La scuola non è un secondo lavoro: paragone con la medicina.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Il dilemma dei docenti precari

Il mondo dell’insegnamento in Italia vede molti docenti precari lottare per ottenere una posizione stabile, mentre alcuni assumono il ruolo di insegnante come un semplice lavoro di ripiego. Angelica Lo Porto, docente precaria di Livorno, si interroga su questa disparità. Con il desiderio di dedicarsi interamente all’insegnamento, si scontra con un sistema di reclutamento che presenta molte distorsioni.

Il sistema di reclutamento e le critiche di Angelica Lo Porto

Ai microfoni della Tecnica della Scuola, Angelica critica aspramente il sistema di reclutamento attuale. Il conseguimento della specializzazione sul sostegno solo per ottenere un ruolo e le valutazioni arbitrarie durante l’anno di prova sono solo alcune delle sue lamentele. La costante variazione delle regole nei concorsi trasforma l’accesso alla cattedra in una questione di fortuna anziché di merito.

Nonostante la sua disoccupazione attuale e il rifiuto di contratti a tempo indeterminato in altri settori, Angelica non si arrende al suo sogno di insegnare per tutta la vita. La guerra tra poveri instaurata dal sistema attuale impone ai docenti aspiranti di trasferirsi lontano da casa per accumulare punteggio, penalizzando chi come lei non può permettersi di spostarsi per ragioni personali o di salute. Questa situazione, oltre a trascurare i bisogni degli studenti, mette in secondo piano la priorità della continuità didattica e della stabilità emotiva che solo un insegnante presente può garantire.

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