La sindrome da rientro: perché tornare alla normalità dopo le vacanze può essere difficile

Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle

La sindrome da rientro: perché tornare alla normalità dopo le vacanze può essere difficile

Le vacanze finiscono, le valigie tornano nell’armadio e la sveglia ricomincia a suonare presto. Eppure, mentre la vita quotidiana riparte, non sempre anche la nostra mente riesce a farlo con la stessa velocità.

Settembre può portare con sé stanchezza, irritabilità, difficoltà a concentrarsi, poca voglia di lavorare e una sensazione di malinconia per i giorni appena trascorsi. È quella che comunemente viene chiamata “sindrome da rientro”, un’espressione utilizzata per descrivere il disagio che alcune persone sperimentano quando devono riadattarsi alla routine dopo una pausa.

Non si tratta necessariamente di una malattia, ma di una difficoltà di adattamento a un cambiamento di ritmo. E dopo settimane caratterizzate da maggiore libertà, meno orari e più tempo per sé, tornare alla normalità può essere più difficile di quanto immaginiamo.

Perché dopo le vacanze ci sentiamo così stanchi?

Durante le ferie cambiano molte delle nostre abitudini. Si dorme magari più a lungo, si mangia a orari diversi, si trascorre più tempo all’aperto, si riducono gli impegni e diminuisce la pressione legata al lavoro.

Il rientro introduce improvvisamente nuovamente orari, scadenze, responsabilità e appuntamenti. Il passaggio può essere percepito dal cervello come un piccolo “cambio di marcia”, soprattutto se avviene bruscamente.

A questo si aggiunge un elemento molto semplice: le vacanze sono finite. La consapevolezza che quei giorni di libertà non torneranno immediatamente può provocare una certa malinconia.

Il problema non è solo il lavoro

La difficoltà del rientro non riguarda necessariamente soltanto chi torna in ufficio.

Anche riprendere la gestione della casa, accompagnare i figli a scuola, occuparsi delle commissioni, ricominciare a cucinare con regolarità o semplicemente ritrovare una routine precisa può richiedere energia.

Durante l’estate molte persone sperimentano una maggiore spontaneità. Le giornate sono meno strutturate e gli impegni possono essere rimandati. A settembre, invece, tutto torna a essere programmato.

Ed è proprio questo contrasto a rendere il rientro talvolta pesante.

La malinconia per le vacanze è normale

Guardare le fotografie delle vacanze, ripensare alle serate trascorse fuori, alle giornate al mare o ai luoghi visitati può aumentare la nostalgia.

Ma provare un po’ di tristezza non significa necessariamente stare male. La fine di un periodo piacevole comporta naturalmente una fase di transizione.

Il rischio è interpretare questa sensazione come un segnale che “qualcosa non va” nella propria vita. In realtà può semplicemente essere il contrasto tra un periodo particolarmente gratificante e il ritorno alle responsabilità quotidiane.

Non bisogna ricominciare tutto in un giorno

Uno degli errori più frequenti è pretendere di tornare immediatamente ai ritmi precedenti.

Primo giorno di lavoro, palestra, dieta, casa da sistemare, appuntamenti, commissioni e magari una lunga lista di buoni propositi per settembre. Tutto insieme può trasformare il rientro in una nuova fonte di stress.

Meglio invece ricostruire gradualmente le proprie abitudini.

Anche il sonno può essere riportato progressivamente agli orari abituali, così come i pasti e l’attività fisica. L’obiettivo non dovrebbe essere recuperare in 48 ore tutto ciò che non è stato fatto durante l’estate, ma ritrovare un ritmo sostenibile.

Settembre può diventare un nuovo inizio

C’è anche un altro modo di guardare al rientro.

Settembre non deve essere necessariamente vissuto come la fine delle vacanze. Può diventare un momento per scegliere cosa portare con sé dell’estate.

Se durante le ferie abbiamo camminato di più, trascorso più tempo con le persone che amiamo, letto, cucinato o semplicemente avuto più tempo per noi, non è detto che tutto debba finire con il rientro.

Anche nella vita quotidiana si possono conservare piccole abitudini che ci hanno fatto stare bene.

Il segreto è lasciare spazio anche dopo le vacanze

Uno dei motivi per cui le ferie risultano così rigeneranti è che spesso interrompono la sensazione di essere sempre impegnati.

Per questo, una volta tornati alla normalità, può essere utile non riempire immediatamente ogni spazio libero.

Una cena con gli amici, una passeggiata dopo il lavoro, una serata senza programmi, un libro prima di dormire o semplicemente qualche ora senza telefono possono diventare piccoli appuntamenti con il proprio benessere.

Non servono necessariamente grandi cambiamenti. A volte è sufficiente evitare che la routine occupi ogni minuto della giornata.

Quando la stanchezza merita attenzione

Una certa fatica nei giorni successivi al rientro è comprensibile. Se però tristezza, ansia, insonnia, forte stanchezza o difficoltà nella vita quotidiana persistono a lungo o diventano particolarmente intense, non è opportuno attribuire tutto semplicemente alla “sindrome da rientro”.

In questi casi è importante parlarne con un professionista, perché potrebbe esserci un problema diverso che merita di essere valutato.

Non è necessario tornare alla persona di prima

Forse il modo migliore per affrontare settembre è proprio questo: non considerarlo un ritorno indietro.

Le vacanze possono averci fatto capire che abbiamo bisogno di più tempo libero, di ritmi meno frenetici, di stare maggiormente all’aria aperta o semplicemente di ritagliarci qualche momento solo per noi.

Il rientro può allora diventare l’occasione per portare nella quotidianità almeno una parte di quello che abbiamo scoperto durante l’estate.

Perché tornare alla normalità non significa necessariamente tornare a correre come prima. Significa trovare un nuovo equilibrio, con un po’ più di consapevolezza su ciò che ci fa stare bene.

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