La bellezza dell’imperfezione: perché il volto vero sta tornando protagonista (pagina 3)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna
Il problema dei filtri non riguarda soltanto le fotografie pubblicate online. Quando un’immagine modificata diventa familiare, il rischio è iniziare a considerarla come il riferimento con cui confrontare il proprio volto reale.
La ricerca sui filtri AR pubblicata nel 2026 mostra come, nell’arco di un decennio, le tecnologie di modifica del viso siano diventate sempre più sofisticate e difficili da riconoscere. Questo rende ancora più sottile il confine tra immagine reale e immagine costruita.
Riscoprire la bellezza dell’imperfezione non significa quindi rifiutare il trucco, la skincare o la medicina estetica. Significa soprattutto distinguere tra il desiderio di prendersi cura di sé e quello di correggere continuamente la propria immagine per avvicinarla a un modello digitale.
Anche il tempo può diventare parte della bellezza. Un viso che cambia, i capelli che diventano più chiari, una pelle che acquisisce nuove caratteristiche raccontano una storia personale che nessun filtro può realmente sostituire.
Forse la nuova eleganza consiste proprio in questo: non avere necessariamente un volto perfetto, ma un volto nel quale continuare a riconoscersi.