La solitudine scelta è un lusso? Il piacere di viaggiare, mangiare e andare al cinema da sole (pagina 3)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna
Non è necessario prenotare subito un viaggio in solitaria per scoprire il piacere della propria compagnia. Si può cominciare con un caffè in un posto nuovo, una passeggiata senza una meta precisa, una visita a una mostra o un pranzo fuori durante il fine settimana. Piccole occasioni per capire che cosa piace davvero, senza dover adattare ogni scelta alle preferenze di qualcun altro.
All’inizio può esserci un certo imbarazzo, soprattutto se non si è abituate. È normale chiedersi che cosa fare mentre si aspetta un piatto o sentirsi osservate entrando da sole in un locale. Spesso, però, queste sensazioni diminuiscono con l’esperienza, quando l’attenzione si sposta dal modo in cui si viene percepite al piacere dell’attività.
La vera autonomia non consiste nel fare tutto da sole, né nel dimostrare di non avere bisogno di nessuno. Significa poter desiderare la compagnia senza dipenderne per vivere le proprie esperienze. A volte la serata migliore è quella trascorsa con gli amici; altre volte è quella in cui si sceglie un film, si ordina ciò che si vuole e si torna a casa senza aver dovuto mediare con nessuno.
La solitudine scelta, allora, non è necessariamente un lusso economico o un privilegio riservato a chi ha molto tempo libero. È soprattutto la possibilità di non mettere continuamente in attesa i propri desideri. Perché aspettare sempre che qualcuno ci accompagni significa, qualche volta, lasciare che siano le disponibilità degli altri a decidere quanto spazio concedere alla nostra vita.