La trappola della crocerossina: Come smettere di voler ‘salvare’ gli altri a spese della tua felicità (pagina 2)

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna

La trappola della crocerossina: Come smettere di voler ‘salvare’ gli altri a spese della tua felicità (pagina 2)

Esiste una differenza sottile tra essere presenti per qualcuno e avere bisogno che quella persona abbia bisogno di noi. Nel primo caso l’aiuto nasce da una scelta: si offre tempo, ascolto o sostegno perché lo si desidera e perché le proprie risorse lo permettono. Nel secondo, l’idea di non essere indispensabili può generare ansia o senso di colpa.

La dinamica può essere quasi invisibile all’inizio. Si comincia ascoltando l’ennesimo problema, poi si prendono decisioni al posto dell’altro, si risolvono situazioni pratiche, si perdonano comportamenti che fanno soffrire. Progressivamente, però, il rapporto può organizzarsi intorno a una domanda implicita: “Come posso aggiustare questa persona?”

Il rischio è che il proprio valore finisca per dipendere dall’utilità. Se l’altro sta male, ci si sente necessari; se migliora e diventa autonomo, può comparire una sensazione di vuoto. In questo modo la cura dell’altro diventa anche un modo per definire se stessi.

Il partner da salvare non è un progetto personale

La trappola della crocerossina: Come smettere di voler ‘salvare’ gli altri a spese della tua felicità (pagina 2) - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro