La pelle ha una memoria? Che cosa si porta dietro dopo anni di sole, stress e infiammazioni (pagina 2)

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Beauty

La pelle ha una memoria? Che cosa si porta dietro dopo anni di sole, stress e infiammazioni (pagina 2)

Tra i principali responsabili dei cambiamenti cutanei c’è la radiazione ultravioletta. L’esposizione al sole contribuisce alla produzione di vitamina D, ma quella eccessiva o non protetta provoca danni alle cellule e alle strutture che mantengono la pelle elastica e compatta.

I raggi UVA penetrano relativamente in profondità e contribuiscono alla degradazione del collagene e dell’elastina, le proteine che sostengono la cute. Gli UVB sono particolarmente coinvolti nelle scottature e nei danni diretti al DNA. Entrambi partecipano, con modalità differenti, al fotoinvecchiamento, che può manifestarsi con rughe, macchie, colorito irregolare e perdita di elasticità.

Il fatto che una scottatura scompaia non significa che ogni conseguenza biologica sia stata annullata. I danni possono accumularsi e diventare evidenti anche molto tempo dopo. Per questo la prevenzione non riguarda soltanto l’estate o le giornate in spiaggia: la protezione solare quotidiana, soprattutto sulle zone esposte, contribuisce a limitare ulteriori danni.

Anche le infiammazioni ripetute possono lasciare segni. Acne, dermatiti e irritazioni possono provocare alterazioni della pigmentazione, in particolare nelle pelli più predisposte. Le macchie che rimangono dopo un brufolo, per esempio, non sono necessariamente cicatrici: possono essere forme di iperpigmentazione post-infiammatoria, che richiedono tempo per attenuarsi.

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