La legge a favore dei contadini boliviani: rischio di aumentare l’accaparramento fondiario.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

La legge a favore dei contadini boliviani: rischio di aumentare l’accaparramento fondiario.

Riforma agraria in Bolivia: opportunità o minaccia per i piccoli agricoltori?

A partire da aprile, una nuova legge sulla riforma agraria in Bolivia ha aperto la possibilità per i piccoli agricoltori di ridefinire la classificazione dei loro terreni, permettendo così di utilizzare le loro proprietà come garanzia per prestiti bancari. Tuttavia, questo cambiamento comporta la perdita della protezione contro espropri forzati, preoccupando molti critici che avvertono del potenziale rischio di un’ulteriore concentrazione della terra nelle mani di grandi aziende. Le recenti proteste degli indigeni hanno fatto emergere le preoccupazioni riguardanti l’impatto di questa legge in una regione già colpita da alti tassi di deforestazione.

Le nuove disposizioni legislative potrebbero facilitare la divisione e la vendita delle proprietà da parte dei grandi proprietari terrieri, accelerando così lo sviluppo e il disboscamento di aree vulnerabili. Il mese scorso, varie organizzazioni indigene hanno intrapreso una marcia dalla regione di Pando fino alla capitale, La Paz, per esercitare pressione sul governo affinché abolisca la legge.

Implicazioni della legge sulla riforma agraria

La riforma punta ad ampliare le opportunità economiche per i piccoli agricoltori, ma le voci di dissenso avvertono che potrebbe esporre le famiglie rurali e indigene a sgomberi e favorire l’espansione delle grandi imprese agricole. La nuova legge consente di riclassificare i terreni, permettendo così agli agricoltori di ottenere prestiti bancari e avviare attività commerciali. Tuttavia, tale riclassificazione implica la perdita di diritti che proteggevano queste famiglie dall’esproprio, aumentando il rischio di acquisti da parte di grandi aziende agricole.

Il malcontento è particolarmente forte nelle regioni di Santa Cruz e Beni, note per le loro elevate percentuali di deforestazione, principalmente causate da grandi operatori agroalimentari. Una coalizione di 11 gruppi ambientalisti e di sviluppo della terra ha criticato la legge, affermando che Bolivia necessita di politiche che rafforzino lo sviluppo rurale con giustizia, piuttosto che normative che indeboliscano i diritti e mettano a rischio il territorio. La legge attuale differenzia tra diverse categorie di proprietà: le terre “piccole” sono considerate una fonte di sussistenza e non un bene economico, mentre le terre “medie” possono essere trasferite, vendute e ipotecate, ma richiedono di soddisfare specifici requisiti economici.

Il nuovo regolamento rende più semplice la riclassificazione delle proprietà da “piccole” a “medie”, richiedendo solo una semplice richiesta scritta. Secondo la legge, l’Istituto Nazionale della Riforma Agraria deve completare questa richiesta gratuitamente entro dieci giorni. Le autorità sostengono che la riforma offre maggiore libertà ai piccoli proprietari e facilita l’accesso a finanziamenti finalizzati alla modernizzazione delle loro attività agricole.

Critici della legge, però, avvertono che essa svuota le protezioni contro gli sfratti e contribuisce alla deforestazione da parte delle grandi corporazioni agroalimentari. “Queste politiche vanno contro la sovranità e la dignità del popolo boliviano”, hanno dichiarato diverse organizzazioni indigene e rurali, sottolineando che si sta cercando di modificare un regime di proprietà terriera faticosamente costruito nel tempo.

Resistenza e mobilitazione indigena

Nel 2022, il Bolivia ha registrato la seconda più alta perdita di foreste tropicali primarie a livello mondiale, con oltre 620.000 ettari distrutti, principalmente nelle regioni orientali come Santa Cruz. Queste terre, colpite da incendi e acquisti aggressivi dallo zootecnia industriale, sono cruciali per la biodiversità e la sostenibilità dell’area. I criticit della legge avvertono che gran parte dei piccoli proprietari terrieri potrebbe non essere in grado di convertire i loro terreni in classificazioni superiori, mentre i grandi proprietari di terre potrebbero approfittare della situazione per facilitare ulteriori acquisti.

La mobilitazione delle comunità indigene da Pando a La Paz ha un grande significato simbolico e pratico, poiché stanno richiamando i rappresentanti del governo a garantire il rispetto dei diritti e delle usanze delle comunità locali. La Confederazione dei Popoli Indigeni dell’Est della Bolivia (CIDOB) sta lavorando a modifiche alla legge per bilanciare la protezione dei territori indigeni con i diritti dei produttori agricoli.

L’azione dei movimenti indigeni ha attirato l’attenzione sul possibile impatto violento della legge sulle comunità più vulnerabili, che chiedono che venga garantito un processo di approvazione libero, previo e informato. Alcuni parlamentari hanno già presentato ricorsi legali contro la legge, contestando la sua costituzionalità in virtù della mancanza di questo processo. I rappresentanti delle comunità, tuttavia, non sono soddisfatti dagli sviluppi e continuano a vigilare nella capitale fino a quando la legge non sarà abrogata.

Per ulteriori informazioni sulla questione, puoi consultare fonti ufficiali come quelli forniti da Mondabay o dalle autorità governative boliviane.

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Le attuali sfide in Bolivia richiedono quindi un’analisi approfondita e una strategia che possa bilanciare le esigenze di sviluppo economico con la tutela dei diritti delle comunità indigene e il rispetto dell’ambiente.

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