La solitudine scelta: La differenza tra isolamento emotivo e spazio sacro personale (pagina 3)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna
Il confine diventa più delicato quando stare da sole non è più una scelta, ma una conseguenza della paura, della sfiducia o della sensazione di non essere comprese.
L’isolamento emotivo può manifestarsi in modi diversi. A volte significa smettere di raccontare ciò che proviamo perché siamo convinte che nessuno possa capire. Altre volte significa rifiutare sistematicamente l’aiuto, evitare qualsiasi vulnerabilità o interrompere i rapporti non perché desideriamo davvero stare sole, ma perché la vicinanza degli altri ci mette in difficoltà.
La domanda da porsi non è quindi soltanto “Voglio stare da sola?”, ma anche “Come mi sento quando sono sola?”.
Se la solitudine porta sollievo, spazio, creatività e una sensazione di ricarica, probabilmente sta svolgendo una funzione positiva. Se invece alimenta tristezza, paura, chiusura o la convinzione di non avere nessuno a cui rivolgersi, potrebbe essere utile non confondere la distanza con il benessere.