La solitudine scelta: La differenza tra isolamento emotivo e spazio sacro personale (pagina 6)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna
Un altro aspetto della solitudine scelta riguarda il rapporto con il vuoto. Siamo abituate a riempire quasi immediatamente qualsiasi momento libero: una serie televisiva, un social network, una conversazione, una commissione, un appuntamento improvvisato.
Non c’è nulla di sbagliato nell’intrattenersi. Ma se ogni silenzio ci mette a disagio, forse vale la pena domandarsi perché.
Stare per qualche minuto senza fare nulla può essere sorprendentemente difficile. Eppure proprio quella piccola sospensione può insegnarci che non tutti gli spazi devono essere produttivi. Non dobbiamo trasformare anche la solitudine in un progetto di miglioramento personale.
Non serve meditare perfettamente, leggere un libro importante o utilizzare quelle ore per raggiungere un obiettivo. A volte uno spazio personale funziona proprio perché non serve a ottenere niente.
Non tutto il tempo deve essere utile. Alcuni momenti possono semplicemente appartenerci.