La rapida crescita del BNPL preoccupa: ecco perché dovremmo prestare attenzione.
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
Preoccupazione per l’Economia: Le Riflessioni di Nigel Morris
Quando Nigel Morris esprime preoccupazione per l’economia, è fondamentale ascoltarlo. Co-fondatore di Capital One, Morris ha rivoluzionato il prestito ai mutuatari subprime, creando un impero basato sulla comprensione della pressione finanziaria che gli americani affrontano. Ora, come investitore anticipato in Klarna e altre aziende di “compra ora, paga dopo” (BNPL), osserva una situazione che lo inquieta.
“Vedere che le persone utilizzano i servizi BNPL per comprare beni così essenziali come la spesa,” ha affermato Morris durante il Web Summit a Lisbona, “sembra un chiaro segno che molti stanno lottando.”
Le statistiche confermano il suo disagio. Secondo Empower, i servizi BNPL hanno raggiunto 91,5 milioni di utenti negli Stati Uniti, con il 25% di loro che li usa per finanziare la spesa, secondo i dati rilasciati da Lending Tree. Non si tratta di acquisti discrezionali, ma di necessità quotidiane, e i tassi di insolvenza sono in aumento.
I Problemi Nascosti del Settore BNPL
Questo non è solo un problema di finanza al consumo, ma un campanello d’allarme per l’intero ecosistema fintech sostenuto da venture capital. Ricorda i segnali di allerta che hanno preceduto il crollo finanziario del 2008, ma con una differenza importante: la situazione è in gran parte invisibile. La maggior parte dei prestiti BNPL non è segnalata alle agenzie di credito, creando quella che i regolatori definiscono “debito fantasma”. Questo significa che i creditori non sanno se qualcuno ha contratto diversi prestiti BNPL su più piattaforme, rendendo il sistema creditizio cieco.
Morris ha sottolineato: “In un mondo in cui un fornitore di BNPL non controlla i dati delle agenzie di credito né li fornisce, è ignaro del fatto che una persona possa aver preso 10 prestiti in una settimana.”
I dati disponibili sono preoccupanti. Un rapporto pubblicato dalla Consumer Financial Protection Bureau (CFPB) ha rivelato che circa il 63% dei mutuatari ha contratto più prestiti contemporaneamente nel corso dell’anno, mentre il 33% ha preso prestiti da più fornitori di BNPL. L’analisi indica che nel 2022, un quinto dei consumatori con un profilo di credito ha finanziato almeno un acquisto con un prestito BNPL.
Il profilo del mutuatario è allarmante: nel 2022, quasi due terzi avevano punteggi di credito più bassi, con approvazioni per candidati subprime del 78%. Anche se il mercato BNPL non rappresenta una minaccia sistematica come quella della crisi dei mutui del 2008 — essendo misurato in centinaia di miliardi e non trilioni — la mancanza di visibilità su questo debito è allarmante, soprattutto considerando che si concentra tra i mutuatari già stressati.
Data l’attuale situazione economica, con l’aumento dell’occupazione che non ha compensato del tutto l’inflazione tra il 2021 e il 2023, i segnali di stress economico, come morosità nei prestiti auto e disoccupazione a lungo termine, continuano a deteriorarsi. Questo evidenzia quanto sia urgente monitorare la situazione.
Il cambio di normativa ha influenzato la raccolta dei dati. Durante l’amministrazione Biden, la CFPB ha cercato di trattare i prestiti BNPL come acquisti con carta di credito, ma l’amministrazione Trump ha invertito questa direzione. Di recente, la CFPB ha dichiarato di non prioritizzare l’applicazione di regole più rigorose.
Morris ha espresso la sua preoccupazione riguardo la mancanza di trasparenza nel settore BNPL, chiedendosi se le aziende stiano contribuendo a far cadere le persone in un ciclo di debito. “È una questione molto, molto difficile da rispondere,” ha detto. Morris ha introdotto il “test della mamma”, un principio etico per valutare se un prodotto è appropriato per il pubblico.
In effetti, tutte queste pratiche portano a un’evidente trasformazione del sistema finanziario, con aziende che, inizialmente non legate al settore, entrano nel mercato dei servizi finanziari, portando con sé potenziali rischi maggiori senza regolamentazione adeguata.
Morris avverte che il prossimo passo potrebbe essere una crisi BA-2B, poiché le aziende iniziano a utilizzare servizi BNPL. I dati indicano che, quando le piccole imprese accedono al BNPL, il loro spending aumenta mediamente del 40%, ma questo può portare a una spirale indebitamento ulteriore.
La situazione è aggravata dall’acquisto di portafogli di prestiti BNPL da parte di investitori come Elliott Advisors e KKR, una pratica che ricorda il crollo del 2008. La questione centrale è che gran parte di questo debito non è tracciato, esponendo l’intero sistema a rischi significativi.
In questo contesto, il vero pericolo non è il debito BNPL in sé, ma le conseguenze a catena che può innescare. La Federal Reserve ha avvisato che i rischi sistemici derivano dai “comportamenti di spillover” su altri prodotti di credito al consumo.
La vera sfida, come ha detto Morris, è se i regolatori agiranno prima che la situazione diventi insostenibile. Con l’attenzione rivolta a settori come l’AI, il problema del BNPL continua a crescere in silenzio, mettendo a rischio non solo i mutuatari vulnerabili ma l’intero sistema economico.
Fonti ufficiali: [CFPB](https://www.consumerfinance.gov), [Empower](https://empower.com), [Lending Tree](https://www.lendingtree.com)
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