Le falle nel sistema minacciano gli impegni antideforestazione dell’industria dell’olio di palma

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Le falle nel sistema minacciano gli impegni antideforestazione dell’industria dell’olio di palma

## L’industria dell’olio di palma e la deforestazione persistente in Indonesia

Più di un decennio dopo l’adozione degli impegni “No Deforestation, No Peat, No Exploitation” (NDPE) da parte dell’industria dell’olio di palma, nuovi dati satellitari rivelano che la deforestazione per la produzione di olio di palma continua a persistere in Indonesia, con oltre 31.000 ettari distrutti nel 2025. Gli attivisti affermano che la deforestazione riesce sempre più a sfuggire ai controlli esistenti, inclusi la tracciabilità incompleta, le catene di approvvigionamento frammentate e le scappatoie che consentono alle aziende coinvolte nella deforestazione di continuare a vendere nei mercati dichiarati liberi dalla deforestazione.

Un’analisi della iniziativa di mappatura forestale TheTreeMap ha mostrato che 31.073 ettari di foresta sono stati abbattuti per l’olio di palma in Indonesia nel 2025, un dato leggermente superiore rispetto ai 30.956 ettari registrati nel 2024. Questo mette in evidenza le lacune persistenti su come l’industria attua i suoi impegni contro la deforestazione.

## I rischi per il rispetto delle normative europee

L’industria dell’olio di palma si confronta ora con l’entrata in vigore della Regolamentazione Europea sulla Deforestazione (EUDR), che richiederà alle aziende di dimostrare che le materie prime vendute nell’Unione Europea non sono collegate a deforestazione recente. In questo contesto, le vulnerabilità non risolte potrebbero creare notevoli problemi di conformità, in particolare per un settore dove la materia prima proviene spesso da piccole aziende agricole che non sono monitorate in modo adeguato.

Le politiche NDPE mirano ad eliminare tre importanti fonti di danno nella produzione di olio di palma: l’abbattimento delle foreste naturali, l’apertura di piantagioni su terreni torbosi ricchi di carbonio e lo sfruttamento dei lavoratori e delle comunità locali. Fino al 2020, questi impegni coprivano circa l’83% della capacità di raffinazione dell’olio di palma in Indonesia e Malesia, le principali regioni produttrici. Tuttavia, la deforestazione legata all’olio di palma continua, soprattutto in Indonesia, il maggior produttore globale.

## Lacune nella tracciabilità

Una delle lacune più significative riguarda la tracciabilità a livello di piantagione. Uno studio della società di ricerca investors Sustainalytics ha evidenziato che il 69% delle 17 principali aziende che si riforniscono di olio di palma possiede programmi di tracciabilità che coprono sia i fornitori diretti che quelli indiretti. Tuttavia, tracciabilità rimane uno dei principali ostacoli per catene di approvvigionamento di materie prime libere dalla deforestazione.

La situazione è complicata dalla natura frammentata del settore dei piccoli agricoltori in Indonesia, dove questi ultimi rappresentano circa il 40% della produzione nazionale di olio di palma. I frutti raccolti in diversi villaggi possono essere mescolati prima di raggiungere un frantoio. Una volta miscelati, diventa difficile determinare l’origine di lotti singoli; pertanto, il frutto proveniente da terreni deforestati può entrare nella catena di approvvigionamento insieme a quello di piantagioni conformi agli impegni NDPE.

## Esempi concreti di deforestazione

Campagne di sensibilizzazione hanno già portato alla luce come, nonostante gli sforzi per ridurre la deforestazione su larga scala, alcune foreste vengano ancora abbattute tramite aziende minori. Un esempio noto è il gruppo First Borneo, che ha visto i propri sotto-gruppi impegnati nella deforestazione di oltre 3.600 ettari di foresta tra il 2023 e il 2025.

Indagini hanno rivelato che il frutto raccolto dalle piantagioni di First Borneo può essere inviato a frantoi a oltre 350 km di distanza, consentendo quindi a produzioni non conformi di entrare nelle catene di approvvigionamento di marchi di consumo. Questo esempio mette in evidenza quanto sia essenziale risolvere le questioni di tracciabilità e i meccanismi di monitoraggio associati.

## Strutture di proprietà e lacune

Inoltre, le strutture di proprietà complicano ulteriormente la situazione. Le norme di certificazione e monitoraggio spesso si basano su strutture aziendali formali, che non riflettono necessariamente l’intera rete di aziende controllate dallo stesso proprietario. Questo rischia di creare scappatoie, nelle quali una società coinvolta nella deforestazione può continuare a operare attraverso un’altra entità che non è coperta dagli stessi meccanismi di monitoraggio.

Secondo le fonti, la famiglia Fangiono è stata identificata come uno dei principali responsabili della deforestazione legata all’olio di palma in Indonesia nel 2025, rappresentando circa un terzo della deforestazione totale. La maggior parte di questi eventi si verifica nella regione orientale della Papua, dove le aziende collegate alla famiglia continuano ad espandere le proprie operazioni, nonostante la certificazione RSPO.

## Sfide regolamentari e soluzioni future

La persistenza di queste lacune pone interrogativi sulla preparazione dell’industria per la Regolamentazione Europea sulla Deforestazione (EUDR), che entrerà in vigore alla fine del 2026. Questa legge richiederà alle aziende che vendono oli e altri prodotti nell’UE di dimostrare che non sono collegati a deforestazione dopo il 31 dicembre 2020.

Nonostante le sfide, alcune marche di consumo, come Unilever e The Hershey Company, stanno adottando approcci più rigorosi, applicando standard incrociati per garantire la trasparenza nella propria filiera. Queste azioni potrebbero fornire un vantaggio competitivo e accrescere la fiducia degli stakeholders nel lungo periodo.

La realizzazione di una tracciabilità completa continua a sfuggire, ma monitoraggi indipendenti e l’uso di immagini satellitari sono essenziali per rilevare e riportare attività di deforestazione in tempo reale.

Fonti ufficiali:
– TheTreeMap
– Sustainalytics
– Mighty Earth

Il futuro dell’industria dell’olio di palma è un tema cruciale da seguire, e i prossimi anni potranno rivelarsi determinanti nella lotta contro la deforestazione.

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