La conservazione significativa richiede verità, non solo dati, afferma l’ecologo politico.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

La conservazione significativa richiede verità, non solo dati, afferma l’ecologo politico.

Il Potere Politico e Ambientale nel Mondo Moderno

Le politiche e le persone che governano il rapporto tra umanità e natura sono sempre più dominate da una ristretta élite di entità politiche e aziende, secondo quanto afferma Bram Buscher, ecologo politico dell’Università di Wageningen nei Paesi Bassi. Questo potere, sostiene, è concentrato su piattaforme che non hanno alcun legame con la verità, ma servono solo a massimizzare i profitti. Comprendere questa dinamica di potere e affrontarla è essenziale per il successo del movimento ambientale.

Buscher afferma: “Se continui a fare le stesse cose senza considerare le cause profonde e le strutture di potere, potrai usare termini come soluzioni basate sulla natura o servizi ecosistemici, ma non sfiderai realmente le strutture di potere da cambiare”. La struttura a cui si riferisce è quella del “capitalismo delle piattaforme”. Compiti che un tempo erano svolti attraverso diverse opzioni sono ora controllati da aziende tecnologiche. Queste aziende hanno monopolizzato piattaforme, inclusi social media e intelligenza artificiale, prediligendo la raccolta dati piuttosto che un sincero coinvolgimento dei cittadini. Questo rende difficile per il messaggio del movimento ambientale trovare un pubblico aperto. In alcuni casi, le persone non riescono più a distinguere il reale dal falso.

L’importanza della Verità e della Struttura Politica nel Movimento Ambientale

“Se non comprendiamo come funziona il potere… inclusi i poteri autoritari… non possiamo superarlo né comunicarne la verità”, evidenzia Buscher. Egli sostiene che gli ambientalisti e le ONG devono essere più audaci. Nonostante l’aumento delle aree protette, le estinzioni di fauna selvatica continuano. Questo avviene perché la società umana non ha affrontato le cause politiche alla base di un’estinzione senza precedenti, spesso definita “sesta estinzione di massa”.

Negli ultimi 60 anni, le aree protette sono aumentate notevolmente: si è passati dall’1% al 16%-17%. Le organizzazioni di conservazione, come WWF e Conservation International, sono cresciute enormemente. Paradossalmente, il problema dell’estinzione è peggiorato nello stesso periodo. Buscher include un’interessante metafora olandese: “È come pulire il pavimento con i rubinetti aperti”, sottolineando la necessità di agire sulle cause profonde anziché limitarsi a interventi superficiali.

La necessità di una trasformazione strutturale è quindi evidente. Secondo Buscher, le strategie adottate finora non affrontano le problematiche radicate nel sistema economico attuale. Creare strutture pubbliche che siano al servizio della comunità piuttosto che del profitto privato è cruciale per ritornare al centro del discorso ambientale.

Inoltre, i dati mostrano come la popolazione della fauna selvatica sia diminuita mediamente del 73% tra il 1970 e il 2020, nonostante l’aumento delle aree protette. È ora di abbandonare le politiche a breve termine e affrontare le questioni in modo più profondo e significativo.

Fonti:

  1. Buscher, B., Dempsey, J., Lau, J., Margulies, J., & Massarella, K. (2025). “The value of political ecology in biodiversity conservation”. Nature Reviews Biodiversity, 1(10), 622-626. doi:10.1038/s44358-025-00085-2
  2. WWF (2020). Rapporto sull’habitat: La nostra Terra.

La vera sfida consiste nel riconoscere che le forze dietro la conservazione e la sostenibilità sono in continua evoluzione. Questo richiede una riflessione critica sulle pratiche attuali e un’analisi delle strutture di potere che governano le decisioni ambientali. Parlare la verità al potere implica affrontare le questioni centralizzate nella società contemporanea, comprese quelle legate al capitalismo delle piattaforme e alla sorveglianza.

È fondamentale che movimenti e organizzazioni di conservazione non solo continuino a proteggere l’ambiente, ma cerchino anche di riformare le strutture di potere che perpetuano l’ingiustizia sociale ed ecologica. Le prossime generazioni devono essere dotate delle competenze e della consapevolezza necessarie per affrontare queste sfide.

Link utili:

Agire ora significa prendere parte attivamente a un cambiamento positivo, incrementando la consapevolezza e l’impegno verso politiche realmente efficaci. La conservazione non è solo una questione ambientale, è anche sociale e politica; pertanto, bisogna adottare un approccio integrato e collaborativo per affrontare le sfide future.

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