La scuola è comunità, non caserma: basta sanzioni e conflitti per la carriera.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Contratto Collettivo Nazionale Scuola: Evoluzioni e Prospettive
La quadratura del cerchio riguardante la parte economica del Contratto Collettivo Nazionale 2025/27 dedicato a Scuola, Università e Ricerca è stata raggiunta in tempi record. I sindacati di categoria, attraverso brevi incontri, sono riusciti a stabilire un accordo definitivo il 1° aprile scorso. Per la componente normativa, invece, il primo incontro è programmato per il 22 aprile, ma sembrerebbe necessario un numero significativamente maggiore di incontri per trovare un’intesa, con possibili divergenze anche con l’Aran. Questo è quanto suggerisce Vito Carlo Castellana, leader della Gilda degli Insegnanti, durante le interviste dopo l’intesa economica.
Alla Tecnica della Scuola, Castellana ha sottolineato tre questioni fondamentali. In primo luogo, si oppone all’idea del middle management, almeno fino a quando non ci saranno stipendi dignitosi per gli insegnanti. In secondo luogo, è necessario modificare chi si occupa delle sanzioni disciplinari del personale scolastico, in particolare verso i docenti. Infine, vi è la richiesta di fermare progetti a lungo termine che spesso prendono il posto della didattica.
Le Proposte della Gilda degli Insegnanti
“Non si può parlare di carriera docente creando una guerra tra poveri”, afferma Castellana. È essenziale fornire risorse adeguate per garantire stipendi dignitosi per tutti. Il sindacalista sottolinea che la scuola non deve essere intesa come un ambiente militarizzato; al contrario, uno dei suoi punti di forza è la collegialità, manifestata attraverso organi democratici come il Consiglio d’Istituto e il Collegio dei Docenti.
Castellana ha anche richiamato l’attenzione su questioni cruciali che saranno discusse nell’incontro con l’Aran, a partire dalla terza decade di aprile. Tra questi, emerge la problematica delle sanzioni disciplinari, un aspetto che, a suo dire, attualmente non funziona come dovrebbe. In particolare, suggerisce che anziché centralizzare il ruolo del dirigente scolastico, chi guida il processo disciplinare dovrebbe essere un organismo terzo, come un consiglio superiore della docenza.
“Il dirigente accusa e giudica, ma spesso il suo giudizio non è oggettivo”, avanza Castellana. La questione è di grande importanza per la comunità docente e il futuro della gestione disciplinare nelle scuole italiane.
Castellana esprime preoccupazioni anche riguardo alla direzione che sta prendendo l’insegnamento. Secondo lui, la scuola italiana ha smesso di concentrarsi sull’insegnamento delle materie tradizionali, trasformandosi in un “progettificio.” Parlare di educazione civica, con sole 33 ore annuali a scapito delle altre discipline, è per lui un segnale preoccupante di questa deriva. In molte scuole, afferma, questa situazione è diventata una vera e propria farsa.
“Chi insegna sa che tutti questi progetti sono spesso autoreferenziali”, commenta. “Dobbiamo tornare a enfatizzare lo studio delle materie fondamentali e ripristinare l’importanza della cultura della socialità all’interno delle scuole.” Questa rivendicazione è cruciale per ricollocare l’attenzione su un sistema educativo che sia realmente efficace e rispondente alle esigenze delle nuove generazioni.
La posizione della Gilda degli Insegnanti evidenzia la necessità di un rinnovamento profondo nel sistema scolastico italiano. La proposta di un consiglio superiore per le sanzioni disciplinari sottolinea l’importanza di garantire un trattamento equo e trasparente ai docenti, mentre il richiamo a rimanere fedeli alle materie tradizionali è un invito a non perdere di vista il valore della formazione accademica.
Le parole di Castellana mettono in luce una realtà complessa, in cui è fondamentale affrontare questioni economiche e normative con coerenza e attenzione. La comunità educante necessita di un ambiente di lavoro dignitoso e di strumenti adeguati per affrontare le sfide dell’insegnamento moderno.
Alla luce delle spunti emersi, sarà interessante osservare come proseguiranno i negoziati e quali effetti avranno sulla professione docente e sull’intero sistema scolastico. Le aspettative sono alte, e il desiderio di un cambiamento significativo è palpabile tra gli insegnanti.
Per ulteriori approfondimenti, si consiglia di consultare fonti ufficiali come il Ministero dell’Istruzione e le piattaforme sindacali, dove è possibile seguire gli sviluppi delle trattative e le posizioni ufficiali dei rappresentanti degli insegnanti.
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