Le città e il loro dominio sui mari: un legame indissolubile e affascinante.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
L’influenza delle Città sulla Salute degli Oceani
La salute degli oceani dipende da una serie di decisioni che vengono spesso prese a terra. Porti e città svolgono un ruolo cruciale nel controllare l’accesso marittimo, nella regolamentazione delle operazioni navali e nel plasmare la domanda di prodotti ittici. Questi elementi urbani, pur ricevendo meno attenzione rispetto a trattati internazionali o politiche nazionali, possono avere un impatto significativo sulle condizioni marine.
Le normative portuali relative all’uso di combustibili, alle emissioni e alla sicurezza hanno il potere di costringere le compagnie di navigazione globali a modificare il proprio comportamento. L’accesso ai principali hub commerciali è troppo prezioso per essere messo a rischio. Quando diversi porti importanti adottano standard simili, la loro forza collettiva può modificare le norme industriali lungo interi corridoi marittimi.
Il Ruolo delle Città nel Settore della Pesca
La domanda di prodotti ittici nelle città è determinata in gran parte dal settore pubblico, come scuole e ospedali, che decidono quali alimenti servire. Le amministrazioni comunali possono esercitare una notevole influenza sulle filiere della pesca attraverso le proprie scelte di acquisto. Se le città decidono di adottare criteri di sostenibilità per il pesce, possono modificare le catene di approvvigionamento in modi che spesso le politiche nazionali non riescono a ottenere.
Ad esempio, alcune città statunitensi utilizzano linee guida informate da programmi come Seafood Watch del Monterey Bay Aquarium. Un caso significativo è avvenuto in Brasile, dove si è scoperto che la carne di squalo veniva servita nelle mense scolastiche senza il consenso dei genitori. Questa rivelazione ha indotto lo stato di Rio de Janeiro a vietare i prodotti a base di squalo nei pasti scolastici, dimostrando come l’acquisto istituzionale possa influenzare le catene di approvvigionamento della pesca.
Le modifiche apportate sono spesso gradualiste e possono essere controverse. Tuttavia, gli fornitori devono adattarsi e i sistemi di tracciabilità migliorarne. Le aziende di pesca che cercano di accedere a mercati redditizi sono sottoposte a pressioni per mantenere standard elevati. Tutto ciò accade senza la necessità di nuove leggi internazionali.
La filantropia che si concentra sulla conservazione degli oceani ha iniziato a riconoscere l’importanza di queste dinamiche urbane, anche se spesso in modo indiretto. Iniziative come il Vibrant Oceans Initiative, supportato da Bloomberg Philanthropies, cerca di migliorare le risorse ittiche mentre fissa obiettivi che coincidono con quelli delle città costiere.
L’Importanza della Cooperazione e dei Dati Condivisi
I dati condivisi stanno emergendo come un ulteriore strumento per migliorare la gestione dei mari. Le città stanno implementando sistemi sofisticati di monitoraggio per aspetti come il traffico e la qualità dell’aria, il che può offrire vantaggi inattesi anche nel campo della pesca. “Global Fishing Watch”, un’iniziativa supportata da diverse organizzazioni filantropiche, usa dati satellitari per monitorare i movimenti delle imbarcazioni in tutto il mondo. I porti possono utilizzare queste informazioni per decidere quali navi ispezionare o ammettere, rendendo più difficile per quelle coinvolte in attività di pesca illegali accedere ai principali mercati.
L’agilità delle città è un vantaggio significativo rispetto ai processi di approvazione delle normative nazionali, che spesso richiedono tempo e sono ostacolati da interessi consolidati. Le città, agendo tramite misure amministrative o decisioni di acquisto, possono a volte implementare cambiamenti in pochi mesi.
Tuttavia, ci sono limitazioni. Le città non possono gestire le risorse ittiche migratorie negli oceani aperti e non possono far rispettare le regole di conservazione a grande distanza dalla costa. Le politiche locali potrebbero anche spostare i carichi ambientali altrove, se le navi modificano le loro rotte o se i fornitori trovano acquirenti alternativi. Inoltre, la coordinazione tra le città è spesso irregolare, e alcune non possiedono le capacità tecniche per progettare misure efficaci.
Nonostante queste difficoltà, il vantaggio di perseguire azioni a livello urbano integra ulteriormente le misure nazionali. Le conseguenze del declino degli oceani, come il deterioramento delle spiagge e il collasso delle risorse ittiche, sono esperite direttamente dalle città costiere. Le loro comunità comprendono aziende e residenti che dipendono dalle industrie marittime, ma che affrontano anche costi ambientali.
La filantropia, tradizionalmente orientata a sostenere agenzie marine e istituti di ricerca, ha opportunità anche nel supportare le città. Finanziamenti mirati ad aiutare i porti in progetti di elettrificazione o a sviluppare strumenti di monitoraggio possono generare enormi benefici ambientali. Inoltre, un miglioramento delle pratiche di acquisto urbano può influenzare i mercati ittici globali.
La rilevanza crescente delle città nel governo oceanico non implica che queste debbano sostituire gli stati nazionali. Piuttosto, esse possono operare come hub dove le politiche si incontrano con le pratiche quotidiane. Le navi approdano nei porti, non nei ministeri, e i pesci vengono venduti nei mercati, non nei trattati. Applicando elevati standard ambientali nei punti di contatto, è possibile alterare il comportamento upstream in modo relativamente silenzioso e efficace.
Con l’attuale crisi della cooperazione internazionale, è fondamentale prestare attenzione a queste leve pratiche. Realizzare che le decisioni che influenzano gli oceani vengono spesso prese a terra potrebbe ampliare gli strumenti disponibili per proteggere i nostri mari, un porto e un mercato alla volta.
Fonti ufficiali
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