStreetMap Team (HOT), un’organizzazione non governativa.
Tra i volontari, Ángel Oswaldo Pichinya e Alice Simon sono stati pionieri nell’uso della tecnologia per monitorare la salute della foresta. “La nostra idea iniziale era stata quella di costruire un drone per rilevare problemi agricoli come la mancanza d’acqua”, spiega Pichinya. Con il tempo, il loro focus si è spostato verso la lotta contro attività illecite, come il disboscamento illegale e gli incendi boschivi.
Nel marzo 2023, i volontari hanno utilizzato droni e smartphone per scattare foto ogni 100 metri nella foresta, contribuendo a costruire la cartografia OpenStreetMap. Hanno documentato non solo gli alberi e la fauna locale, ma anche 12 fonti d’acqua e altri luoghi sacri. Questo progetto fa parte di una rete più ampia che mira a coinvolgere le comunità nella protezione degli ecosistemi e nel monitoraggio dei rischi climatici, sostenuto dal Global Facility for Disaster Reduction and Recovery della Banca Mondiale.
Le mappe svolgono un ruolo cruciale nel controllo della perdita delle foreste in questa regione. “Chimaltenango è stata duramente colpita da incendi causati intenzionalmente, collegati ai cambiamenti nell’uso agricolo”, afferma Daavid Contreras, consulente per la gestione forestale del Consiglio Nazionale delle Aree Protette del Guatemala. ”Talvolta, gli incendi trasformano le foreste in aree destinate alla coltivazione, ciò che mette a rischio l’ecosistema.”
Restaurare e Proteggere la Foresta
Una delle sfide che la comunità affronta sono gli incendi boschivi. Secondo i dati di Global Forest Watch, tra il 2001 e il 2024, San José Poaquil ha perso 67 ettari di copertura forestale a causa di incendi. Le mappe online hanno consentito alla comunità di rispondere prontamente, estinguendo gli incendi in fase iniziale. “Le mappe ci hanno permesso di individuare i punti caldi e spegnere rapidamente gli incendi”, spiega López.
Per ripristinare la foresta perduta, ogni anno la comunità pianta tra 15 e 30 ettari di alberi, ripristinando specie come querce e cipressi. La vigilanza e la ripristino sono vitali per la salvaguardia di quest’area che è stata al centro delle lotte indigene per anni. Il titolo territoriale della comunità è stato confermato dalla Corte Costituzionale nel 2016, ma rimangono tensioni sociali.
Compensazione per la Gestione Ambientale
“Il nostro lascito per il futuro è avere giovani che possano continuare a prendersi cura della nostra foresta comunale utilizzando la tecnologia”, afferma López. La mappatura ha anche aperto la strada a piani di gestione forestale e culturale, che consentiranno agli abitanti di ricevere compensazioni per i servizi ecosistemici, come pattugliamenti e controllo delle attività illecite.
I fondi di compensazione, previsti tra luglio 2025 e aprile 2026, saranno destinati a potenziare le attività di monitoraggio e sorveglianza delle aree colpite dai incendi o degradate dall’uso forestale. La comunità ha già idee ambiziose per utilizzare questi fondi, inclusa la costruzione di sensori acustici basati su intelligenza artificiale contro il disboscamento illegale.
Questa iniziativa innovativa rappresenta un passo importante per garantire la sostenibilità e la protezione delle foreste ancestrali, creando un modello replicabile per altre comunità indigene in tutto il mondo.
Fonti: Humanitarian OpenStreetMap Team, Global Facility for Disaster Reduction and Recovery, Global Forest Watch.
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