La scoperta del più grande nido di tartaruga al mondo grazie a uno studio con droni.

Pubblicato il da Redazione - Green

La scoperta del più grande nido di tartaruga al mondo grazie a uno studio con droni.

Un’importante scoperta nella conservazione delle tartarughe

Ricercatori specializzati nello studio delle tartarughe fluviali più grandi del mondo, una specie sudamericana che può raggiungere quasi un metro di lunghezza, hanno identificato la più estesa aggregazione di nidificazione mai registrata. Utilizzando droni per condurre un monitoraggio della popolazione nella parte occidentale dell’Amazzonia brasiliana, gli scienziati hanno scoperto un’area di nidificazione della tartaruga fiume gigante sudamericana (Podocnemis expansa) contenente all’incirca 41.000 femmine adulte. Questo sito di nidificazione si trova sulla più grande spiaggia di sabbia del fiume Guaporé, che segna il confine tra Brasile e Bolivia.

“Sapevamo che questa zona era importante, ma non avevamo un quadro completo delle sue dimensioni,” ha dichiarato Camila Ferrara, coautrice dello studio e specialista in tartarughe per la Wildlife Conservation Society. Questo dato rappresenta un importante risultato per la conservazione della specie, che è attualmente minacciata.

Strategie innovative per il monitoraggio

Ferrara ha sottolineato come il monitoraggio effettuato sia un sottoindice rispetto alla popolazione totale di tartarughe presenti nella regione, poiché non sono stati considerati altri cinque piccoli arenili vicini, né sono stati inclusi i maschi o i giovani. L’analisi ha rivelato che la popolazione di tartarughe nella zona è in crescita dal 2014, un successo attribuibile al programma di conservazione delle tartarughe del fiume Amazzonia del governo brasiliano, in collaborazione con le comunità locali.

Per questo studio, i ricercatori hanno testato tre diversi metodi di conteggio delle tartarughe. Utilizzando solo il monitoraggio a terra, sono state contate circa 16.000 tartarughe. Con l’uso esclusivo di droni, il conteggio è salito a quasi 79.000, con la possibilità di contare alcune tartarughe più volte mentre si muovevano sulla sabbia. La terza metodologia, sviluppata dagli scienziati, ha portato a una stima più accurata di 41.000, combinando il tracciamento a terra con i droni in un sistema a zig-zag.

I risultati ottenuti hanno rilevanza per scienziati e ricercatori che monitorano le fluttuazioni delle popolazioni di tartarughe, permettendo loro di valutare se le minacce stiano crescendo o se gli sforzi di conservazione stiano dando i risultati sperati. “Queste popolazioni sono fortemente minacciate dal commercio illegale,” ha evidenziato Ferrara, facendo riferimento a due recenti operazioni di polizia nello stato dell’Amazonas, dove sono stati sequestrati oltre 450 esemplari di tartarughe nel mese di agosto 2025.

Il declino delle popolazioni di tartarughe fluviali rischia di compromettere la sicurezza alimentare delle comunità fluviali. La carne di tartaruga ha storicamente rappresentato una componente fondamentale della dieta locale per millenni. Uno studio archeologico condotto nel 2015 ha evidenziato come la carne di tartaruga fosse più diffusa nelle diete amazzoniche 7.000 anni fa rispetto ai mammiferi, posizionandosi al secondo posto dopo il pesce.

Ferrara ha affermato che se non si intraprenderanno azioni concrete, queste creature potrebbero scomparire, poiché in molte aree i loro numeri sono già in diminuzione. “Sappiamo che l’assenza di intervento comporterebbe la loro estinzione,” ha aggiunto, richiamando la necessità urgente di preservare questa specie per il suo valore ecologico e culturale.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti, è possibile consultare fonti ufficiali come la Wildlife Conservation Society e studi accademici pubblicati su riviste dedicate alla conservazione della biodiversità.

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