La trappola della crocerossina: Come smettere di voler ‘salvare’ gli altri a spese della tua felicità (pagina 9)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna
La parte più difficile può essere tornare a considerare i propri bisogni importanti quanto quelli delle persone che si amano. Non necessariamente più importanti, ma nemmeno sistematicamente secondari.
Questo significa recuperare tempo, amicizie, interessi, riposo e progetti che non dipendono dalla relazione. Significa anche imparare a chiedersi cosa si desidera prima di domandarsi che cosa sarebbe meglio per qualcun altro. Piccoli gesti quotidiani possono essere sufficienti per iniziare a ricostruire questo spazio personale.
Se però il bisogno di salvare gli altri è molto radicato, genera sofferenza o porta ripetutamente dentro relazioni sbilanciate, parlarne con uno psicologo può aiutare a comprendere da dove provenga questo schema e come modificarlo. Non perché prendersi cura degli altri sia un difetto, ma perché la cura può essere una qualità anche quando non richiede di cancellare se stessi.