L’armadio pieno e la sensazione di non avere niente da mettere: perché compriamo abiti per una vita che non facciamo (pagina 3)

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna

L’armadio pieno e la sensazione di non avere niente da mettere: perché compriamo abiti per una vita che non facciamo (pagina 3)

Per capire quanto un guardaroba ci rappresenti davvero, può essere utile osservare quali capi indossiamo più spesso e quali, invece, restano inutilizzati da anni. Non serve eliminare tutto ciò che non abbiamo messo nell’ultima stagione né trasformare il riordino in una nuova gara alla perfezione. Basta cominciare a distinguere ciò che ci piace davvero da ciò che conserviamo per senso di colpa, nostalgia o aspettative.

Prima di un acquisto, una domanda semplice può fare la differenza: «In quale situazione reale indosserò questo capo?». Se la risposta è vaga, forse vale la pena aspettare. Può essere utile anche immaginare almeno tre abbinamenti con quello che già possediamo, evitando di comprare un vestito che richieda altri acquisti per poter essere utilizzato.

Un guardaroba funzionale non deve essere necessariamente minimalista, costoso o perfettamente coordinato. Deve, piuttosto, permetterci di vestirci senza sentirci inadeguate e riflettere la nostra vita concreta, non un ideale irraggiungibile.

Forse il vero problema non è avere troppi vestiti, ma chiedere loro di risolvere qualcosa che non riguarda la moda. Un abito può valorizzare una persona, accompagnare un cambiamento e regalare piacere, ma non può creare da solo una nuova identità. E qualche volta, davanti a un armadio pieno, la domanda più utile non è che cosa ci manca da comprare, ma quale parte di noi stiamo ancora aspettando di diventare.

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