“La grazia” di Sorrentino arriva il 15 gennaio in 500 cinema italiani
Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo
ROMA – Il prossimo 15 gennaio arriverà nelle sale italiane “La grazia”, il nuovo film del premio Oscar Paolo Sorrentino, proiettato in 500 cinema. La pellicola, presentata a Roma, vede protagonisti Toni Servillo e Anna Ferzetti e si caratterizza per un approfondito dialogo su tematiche legate al diritto e alla politica.
Il rapporto di Paolo Sorrentino con la politica e il diritto
Paolo Sorrentino ha spiegato che la scrittura dei dialoghi di “La grazia” nasce da una sua passione personale per il diritto: “Sono sempre stato un grande appassionato di diritto, per questo mi è venuto naturale scrivere le numerose scene in cui i personaggi interpretati da Toni Servillo e Anna Ferzetti si confrontano sulla materia. C’è stato anche un importante lavoro di documentazione” ha dichiarato il regista. Dal film emerge un legame forte con una concezione della politica più antica, intesa come vocazione fondata sui valori di responsabilità, frugalità e rinuncia, valori oggi in larga parte dispersi.
Il regista ha inoltre espresso il suo attuale rapporto disilluso con il mondo politico contemporaneo, sottolineando la nostalgia per quelle figure che vedevano la politica come un servizio più che come un’opportunità personale. “Questo sentimento, abbastanza diffuso tra la mia generazione, appare oggi poco rappresentato,” ha aggiunto.
Il protagonista e temi centrali del film
Il personaggio principale, Mariano De Santis, interpretato da Toni Servillo, non è basato su figure politiche specifiche come il Presidente Mattarella: “Anche Scalfaro aveva una figlia, la formazione giuridica e la fede cattolica sono caratteristiche comuni a molti Presidenti della Repubblica. Il mio personaggio deriva da più figure integrate e ha preso vita autonoma nel corso della scrittura” ha spiegato Sorrentino.
Un tema importante affrontato nel film è quello del fine vita. Il regista ha voluto sottolineare che, sebbene non fosse il motivo principale del progetto, sarebbe felice se la pellicola potesse riaccendere il dibattito su questa questione, di enorme rilevanza sociale. Riguardo all’epoca contemporanea ha commentato: “Viviamo in un’epoca in cui la corsa verso la volgarità sembra non avere freni”.
Al lancio ufficiale del film ha partecipato Alessandro Saba, CEO di Fremantle Italia, che ha annunciato il rinnovo del rapporto esclusivo con Sorrentino per i prossimi anni, sottolineando il valore artistico e umano di questa collaborazione: “Quando riceviamo un suo testo da leggere è la giornata più bella del mese”, ha affermato.
Anna Ferzetti, nel ruolo della figlia del Presidente, ha condiviso la propria esperienza lavorativa: “Il processo è stato molto spontaneo. La parte più complessa e compressa mi ha toccata profondamente perché rispecchia la mia femminilità”. Ha aggiunto che il percorso di crescita del suo personaggio, che si riconosce “rotta dentro” grazie anche al rapporto con il padre, ha rappresentato una sfida personale intensa.
Anna Ferzetti ha descritto i dialoghi scritti da Sorrentino come “estremamente chiari”, lasciando comunque spazio alla libertà degli attori e della scena. Ha osservato inoltre che nel film si parla anche di amore per la legge e ha sottolineato il rapporto padre-figlia: “Si dicono ‘ti amo’ parlando di diritto”. Infine, ha espresso la speranza che “La grazia” venga visto da molti politici, per stimolare una riflessione profonda.
Toni Servillo ha ricordato di aver letto la sceneggiatura diversi anni fa, ancor prima di girare “Parthenope”. L’attore ha trovato affascinante la psicologia del personaggio, che intreccia dimensioni di tempo, memoria e responsabilità individuale, rendendolo originale ed efficace, soprattutto se si pensa che il protagonista è un Capo dello Stato.
Servillo ha elogiato Sorrentino come uno straordinario creatore di immagini ma anche come un grande dialoghista e sceneggiatore: “Per un attore è una vera prateria in cui muoversi con entusiasmo”. La sfida più grande è stata rendere credibile fin dal primo minuto un Presidente che deve mostrare la sacralità istituzionale ma anche la fragilità umana, specialmente in un’epoca in cui la satira politica spesso si riduce a burletta.
“La grazia” si presenta quindi come un’opera che unisce forza narrativa, riflessione sui valori politici e umani e un approfondito studio del linguaggio giuridico. Il film inviterà il pubblico a confrontarsi con temi attuali e universali.
Fonti ufficiali: ITALPRESS, Cineuropa, Film.it.
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