La trappola della crocerossina: Come smettere di voler ‘salvare’ gli altri a spese della tua felicità (pagina 5)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna
Una delle difficoltà più frequenti per chi tende a prendersi cura degli altri è il senso di colpa associato ai confini. Dire “non posso”, “non me la sento” o “questa cosa non posso farla per te” può sembrare improvvisamente una forma di egoismo.
In realtà, un confine non è necessariamente un rifiuto dell’altra persona. È una comunicazione sulle proprie risorse, sui propri limiti e sui propri bisogni. Non significa smettere di amare, ma smettere di considerare illimitata la propria disponibilità.
Se ogni volta che qualcuno è in difficoltà si rinuncia al sonno, al lavoro, agli amici, al riposo o alla propria serenità, il problema non è necessariamente quanto si tiene all’altro. È possibile che il rapporto abbia iniziato a richiedere un livello di sacrificio che non è più sostenibile. La cura che distrugge sistematicamente chi la offre non è un equilibrio.