Le startup di fusione che hanno raccolto oltre 100 milioni di dollari nel 2023.
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
Negli ultimi anni, l’energia da fusione è passata dall’essere un soggetto di scherno — sempre a un decennio di distanza! — a una tecnologia sempre più concreta e intrigante, attirando così l’attenzione di investitori.
Il Potenziale della Fusione
L’energia da fusione presenta sfide tecniche e costi elevati nella costruzione, ma promette di sfruttare la reazione nucleare che alimenta il sole, generando un’energia quasi illimitata sulla Terra. Se le startup riusciranno a sviluppare impianti di fusione commercialmente viabili, potrebbero rivoluzionare mercati da trilioni di dollari.
Il recente entusiasmo nel settore della fusione è stato alimentato da tre avanzamenti significativi: chip informatici più potenti, intelligenza artificiale più sofisticata e magneti superconduttori ad alta temperatura. Insieme, queste innovazioni hanno portato a progettazioni di reattori più avanzate, simulazioni migliori e schemi di controllo più complessi.
Non è trascurabile il fatto che alla fine del 2022, un laboratorio del Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti ha annunciato di aver prodotto una reazione di fusione controllata in grado di generare più energia di quella fornita ai pellet di combustibile. Questo esperimento ha superato quella che viene chiamata ‘parità scientifica’. Anche se siamo ancora lontani dalla parità commerciale, questo risultato ha rappresentato un passo fondamentale che dimostra la validità della scienza sottostante.
Startup in Crescita nel Settore della Fusione
Negli anni recenti, i fondatori hanno sfruttato questa spinta, portando l’industria privata della fusione a un ritmo accelerato. Di seguito trovi un elenco delle startup che hanno raccolto oltre 100 milioni di dollari in capitale impegnato da investitori privati, secondo quanto riportato da FusionX.
Una delle principali aziende del settore è la Commonwealth Fusion Systems (CFS), che ha raccolto circa un terzo del capitale privato investito nelle aziende di fusione fino ad oggi. L’ultima raccolta fondi, chiusa a luglio, ha aggiunto 1 miliardo di dollari al suo budget, portando così il totale a 3,94 miliardi. CFS ha preso piede nel 2021 con una serie B da 1,8 miliardi di dollari e sta attualmente costruendo il suo primo impianto chiamato Sparc, previsto per il 2027.
Sparc è un reattore di tipo tokamak che utilizza magneti superconduttori ad alta temperatura progettati in collaborazione con il MIT. La CFS prevede di far funzionare Sparc operativamente entro la fine del 2026 o all’inizio del 2027 e successivamente avvierà la costruzione di Arc, un impianto commerciale in grado di generare 400 megawatt, vicino a Richmond, Virginia, con Google che ha già concordato l’acquisto di metà della sua produzione.
Tra le startup con la timeline più ambiziosa c’è Helion, che prevede di produrre elettricità dal suo reattore entro il 2028, con Microsoft come primo cliente. Con sede a Everett, Washington, Helion utilizza una configurazione a campo invertito, dove i magneti circondano una camera di reazione a forma di clessidra. Recentemente hanno raccolto 465 milioni di dollari, portando il capitale complessivo a 3,2 miliardi di dollari.
Un’altra compagnia, TAE Technologies, fondata nel 1998, utilizza anch’essa una configurazione a campo invertito, implementando particelle per stabilizzare il plasma e aumentare le possibilità di fusione. La società ha recentemente annunciato una fusione con Trump Media & Technology Group, che porterà a ulteriori sviluppi e investimenti.
Pacific Fusion ha fatto il suo debutto con una serie A che ha superato il miliardo di dollari. Questa startup impiega la confinazione inerziale, utilizzando impulsi elettromagnetici piuttosto che laser, per raggiungere la fusione. Guidata da esperti nel settore scientifico, ha già attratto investitori significativi.
Altre startup notevoli includono Proxima Fusion, che ha raccolto oltre 682 milioni di dollari e sta sviluppando un reattore stellarator, e Shine Technologies, che sta adottando un approccio più prudente vendendo isotopi medici e test neutronici. Con più di 1 miliardo di dollari raccolti, Shine è un esempio di come la fusione possa avere applicazioni immediate.
Inertia Enterprises, fondata da esperti del National Ignition Facility, ha già siglato diversi accordi commerciali. General Fusion, con sede a Richmond, ha raccolto oltre 442 milioni di dollari e affronta sfide per rimanere finanziariamente stabile mentre si prepara a lanciare il suo dispositivo più recente, il LM26.
Il potenziale dell’energia da fusione continua a crescere, rendendo questa tecnologia sempre più attrattiva per investitori e utenti finali. Con l’avanzamento delle ricerche e lo sviluppo di nuove tecnologie, ci attendiamo risultati incoraggianti nei prossimi anni.
Per ulteriori informazioni sulle startup di fusione e i loro progressi, consulta fonti ufficiali come [Fusion Energy](https://www.fusionenergy.com) e [U.S. Department of Energy](https://www.energy.gov/). Queste risorse possono fornirti aggiornamenti continui sugli sviluppi nel settore della fusione.
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