La Sicilia guarda agli Usa, Tamajo “Non aspettiamo il mondo, gli andiamo incontro”

La Sicilia guarda agli Usa, Tamajo “Non aspettiamo il mondo, gli andiamo incontro”

La Sicilia guarda agli Usa, Tamajo “Non aspettiamo il mondo, gli andiamo incontro”

di Stefano Vaccara


NEW YORK (USA) (ITALPRESS) – Portare più imprese siciliane negli Stati Uniti, ma anche attrarre investimenti americani nell’Isola. È il doppio binario della nuova strategia di internazionalizzazione della Regione Siciliana presentata a New York nella sede dell’ICE, durante un incontro ospitato dalla direttrice dell’Agenzia ICE per gli Stati Uniti, Erica Di Giovancarlo, con l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo e il Console Generale d’Italia a New York Giuseppe Pastorelli. “Essere qui non significa soltanto presentare le nostre eccellenze, significa raccontare un percorso che la Regione Siciliana sta portando avanti per accompagnare le imprese sui mercati internazionali“, ha spiegato Tamajo. Nel 2026, ha ricordato, la Regione ha già accompagnato all’estero 270 imprese agroalimentari, oltre a decine di aziende dell’artigianato, moda, nautica e sistema casa. “Non chiediamo alle nostre imprese semplicemente di andare all’estero. Vogliamo metterle nelle condizioni di farlo con strumenti, relazioni e opportunità concrete“. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Regione, ministero degli Esteri e ICE. New York e gli Stati Uniti sono stati scelti come uno dei punti di partenza di una strategia che non riguarda soltanto l’agroalimentare. “Il nostro obiettivo non è soltanto aumentare le esportazioni – ha sottolineato Tamajo – ma creare le condizioni per attrarre investimenti, partnership e nuove opportunità verso la Sicilia”.

Il messaggio finale dell’assessore: costruire “una Sicilia che non aspetta il mondo, ma che va incontro al mondo”. Pastorelli ha ricordato come il percorso sia nato circa un anno fa per volontà del ministro Antonio Tajani e del presidente della Regione Siciliana, indicando negli Stati Uniti un mercato strategico per l’export italiano. Ma ha insistito anche sulla dimensione culturale dell’iniziativa: “L’Italia è fatta di territori, questa è la nostra forza”, territori capaci di esprimere “un’identità culturale, una lingua, un attaccamento ai valori e una forza d’impresa che siamo orgogliosi di portare all’estero”.

All’incontro sono intervenuti anche imprenditori che rappresentano il legame economico e culturale tra Sicilia e America, tra cui Manfredi Barbera, Bilena Settepani e altri protagonisti della ristorazione e dell’importazione di prodotti siciliani negli Stati Uniti. Settepani, nata a New York da famiglia siciliana, ha raccontato come nella sua attività di pasticceria e ristorazione continui a utilizzare prodotti dell’Isola: “Quella qualità fa la differenza”. Portare avanti quelle tradizioni, ha spiegato, significa anche raccontarle al consumatore americano. Ma sui dazi non nasconde la preoccupazione: l’aumento dei costi delle materie prime importate finisce inevitabilmente per riflettersi sui prezzi al pubblico. Ancora più diretto Manfredi Barbera, alla guida della storica azienda olearia palermitana fondata nel 1894.

Secondo l’imprenditore, dazi e cambio sfavorevole hanno fatto aumentare sensibilmente il prezzo finale del prodotto per il consumatore americano, provocando anche una flessione delle vendite. Ma Barbera rivendica l’unicità dell’olio siciliano, capace di unire profumi intensi a un gusto non aggressivo: “Io li chiamo gli oli degli angeli”. Proprio Barbera aveva inaugurato il giorno precedente “Little Sicily”, il nuovo spazio creato nella sede americana dell’azienda a Rutherford, nel New Jersey, come punto d’incontro tra cultura, prodotti e impresa siciliana. All’apertura, insieme all’assessore Tamajo, hanno partecipato il sindaco di Rutherford Frank Nunziato e il senatore statale del New Jersey Paul Sarlo. Una tre giorni americana che, nelle parole di Tamajo, rappresenta soltanto l’inizio. L’obiettivo adesso è trasformare una presenza già forte per storia, cultura e comunità in una presenza economica sempre più strutturata.

– foto xo9/Italpress –

(ITALPRESS).

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