La solitudine scelta: La differenza tra isolamento emotivo e spazio sacro personale (pagina 2)

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna

La solitudine scelta: La differenza tra isolamento emotivo e spazio sacro personale (pagina 2)

La solitudine e il sentirsi soli vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma descrivono esperienze differenti. La prima può essere una condizione concreta: non avere altre persone accanto in un determinato momento. La seconda riguarda soprattutto il modo in cui percepiamo la nostra connessione con gli altri.

È possibile quindi sentirsi soli in una stanza piena di persone, durante una cena, all’interno di una relazione o persino accanto a qualcuno che amiamo. Allo stesso modo, possiamo trascorrere alcune ore senza compagnia e sentirci perfettamente in equilibrio.

La solitudine scelta nasce quando la distanza dagli altri è temporanea, consapevole e compatibile con il nostro benessere. Non è necessariamente il desiderio di tagliare i ponti, ma quello di abbassare per un po’ il volume del mondo.

Può essere una passeggiata senza telefono, una mattina trascorsa lentamente, un viaggio in solitaria, qualche ora dedicata alla lettura o semplicemente la decisione di non riempire ogni spazio libero con un impegno. Piccoli gesti che ricordano che non abbiamo bisogno di essere continuamente occupate per dare valore al nostro tempo.

Quando la solitudine diventa isolamento emotivo

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