La vita marina triplica dopo il divieto di pesca al traino in Scozia.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

La vita marina triplica dopo il divieto di pesca al traino in Scozia.

Risultati Straordinari nel Sud dell’Arran

Negli ultimi dieci anni, la Scozia ha istituito l’Area Marina Protetta del Sud Arran, bandendo la pesca a strascico su gran parte di questo habitat marino. Un nuovo studio ha rivelato che la vita sul fondo del mare ha prosperato grazie a queste misure di protezione. I scientifici incaricati di monitorare l’area hanno registrato una quantità sorprendente di organismi marini sul fondale, scoprendo ben tre volte più specie rispetto a acque non protette nei dintorni.

Un aspetto affascinante emerso dallo studio è il commento del ricercatore principale, Ben Harris, ecologo marino all’Università di Exeter, che ha dichiarato: “Quello che sembra un deserto noioso di fango è, in realtà, molto dinamico”. La varietà di vita sottomarina, sebbene non sempre appariscente, gioca un ruolo cruciale nell’ecosistema marino.

Un’Ecosistema Ricco e Diversificato

I ricercatori hanno trovato oltre 150 specie in un campione limitato del fondale marino, inclusi vermi a cucchiaio, vermi bobbit e organismi costruttori di conchiglie come le lumache torre. Harris ha descritto questi organismi come “giardinieri importanti del fondale”, ognuno con un ruolo unico nell’ecosistema. La dinamica di questi piccoli animali è straordinaria: ogni minuto, una quantità di sedimenti pari a otto Everest viene smossa sul continente marino, un fatto fondamentale per il sequestro del carbonio.

Sull’importanza ecologica dell’Area Marina Protetta del Sud Arran, Harris ha sottolineato come questi piccoli organismi stiano iniziando a ricostruire un ecosistema marino che un tempo prosperava nella profondità dell’oceano. L’impatto della pesca a strascico è stato drammatico, con l’Europa che possiede i fondali marini più sfruttati al mondo. Già dal XIV secolo, attrezzature da pesca pesanti hanno distrutto gli ecosistemi locali e, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, circa l’86% del fondale marino nelle acque del Mare del Nord e del Mare Celtico mostra evidenze di disturbi fisici causati dalla pesca a strascico.

La Necessità di Proteggere i Fondali Marini

Il danno ai fondali marini europei è così esteso che, per avere un riferimento su un ecosistema sano, i ricercatori sono stati costretti a consultare documenti storici, dato che oggi non esistono zone marine che corrispondano a quelle descrizioni antiche. Harris ha evidenziato quanto poco si conosca riguardo alla biodiversità dell’area prima dell’impatto devastante della pesca: “Molto del continente marino composto da sedimenti morbidi è stato sottoposto a trawling per così lungo tempo che non abbiamo documentato affatto bene quello che esisteva prima di distruggerlo”.

Le descrizioni storiche parlano di “foreste di animali” al largo delle coste del Regno Unito, ecosistemi ricolmi di comunità animali estremamente diversificate. Tali comunità includevano specie come ostriche e vermi a nido d’ape, che formavano una copertura complessa e ricca, essenziale per il sostentamento di altre forme di vita marina, come coralli e spugne.

In totale, il team di ricerca ha registrato più di 1.500 organismi in circa 100 litri di sedimento. “Se si considerano queste stime su tutta l’area MPA, ci si può aspettare miliardi di organismi”, ha osservato Harris. I risultati di questo studio rafforzano l’importanza della tutela degli ecosistemi marini, in risposta alle attività umane che da secoli minacciano la loro integrità.

Immagini fornite da Henley Spiers e Matt Jarvis & Adam Porter.

Fonti ufficiali: European Environment Agency, Università di Exeter.

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